Beppe Viola - Aforismi, frasi e battute divertenti

Selezione di aforismi, frasi e battute divertenti di Beppe Viola (Milano, 1939-1982), giornalista, scrittore, telecronista sportivo e umorista italiano. Parlando di Beppe Viola, ha scritto Gianni Brera: "Improvvisava battute che sovente esprimevano il sale della vita. Aveva un humour naturale e beffardo: una innata onestà gli vietava smancerie in qualsiasi campo si trovasse a produrre parole e pensiero".
Beppe Viola
Frasi
Selezione Aforismario

A certa gente quello che la frega è la mancanza d’ignoranza!

C’è gente che tiene il vino benissimo: non si ubriaca nemmeno se l’imbottigli.

Era uno che per sembrare un genio avrebbe dovuto essere completamente diverso.

Il Pepe con la sua chitarra sapeva far piangere chiunque senza bisogno di rompergliela sul braccio.

Io razzista? Sarà lei che è negro.

La Juventus produce successo, quindi invidia.

Quando vengono al mondo i bambini ricchi parlano già quattro lingue, sono abbronzati e hanno le mèche.

Quelli che credono che di fianco al vagone letto ci sia il vagone comodino.

Quelli che credono che Gesù Bambino sia Babbo Natale da giovane...

Quelli che se ti sentono parlare con uno straniero intervengono con un «cosa vuoi dire»?

Rompersi una gamba col volley è come avere un infarto a Disneyland.

Tengo duro per migliorare il mio record mondiale di mancata carriera.

«Vuoi stare dentro con me in un affare?» «Cosa c’è da guadagnare?» «Quello che prendiamo facciamo a metà.» Prendemmo sei mesi, tre io e tre lui.
A certa gente quello che la frega è la mancanza d’ignoranza! (Beppe Viola)
Professione: uomo più bello del mondo. Indirizzo: St. Tropez. Orario di lavoro: dall'una (di notte) alle sei (del mattino). Hobby: famiglia tipo. Segni particolari: straordinari attributi fisici dalla vita in giù. Frase preferita: ne ammazza più l'orgasmo che il disarmo.

Sono entrato alla RAI nel 1961. Dopo aver risposto negativamente alla domanda "lei è comunista?".

Da vent'anni dipendente della Rai-TV, passaporto italiano, militesente, presunto capo di famiglia numerosa, non soltanto ignoravo le regole del football americano, ma non mi era mai passato per la testa di assistere a una partita.

Il pugile: "Come sto andando?". L'allenatore: "Se l'ammazzi fai pari".

"Lei è mai stato innamorato?". "No, ho sempre fatto il benzinaio".

La carenza di calcio provoca dei fenomeni curiosi, tipo richiamo verso la lettura, la meditazione, incupimento del tono psichico generale, alcolismo, gioco del tennis, aeromodellismo.

C'è stato qualche scienziato che ha cercato di sostituire il calcio con la pallacanestro, ma i risultati non sono stati molto soddisfacenti.

Sarei disposto ad avere 37 e 2 tutta la vita in cambio della seconda palla di servizio di McEnroe.

Gigi Radice durante un allenamento del Torino: "Fuori i coglioni!". Eraldo Pecci a Patrizio Sala: "Guarda che dice il Mister che devi uscire".

Ecco alcuni motivi che possono spingere un bravo disegnatore tecnico a compiere una rapina. Perché tutti dicono che è facile. Per far vedere che anch'io ho il coraggio di farlo. Per conquistare il cuore di un'entreneuse. Perché i soldi non sono tutto nella vita. Perché non si sa mai nella vita cosa può capitarti. Per vedere se è vero che i giornali raccontano un sacco di balle. Per provare se il passamontagna ti va ancora bene...

Ricordo di un professore di filosofia, juventino nel sangue. Quando la Juventus perdeva, il lunedì entrava in classe di pessimo umore e passava immediatamente alle interrogazioni. La vittima era sempre la stessa, tale Angelo Balzarini, noto sostenitore interista. Il mio povero compagno viene massacrato dalle domande impossibili e soltanto il suo sacrificio tradotto sul registro dall'immancabile «due» riusciva a far tornare la serenità nell'animo del professore. Angelo, poco prima dell'inizio del terzo trimestre, passò in un club juventino e fu promosso con ottimi voti

Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi.

Renato Dall’Ara, indimenticato presidente del Bologna, aveva un debole per il latino. «E si ricordi» disse un giorno, «che per ogni evenienza sine qua non, siamo qui noi!» A un dirigente che voleva assumere un’iniziativa, disse decisamente: «Fiat lux, faccia lui!»

Sport è... credere che la palla sia davvero rotonda.

Note
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