Navigatore Satellitare - Frasi e battute divertenti

Raccolta di aforismi, frasi e battute divertenti sul navigatore satellitare (o navigatore GPS), "dispositivo elettronico digitale dotato di capacità di ricezione del segnale radio satellitare GPS (Global Positioning System) integrato con un sistema di database stradale, progettato per assistere nella navigazione stradale il conducente di un'automobile indicandogli interattivamente il percorso stradale da seguire per raggiungere una qualsiasi destinazione preimpostata dall'utente a partire dalla sua posizione iniziale". [Wikipedia].
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla bussola, il percorso, la guida, la partenza, l'arrivo e il ritorno.
Siamo diventati un popolo di santi subito,
di poeti virtuali e di navigatori satellitari. (Gioele Dix)
Navigatore Satellitare
© Aforismario

Presentati i navigatori satellitari di nuova generazione: saranno precisi al centimetro. «Svolta a sinistra. E levati quel dito dal naso!»
Stefano Andreoli e Alessandro Bonino (a cura di), Spinoza. Una risata vi disseppellirà, 2011

Il Navigatore Satellitare è l'unico strumento che permette di perdersi in modo scientifico.
Simone Bonazzi (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La maggior parte della gente, direi, è attratta da altre persone in base al loro aspetto. Naturalmente, io sono suscettibile a questo elemento come chiunque altro. Ma la prima cosa che trovo davvero attraente in una donna, nove volte su dieci, è la voce. Era questo che aveva notato di Lindsay Ashworth, la prima volta che ci eravamo incontrati – il suo adorabile accento scozzese. E, andando ancor più indietro, era la prima cosa che avevo notato anche in Caroline – le sue vocali aperte del Lancashire, che erano completamente diverse da qualsiasi cosa mi fossi aspettato di sentire da una persona che, per altri versi, aveva un aspetto così elegante, e chic e metropolitano. Ora, capisco che potrebbe sembrare ridicolo, ma nemmeno quelle due donne, nemmeno Lindsay e Caroline, avevano delle voci allettanti quanto quella che usciva dal navigatore. Era, semplicemente, una voce bellissima. Bella da mozzare il fiato. Probabilmente la voce più bella che avessi mai sentito.
Jonathan Coe, I terribili segreti di Maxwell Sim, 2010

[Il navigatore] aveva una voce inglese – non priva di connotazioni di classe, non proprio – semmai era più quella che un tempo si chiamava pronuncia acquisita, o "Inglese da Bbc". Aveva una sfumatura leggermente boriosa, suppongo, un sottofondo che si poteva perfino descrivere come un po' autoritario. Ma allo stesso tempo, era calma, misurata e infinitamente rassicurante. Era impossibile immaginare quella voce esprimere rabbia. Era impossibile immaginare di udirla senza sentirsi tranquillizzati e confortati. Era una voce che ti diceva che tutto andava bene nel mondo – nel tuo mondo, in ogni caso. Era una voce senza una sola nota di ambiguità o insicurezza: una voce di cui ti potevi fidare. Forse era proprio questo che mi piaceva tanto di quella voce: era una voce di cui ti potevi fidare.
Jonathan Coe, I terribili segreti di Maxwell Sim, 2010

Misteri della fede: se le vie del Signore sono infinite, esiste un Tom Tom aggiornato?
Maurizio Crozza (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La coscienza è il navigatore che permette l’orientamento nel difficile cammino della vita.
Liomax D'Arrigo, Pensierini, 2014

Io sono un automobilista dai tempi in cui ancora non esisteva il navigatore satellitare. Se non ricordo male, campavo benissimo lo stesso. Quando dovevo andare in un posto sconosciuto, non c’era problema. Prendevo il Tuttocittà e risolvevo.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Si campava benissimo anche senza il navigatore. Col Tuttocittà arrivavi più o meno a destinazione e chiedevi. Era molto meglio, perché ti relazionavi al prossimo, conoscevi persone diverse da te, che abitavano in zone sconosciute, era emozionante, come viaggiare.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Il mondo va avanti ed è inutile rimpiangere il passato. Ora abbiamo tutti il navigatore e siamo in una botte di ferro. Scrivi la destinazione, percorso più veloce, evitare le strade a pedaggio [...] e vai tranquillo, senza stress e senza imprevisti, guidato da una voce amica.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Siamo diventati un popolo di santi subito, di poeti virtuali e di navigatori satellitari.
Gioele Dix, ibidem

Attenzione: voce maschile o voce femminile? È una scelta di campo, ognuno ha le sue preferenze. Non so a voi, ma a me la voce maschile dà sui nervi. Quel tono metallico, eppure saccente, mi fa venire in mente certi professori di fisica o educazione tecnica, giacchetta a quadri e un po’ di forfora sulle spalle, che non hanno mai praticato l’ironia, sempre fiscali e impermeabili a tutto. Se mi dice: “Fra quattrocento metri gira a destra”, finisce che giro a destra e sbaglio strada, solo per non dargli soddisfazione. E poi: chi ti ha dato il permesso di darmi del tu? Neanche fossimo in un negozio di jeans, dove è normale entrare e sentirsi dire: “Ciao, dimmi”.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Voce femminile, tutta la vita. Non che la mia abbia intonazioni da far sognare, ma va bene così, anzi va meglio. Se mi sentissi dire continuamente: “Alla rotonda prendi la seconda uscita” con accenti da bomba del sesso, finirei per farmi arrestare per atti osceni in uno svincolo pubblico.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Il problema con lei, con la mia lei, è un altro: è che spesso parla a vanvera. Mi tocca sempre seguire sullo schermo la freccia verde, perché ogni tanto va in fissa su un itinerario che piace a lei e non c’è verso di farla ragionare. Sotto questo aspetto, è molto femminile. “Se è consentito, esegui un’inversione di marcia.” Ma perché? Andavamo benissimo così, guarda che ho piegato leggermente a destra perché stanno asfaltando, non puoi saperlo, non me la prendo, abbi fiducia in me... Niente, non si fida. Le navigatrici non si fidano degli uomini. Forse hanno ragione, è l’esperienza di secoli. Fatto sta che lei si ostina: “Esegui un’inversione di marcia appena possibile”... Amore, ma torniamo indietro così... “Esegui un’inversione di marcia”... Io non riesco a trattarla a pesci in faccia, come farei col fottuto professore di fisica, non si può essere scortesi con una donna. E così, vaghiamo in tondo per la campagna fino a notte fonda, quando lei finalmente si arrende e si scarica.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Nessuno può renderci schiavi, men che meno uno stupido satellitare che crede di sapere tutto soltanto perché guarda il mondo dall'alto in basso.
Gioele Dix, ibidem

Con l’esperienza, tutti abbiamo capito che il satellitare, maschio o femmina che sia, non è infallibile e andrebbe aggiornato di continuo. Le rotatorie, tanto per fare un esempio, si riproducono come conigli, ne spuntano quattro nuove ogni giorno e lo disorientano. Perciò, dopo aver vagato per settimane senza una meta, gli automobilisti giungono alla drastica decisione: niente chiacchiere, voce off.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Il navigatore ti funziona se lo guardi e non se lo ascolti. La gente guida fissando lo schermo, per tenere d’occhio la direzione, mentre si disinteressa totalmente della strada e di chi gli sta dietro. Tutti ormai svoltano all'improvviso, senza neppure mettere la freccia. “Ma che cavolo fai?” “Eh, il navigatore mi segnala di andare a destra...” “Sì, ma tu segnalalo a me, per la miseria!” Le frecce non le usa più nessuno.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Le rotonde, sorgendo come funghi ovunque e senza preavviso, fanno perdere la pazienza a gran parte di noi automobilisti e l’orientamento − questo è veramente il colmo − ai nostri navigatori satellitari. I congegni non le riconoscono ed entrano in uno stato di confusione elettronica imbarazzante. Ti tocca spegnerli prima che, a forza di proporti inutilmente “un’inversione di marcia appena possibile”, esplodano per una crisi d’identità.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Sì, noi italiani siamo ribelli, questo pure si sa. Se il navigatore ci suggerisce una direzione, niente di più facile che noi si scelga quella opposta, per spirito di contraddizione. “Prosegui diritto per venti chilometri.” “Ma è scemo? Così si allunga. Io invece prendo di qua, taglio in diagonale, poi faccio giusto quei trecento metri in contromano, non è niente di grave, a quest’ora si può, lo fanno tutti, mi immetto sulla provinciale, giro a sinistra dove c’è il divieto e arrivo molto, ma molto, ma molto prima.”
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Non sappiamo bene dove dobbiamo andare, ma ci arriviamo lo stesso. Se al nostro arrivo qualcuno ci chiede: “Ma che strada avete fatto?” “Chissà, mica eravamo noi a tenere la rotta.” Imprevedibili.
Gioele Dix, ibidem

Cosa credete, che se Cristoforo Colombo avesse avuto il navigatore satellitare sarebbe arrivato in India sul serio? Ma quando mai. Avrebbe puntato diritto verso ovest, comunque. E quello a dirgli: “Per l’India esegui un’inversione di marcia, se consentito.” “Ma quale inversione, taci, marrano.”
Gioele Dix, ibidem

Ecco la nuova paranoia, il furto del navigatore. Quello fisso l’hanno lasciato in pace per un po’. Non c’era ancora mercato. Poi hanno cominciato a sfondare il vetro e a sradicarlo con le tenaglie. Allora si è passati al navigatore portatile, attaccato al vetro con la ventosa. Togli il navigatore, ma lasci la ventosa. Ti sfondano il vetro, pensano che l’hai messo nel cassetto. Allora togli il navigatore, togli anche la ventosa e vai al ristorante con uno zaino. Ti sfondano il vetro lo stesso. Ma come? È logico, si capisce benissimo che hai un navigatore dall'alone tondo lasciato sul vetro dalla ventosa, pensano che tu abbia lasciato il navigatore nel cassetto e la ventosa sotto il sedile, mica sanno che vai a cena con lo zaino.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Io ringrazio il genio che ha inventato il navigatore satellitare perché non so quante volte mi sono trovato perso in mezzo alla campagna. Una volta, già in ritardo, vedo un uomo davanti a una casa che rastrella le foglie, mi fermo e gli chiedo: “Scusi, mi sa dire per Gambettola?” E lui, matematicamente, come ti risponde? “Non zono de qua.” Ma allora vai a casa tua. Perché devi fare seicento chilometri per venire a prendermi per il culo?
Giuseppe Giacobazzi, Una vita da paura, 2008

Io ho una Prinz di trent'anni e non posso mettere su un navigatore che costa il triplo della macchina.
Giuseppe Giacobazzi, ibidem

Una volta ho visto un navigatore scendere e entrare in un bar a chiedere! Il mio si è staccato da solo e gettandosi dal finestrino mi ha urlato: “Vaffanculo e arrangiati!”
Giuseppe Giacobazzi, Una vita da paura, 2008

Mi hanno consigliato un navigatore economico prodotto a Forcella: non ha lo schermo ma solo un display come quello di un’autoradio con una freccina che indica la direzione da prendere e una scritta: SEI FERMO oppure SEI IN MOVIMENTO. Lo capirei anche da solo però è il suo modo di rendersi utile. Anche lui parla, non subito, ma dopo poco che vai senti che dice: “Eh! Che dovevi girare a sinistra! Dio bono! Se non ci sono i vigili fai inversione”. Oppure: “Dovremmo essere in zona. Prova a chiedere”.
Giuseppe Giacobazzi, Una vita da paura, 2008

Pare che il navigatore satellitare in macchina faccia male. Motivo? Perché distrae l'attenzione e ti fa andare a sbattere. Bella scoperta. Effettivamente col cellulare pensi ai fatti tuoi ma almeno guardi dove vai, col satellitare devi fissare uno schermo luminoso con una matassa di righine tutte uguali, col vantaggio che scopri subito dov'è via Bratislava ma in compenso non sai di chi sia il parafango del TIR dove ti sei impiantato.
Luciana Littizzetto, Rivergination, 2006

Esiste tutta una categoria di persone tipo me che con il navigatore satellitare si perde. Senza navigatore gira che ti rigira, amore bello, prima o poi ce la fai. Con quello attivato buonanotte.
Luciana Littizzetto, Rivergination, 2006

Il navigatore non è fatto per i rimbambiti. È fatto per gli intuitivi, quelli che troverebbero la strada anche nel labirinto di Minosse. Ma per gente come me, che fino a ieri per ritrovare la via di casa sparpagliava briciole di pane come Hansel e Gretel, è un disastro.
Luciana Littizzetto, Rivergination, 2006

Il navigatore satellitare è un'invenzione meravigliosa che funziona benissimo sulle grandi distanze, sulle grandi mete. Se sei a Torino e vuoi andare in Texas lui non sbaglia. La direzione giusta te la dà. Sei tu che sei un cretino, se vuoi andare in macchina in Texas. Ma prova invece a dargli un compito meno nobile. A fargli una richiesta semplice. Due più due. Tipo voglio andare da via Monferrato a via Garibaldi, che è a due passi. Ciao. Gli parte la brocca. Intanto ti chiede: "Vuoi la via più breve o quella più veloce?". Ma che domanda è? Tutte e due, razza di cretino. Chiedimi piuttosto se voglio la via più breve o quella più lunga... quella più veloce o quella più lenta... ma non mescolare i due concetti... Poi imposti la via e scopri che di via Garibaldi ce ne sono trecento. E quindi se non stai attenta finisci in via Garibaldi, però a Lugano o a Basilea.
Luciana Littizzetto, Rivergination, 2006

Il navigatore satellitare, lo dice la parola stessa, l'hanno inventato per le navi che viaggiano in mare. Dove non ci sono i cantieri, i sensi unici e le manifestazioni. C'è solo qualche balena che se ti sente ti scansa! Per la macchina no. Con quella se trovi un corteo i casi sono due: o lo radi al suolo senza pietà oppure ti perdi per sempre.
Luciana Littizzetto, Rivergination, 2006

Vogliamo parlare di quando chiudono [l'autostrada] la notte? Che compare la scritta: “Autostrada chiusa da Borgo d’Ale a Borga l’Oca”. Per dire. E tu esci e ti trovi nel nulla. In posti mai sentiti. A Sbarembate. A Svirgola. A Pernambuco. Il paesaggio dei sogni quando hai mangiato pesante. Buio pesto e intorno solo risaie. Il navigatore satellitare piange.
Luciana Littizzetto, L'incredibile Urka, 2014

Credo che il mio navigatore satellitare sia difettoso. Mi sa che fa interferenza con la radio, perché l'altro giorno seguivo le indicazioni del Gps e sono finito dentro una canzone di Mango.
Daniele Luttazzi, La guerra civile fredda, 2009

La mia ragazza guida così male che quando c'è lei al volante il navigatore satellitare, non parla. Prega.
Leonardo Manera (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Perdere è avere un'occasione. Invece si ha paura di perdere e/o di perdersi. A tutte le latitudini “smarrire”, “smarrirsi” sono verbi vietati. Siamo circondati da indicazioni, cartelli stradali, navigatori satellitari, mappe sul cellulare.
Gabriele Romagnoli, Solo bagaglio a mano, 2017

Hanno inventato pure ’o navigatore che parla in napoletano. L’ho montato sulla mia auto, ho scritto l’indirizzo di destinazione e sul display è uscita la frase: “Scinne e domanda!”.
Alessandro Siani, Un napoletano come me, 2009

Il navigatore si deve essere offeso quando gli ho dato dello stupido per avermi fatto sbagliare strada.
Adesso non mi parla più. Se almeno mi ricordassi quale tasto ho toccato...
Beatrice, su Twitter, 2018

Ogni due ore di guida il navigatore mi chiede se voglio prendermi una pausa evidenziando eventuali punti di interesse. È la cosa più vicina ad una relazione da qui a 4 anni.
Danilo, su Twitter, 2018

Caro il mio navigatore , quando mi dici : procedi in direzione nord/ovest hai veramente troppa fiducia in me!
laLaura, su Twitter, 2018

Volevo farmi guidare dall'istinto, poi, per non perdermi, ho scelto il navigatore satellitare…
Christian Moretto, su Twitter, 2018

Ma il taxista che non mette il navigatore e pretende che sia tu a guidarlo?
Vittoria Schisano, su Twitter, 2018

Autori sconosciuti
  • Arriva il navigatore per anziani: "Se tieni la destra ci semplifichiamo le cose".
  • Ascolta sempre il cuore, è il miglior navigatore che esista!
  • C'è chi si perde con uno sguardo, chi con un sorriso, chi con un abbraccio. Poi ci sono io che mi perdo con il navigatore!
  • Hai una voce così bella che la userei nel mio navigatore...
  • Il dito medio è il miglior navigatore GPS che esista. Indica perfettamente la via.
  • In arrivo l'auto ideata da un team di donne. Il navigatore non ha idea della strada che bisogna fare, ma ti fa un sacco di confidenze.
  • "In un bel sorriso ti perdi anche col navigatore!
  • La mia ragazza guida così male che quando c'è lei al volante il navigatore satellitare, non parla − prega!
  • Vorrei farmi strada nel tuo cuore, ma il navigatore continua a dire "Ricalcolo percorso".
  • "Tom Tom di merda!...". (Cristoforo Colombo)
Il navigatore pensato per le donne
Stefano Andreoli e Alessandro Bonino (a cura di), Spinoza. Un libro serissimo, 2010
  • Nasce il navigatore pensato per le donne. Non dà indicazioni: le riceve.
  • Guida lui.
  • Avrà sempre qualcosa da ridire.
  • Finalmente! Il fidanzato non lo puoi mica spegnere.
  • Ti accompagna in bagno.
  • Per cinque giorni al mese non ti parla.
  • Non conosce le strade, ma dà consigli sulle scarpe.
  • Chiama lui il fidanzato per farsi spiegare la strada.
  • Subito dopo l'avviamento ricorda di togliere il freno a mano.
  • Ricalcola il percorso e dà sempre ragione.
  • Finge di interessarsi ai loro problemi.
  • Non si spegne mai.
  • Segnala le svolte con «di qua» e «di là».
  •  Una volta si accontentavano del bagnino.
  • Ti porta in luoghi comuni.
  • È sensibilissimo.
  • Nasce il navigatore pensato per le donne. È maschio, ma sta zitto mentre parcheggiano.
Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Bussola - PercorsoGuidare e Guidatori - Partenza, Arrivo e Ritorno

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