Manie di Persecuzione - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sulle manie di persecuzione. In psichiatria, il delirio di persecuzione è un disturbo psicologico caratterizzato da un complesso di idee, più o meno sistematizzate, in base alle quali il soggetto crede fermamente che qualcuno lo perseguiti (per esempio, spiandolo, facendogli del male, sparlando di lui, ecc.). [Vocabolario Treccani].
Come scrive Umberto Galimberti, l'idea di persecuzione è un "sentimento di diffidenza, sospettosità, suscettibilità e sfiducia nel prossimo che porta a un misconoscimento peggiorativo delle intenzioni altrui vissute come malevole. Frequente in soggetti provati da ripetuti insuccessi ο da vere e proprie persecuzioni, questo sentimento, quando diventa dominante, può innescare un delirio che, nelle personalità paranoiche, è in apparenza logico, strutturato, coerente, stabile e tale da poter coesistere con un rimanente psichismo abbastanza integro, mentre nelle personalità schizofreniche è spesso arricchito da allucinazioni uditive e piuttosto assurdo nei suoi contenuti relativi all'immagine del persecutore e dei suoi mezzi di persecuzione" [...]. "Alla base di sentimenti persecutori la psicoanalisi legge un'inconscia e primitiva onnipotenza della prima infanzia con uno spiccato narcisismo e conseguente incapacità di sopportare limiti e frustrazioni imposti dalla realtà". [Dizionario di psicologia, UTET, 1992].
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla persecuzione considerata in generale, sulla paranoia, il delirio, le allucinazioni e le fissazioni.
Chi soffre di manie di persecuzione vorrebbe pur sempre che il mondo
ruotasse intorno alla sua persona, a costo di farlo nel senso contrario.
(Amedeo Ansaldi)
Manie di Persecuzione
© Aforismario

− Come definiresti uno che si sente perseguitato e pensa che tutte le persone ce l'abbiano con lui?
− Intuitivo!
Woody Allen (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Sono due le forme principali di delirio: il delirio persecutorio e il delirio di grandezza. Nella persecuzione, l’io si percepisce come vittima di ogni possibile macchinazione. Una certezza che si fa strada sia quando il soggetto è solo sia quando si trova in mezzo ad altri. Il delirante interpreta ogni parola, gesto o manifestazione mimica come un’azione rivolta volontariamente contro di lui e, per questa ragione, tende ad attivare strategie di difesa. Quando giungerà alla certezza di essere in pericolo di vita – o meglio si convincerà che qualcuno stia per ucciderlo – tenterà di difendersi, aggredendo e persino sopprimendo la persona da cui crede di essere minacciato.
Vittorino Andreoli, I segreti della mente, 2013

Per il soggetto malato di delirio di persecuzione tutto è contro di lui. Se la madre gli offre un bicchiere d'acqua perché lo vede sudato, lo rifiuta pensando che vi sia stato diluito del veleno per ucciderlo. Le persecuzioni hanno infatti sempre un carattere estremo, in gioco vi è la sopravvivenza e, dunque, il rischio è la morte.
Vittorino Andreoli, La gioia di vivere, 2016

Chi soffre di manie di persecuzione vorrebbe pur sempre che il mondo ruotasse intorno alla sua persona, a costo di farlo nel senso contrario.
Amedeo Ansaldi, Manuale di scetticismo, 2014

Chi soffre di mania di persecuzione è convinto che tutti tramino contro di lui. Il mio vicino, per esempio, è convinto che tutti gli altri inquilini del palazzo vogliano ucciderlo. Tutti quanti, capite? Compreso io. Io! Che sono stato l’unico in assemblea a votare contro il progetto di mettergli una bomba nell'auto.
Romano Bertola, Le caramelle del diavolo, 1991

Mania di persecuzione: la zanzara del teatro Metropolitan è convinta che non si battono le mani per applaudire la Bohème, ma per accoppare lei.
Romano Bertola, Le caramelle del diavolo, 1991

Per costoro la vittima soffre di vittimismo e il perseguitato di mania di persecuzione.
Pasquale Cacchio, Frantumi, 2010

Fra le vene più salienti nella vita della massa c'è qualcosa che chiameremmo forse senso di persecuzione: una particolare e irosa suscettibilità, eccitabilità, nei confronti di nemici designati come tali una volta per tutte. Essi possono fare tutto ciò che vogliono, possono essere rigidi o disponibili, impegnati o freddi, duri o miti - le loro azioni sono sempre intese come se scaturissero da un'imperturbabile malvagità, da una mentalità negativa contro la massa, da un'intenzione preconcetta di distruggerla apertamente o subdolamente.
Elias Canetti, Massa e potere, 1960

La paranoia della persecuzione per cui alcuni vedono un nemico e un congiurato in ogni essere bipede che passi loro vicino, è il primo effetto (e il più diffuso) dell'indebolimento psichico, dell'indebolimento del senso della personalità. Esso rivela la poca stima che un individuo ha di sé e quindi il primo dubbio sul suo diritto ad esistere, diritto che in ogni uomo è sempre proporzionale alla sua forza e alle sue qualità. Perciò questo paranoico pensa che questo dubbio oscuro contro di sé, nutrito nell'animo suo, sia anche nell'animo altrui, contro di lui, e fruttifichi frutti velenosi e funesti.
Andrea Emo, Quaderni, 1927-1981 (postumo 2006)

Per l'Io in cui predomini l'angoscia di persecuzione sono impossibili sia una identificazione totale e stabile con altri oggetti, nel senso di vederli e intenderli per ciò che sono realmente, sia una piena capacità di amare.
Melanie Klein, Contributo alla psicogenesi degli stati maniaco-depressivi, 1935

Una delle conseguenze dell'invidia eccessiva sembra essere il precoce instaurarsi del senso di colpa. Quando l'Io non è ancora in grado di sopportare la colpa, essa viene sentita come una persecuzione e l'oggetto che la provoca diventa un persecutore.
Melanie Klein, Invidia e gratitudine, 1957

Tutti, chi più chi meno, siamo egocentrici e, per proteggerci, paradossalmente, iniziamo a preoccuparci di che cosa pensano gli altri. In loro cerchiamo una valutazione positiva di noi stessi, poiché non abbiamo fiducia sufficiente per formularla in autonomia. Ma ciò causa sofferenza. Il preoccuparci troppo del giudizio altrui ci porta a ritenere che gli occhi di chi ci circonda siano focalizzati su di noi e, mentre gli altri parlano, pensiamo: «Non c’è dubbio che stiano parlando alle mie spalle! Mi stanno prendendo in giro per come sono vestito oggi», cadendo vittima di manie di persecuzione. Di pari passo si sviluppa in noi la convinzione che ogni singola azione abbia ripercussioni su ciò che ci circonda e formuliamo pensieri come: «Credo che abbia equivocato ciò che gli ho detto questa mattina». Siamo ossessionati dal piacere a tutti i costi agli altri, dalla preoccupazione di non fare brutte figure, e così viviamo le nostre giornate in preda all'agitazione.
Keisuke Matsumoto, Manuale di un monaco buddhista per sconfiggere la paura degli altri, 2012

Mentre la mania di persecuzione o il delirio paranoide sono vere malattie, chi ha semplicemente un carattere paranoico darà più da fare agli avvocati che agli psichiatri.
Willy Pasini, Volersi bene, volersi male, 1993

Il leader è affetto da mania di persecuzione. Ha sempre la sensazione che il popolo lo segua.
Zoran T. Popović (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La cosa più tragica che possa accadere a un malato di paranoia, affetto da mania di persecuzione, è di essere perseguitato davvero.
Federico Rampini (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Nelle sue forme più estreme la mania di persecuzione è una forma riconosciuta di pazzia. Vi è chi immagina che altri vogliano ucciderli, o metterli in prigione, o arrecar loro qualche altro grave danno. Spesso il desiderio di mettersi al sicuro da immaginari persecutori li induce ad atti di violenza che costringono a privarli della loro libertà. Questa, come molte altre forme di pazzia, è soltanto un'esagerazione di una tendenza tutt'altro che rara tra persone considerate normali.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

Se un individuo, in un determinato ambiente, è, secondo le sue affermazioni, maltrattato da tutti, è probabile che la causa di ciò sia da ricercarsi in lui stesso, e che egli immagini delle offese che nessuno gli ha arrecato, o che inconsciamente si comporti in tal modo da suscitare un'incontenibile irritazione.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

La gente esperta della vita si insospettisce di coloro che, a dar loro retta, sono invariabilmente maltrattati da tutti. E, non potendo dimostrar loro simpatia, contribuisce a rafforzare in quegli sfortunati l'idea che tutti siano contro di loro.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

La persona incline alla mania di persecuzione, quando si accorge che il racconto di una sua disgrazia viene creduto, lo abbellisce fino a raggiungere il limite estremo della verosimiglianza; quando, invece, la sua storia non viene creduta, egli giudica di avere semplicemente avuto una altra conferma della durezza di cuore dell'umanità verso di lui.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

La mania di persecuzione ha sempre radice in un concetto troppo esagerato dei propri meriti.
Bertrand Russell, ibidem

La gente che desidera avere un'alta opinione della propria perfezione morale deve persuadersi di avere raggiunto un grado di altruismo che è molto improbabile abbia raggiunto, e di qui ecco che il tentativo di avvicinarsi alla perfezione viene ad essere connesso a quella illusoria immagine di se stessi che, se contrastata dalla realtà esterna, conduce facilmente alla mania di persecuzione.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

L'infelice vittima della mania di persecuzione, nello stadio avanzato, si immagina che le persone più diverse, le quali, naturalmente, hanno i propri interessi e le proprie occupazioni cui badare, siano occupate da mattina a sera a tentare di fargli dei dispetti. Allo stesso modo, la vittima del primo stadio
della mania di persecuzione vede in ogni azione altrui un riferimento a se stessa che in realtà non esiste. Questa idea, naturalmente, è lusinghiera per la sua vanità.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

Un'altra non insolita vittima della mania di persecuzione è un certo tipo di filantropo che fa sempre del bene alla gente senza esserne richiesto, ed è stupito e indignato del fatto che non gli si dimostri alcuna gratitudine.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

Quattro massime di carattere generale che si dimostreranno una cura efficace contro la mania di persecuzione, se si capisce quanto siano vere. La prima è: ricordate che i motivi che determinano le vostre azioni non sono sempre così altruistici come vi appaiono. La seconda è: non sopravvalutate i vostri meriti. La terza è: non aspettatevi che gli altri si interessino di voi quanto voi stesso. E la quarta è: non immaginatevi che la gente si interessi tanto a voi da nutrire un particolare desiderio di perseguitarvi.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

L'ambizione che esclude l'affetto dalla sua via è generalmente il risultato di qualche specie d'ira o di odio contro la razza umana prodotto da dolori sofferti in gioventù, da ingiustizia patita in età adulta, o da una qualsiasi delle cause che portano alla mania di persecuzione. Un io troppo prepotente è una prigione dalla quale un uomo deve fuggire, se vuol godere appieno il mondo.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

La mania di persecuzione può essere curata soltanto con la comprensione, e questa comprensione deve essere fatta sentire al paziente, se deve raggiungere il suo scopo.
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

Un tizio va dallo psichiatra e gli dice:
− Mia moglie soffre di manie di persecuzione.
− E come si manifesta questa malattia? - domanda il dottore.
− Ha sempre paura che le venga rubato qualcosa. Pensi che ieri ho trovato un uomo nell'armadio in camera da letto; l'aveva messo lì lei per fare la guardia ai suoi vestiti!
Anonimo

Note
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