Prometeo - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni su Prometeo, figura della mitologia greca, figlio di Giapeto e di Climene. Prometeo è un titano amico dell'umanità e del progresso: ruba il fuoco agli dèi per darlo agli uomini e subisce la punizione di Zeus, che lo incatena a una rupe ai confini del mondo. Nella storia della cultura occidentale, Prometeo è simbolo di ribellione e di sfida alle autorità e alle imposizioni,
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E pensare che lo stesso fuoco che Prometeo sottrasse agli dèi,
accese il rogo di Giordano Bruno. (Stanisław Jerzy Lec)
Prometeo
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Ci vuole ben altro che il becco di un'aquila per intimorire Prometeo.
Piero Bevilacqua, Prometeo e l'aquila, 2005

Una rivoluzione si compie sempre contro gli dei, cominciando da quella di Prometeo, il primo dei conquistatori moderni. Si tratta di una rivendicazione dell'uomo contro il proprio destino.
Albert Camus, Il mito di Sisifo, 1942

Evoluzione: Prometeo, ai giorni nostri, sarebbe un deputato dell’opposizione.
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

Non si assiste impunemente all'instaurazione di un dio, chiunque esso sia e dovunque si presenti. Inconveniente di antica data: già Prometeo lo segnalava, lui, vittima di Zeus e della nuova combriccola dell'Olimpo.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Per plasmare l'uomo, non è con acqua, è con lacrime che Prometeo mescolò l'argilla.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

L'impresa di Prometeo è compromessa per sempre. L'uomo, avendo violato tutte le leggi non scritte, le sole che contino, e varcato le frontiere che gli erano state assegnate, si è innalzato troppo per non suscitare la gelosia degli dèi che, decisi a colpirlo, l'attendono ora al varco.
Emil Cioran, Squartamento, 1979

Io credo che l’uomo non avrebbe dovuto compromettersi con la storia, avrebbe dovuto condurre un’esistenza stazionaria, vicina all'animalità, senza orgoglio né ambizione. Non avrebbe dovuto cedere alla tentazione prometeica, perché fu Prometeo il grande incitatore. Come tutti i benefattori, mancava di perspicacia, era un ingenuo. In realtà la storia universale non è che un ripetersi di catastrofi, in attesa della catastrofe definitiva.
Emil Cioran, Un apolide metafisico, 1995

I grandi poeti moderni, da Goethe a Yeats, non sono figli di Prometeo, ma rampolli delle Sibille profetiche.
Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito, 1977/92

Prometeo è il Gesù della vecchia mitologia. È l'amico dell'uomo: sta fra l'ingiusta "giustizia" del Padre Eterno e la razza dei mortali, e prontamente soffre ogni cosa per loro.
Ralph Waldo Emerson, Saggi, 1841/44

E ora, Efesto, | compier tu devi gli ordini che il padre | a te commise: a queste rupi eccelse | entro catene adamantine stringere | quest'empio, in ceppi che non mai si frangano: | ch'esso il tuo fiore, il folgorio del fuoco | padre d'ogni arte, t'involò, lo diede | ai mortali. Ai Celesti ora la pena | paghi di questa frodolenza, e apprenda | a rispettar la signoria di Giove, | a desister dal troppo amor degli uomini.
Eschilo, Prometeo incatenato, V sec. a.e.c.

A dispetto delle crudelissime punizioni che Zeus gli infligge, Prometeo non soltanto non si sottomette, ma neppure si sente colpevole. Sapeva benissimo che rubare il fuoco agli dei e darlo agli esseri umani costituiva un atto di compassione; la sua è stata disobbedienza, ma egli non ha peccato. Al contrario, al pari di molti altri eroi che amano la specie umana (i martiri) ha spezzato l'equazione di disobbedienza e peccato.
Erich Fromm, Avere o essere?, 1976

Consegnando agli uomini la tecnica, Prometeo dona loro una temporalità assolutamente nuova rispetto a quella che regolava cielo e terra secondo destino e necessità. Dopo il dono di Prometeo il corso del tempo ha una finalità (télos) che non è più il suo compiersi nel ciclo (kuklos), ma il suo ancorarsi a uno scopo (skopós). In vista di questo scopo si dà inizio (àrchein) a qualcosa. La vicenda umana nasce con questo tempo. Prima non era possibile, perché non c’è inizio e non c’è scopo dove il tempo è ciclico, dov'è immutabile ripetizione dell’identico, secondo necessità.
Umberto Galimberti, Gli equivoci dell'anima, 1987

Nella tragedia di Eschilo, Prometeo, amico degli uomini, dona loro il fuoco con cui possono trasformare i metalli e produrre strumenti. Dà loro la capacità del calcolo, della previsione e, in qualche modo, i princìpi dell'operatività tecnica. A questo punto, però, Zeus diventa timoroso che gli uomini, grazie alla tecnica, possano diventare più potenti degli dèi. Già in questo passaggio è evidente il tema del conflitto tra religione e scienza. Con la scienza e con la tecnica, infatti, è possibile ottenere ciò per cui un tempo bisognava pregare gli dèi. Allora Zeus punisce Prometeo: lo lega a una roccia con un'aquila che gli rode il fegato, che si riforma continuamente per garantire l'eternità del supplizio.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

In ognuno di noi c'è Icaro e c'è Ulisse, c'è Prometeo e c'è Orfeo.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

L'orgoglio è la più sconsolata delle passioni, siccome quella che non sa pascersi altro che di sé medesima, e fu bene dagli antichi simboleggiata per l'avvoltoio rodente il core a Prometeo.
Giuseppe Giusti, Epistolario, 1859 (postumo) 

Il saggio ha da far come Prometeo: esser dotto con il dotto, e santo con il santo. È arte utilissima per conquistar tutti, perché la somiglianza concilia la benevolenza.
Baltasar Gracián y Morales, Oracolo manuale e arte della prudenza, 1647

Prometeo si può legare: il difficile è impedir che si sciolga.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

Il Paganesimo è sensualità, pieno sviluppo della vita sensuale. La sua punizione perciò come vediamo in Prometeo è che il fegato divorato continuamente dall'avvoltoio, continuamente rigenera: la bramosia risvegliatesi di continuo e tuttavia mai sazia.
Søren Kierkegaard, Diario, 1834/55 (postumo 1909/49)

Incroci qualcuno che ti chiede del fuoco. Il fatto che il progresso civile sia fiero di accondiscendere su questo punto, il fatto che nessun fumatore osi rispondere alla indesiderata richiesta con un brusco no, – nulla più di questo potrebbe svelare l'insipienza della convenzione che ci unisce. Prometeo portò giù il fuoco dal cielo. Ma perfino lui Giove fece incatenare per questo a una rupe del Caucaso, dove un avvoltoio gli dilaniava il fegato.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

E pensare che lo stesso fuoco che Prometeo sottrasse agli dèi, accese il rogo di Giordano Bruno.
Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957

Per un uomo abituato a vivere di illusioni, la ragione è l'avvoltoio di Prometeo.
Charles Lemesle, Misophilanthropopanutopies, 1833

Colui che l'intensità del pensiero rende un Prometeo, di quel cuore per sempre si ciberà un avvoltoio; quell'avvoltoio è la creatura stessa che egli crea.
Herman Melville, Moby Dick, 1851

L'accorto Prometéo, l'inclito figlio | A cantar di Giapeto il cor mi sprona, | E quantji sopportò travagli e pene | Per amor de' mortali, e qual raccolse | Di largo beneficio empia mercede, | Se la Diva, cui tutta a parte a parte | La peregrina istoria è manifesta, | Del suo favor m'aita, e non ricusa | Sovra italico labbro alcuna stilla | D'antica derivar greca dolcezza.
Vincenzo Monti, Prometeo, 1797  (incompiuto)

La Mitologia ci offre in Prometeo il più interessante personaggio che mai esercitasse, per i suoi rapporti morali e politici, l'intelletto de' filosofi e l'immaginazione de' poeti.
Vincenzo Monti, Prometeo, 1797  (incompiuto)

Una goccia di sangue in più o in meno nel cervello può rendere la nostra vita indicibilmente misera e dura, sicché soffriamo per questa goccia più che Prometeo per il suo avvoltoio. Ma la cosa più terribile avviene solo quando non si sa neanche che la causa è quella goccia. Bensì «il diavolo»! O «il peccato»!
Friedrich Nietzsche, Aurora, 1881

Le nature grandiose soffrono diversamente da come si immaginano i loro ammiratori. Nel modo più duro soffrono per i bassi, meschini ribollimenti di certi brutti momenti, insomma per il loro dubbio circa la loro grandiosità, – ma non per i sacrifici e martìri che il loro compito esige da loro. Finché Prometeo ha pietà degli uomini e si sacrifica per loro, è felice e grande in sé; ma quando diventa invidioso di Zeus e degli omaggi che i mortali gli tributano, – allora soffre!
Friedrich Nietzsche, La gaia scienza, 1882

Il Prometeo incatenato domina come un immenso arcobaleno l'ultimo millennio, la più alta poesia della civiltà.
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

Prometeo, lui sì che aveva fegato da vendere!
Guido Rojetti, L'amore è un terno (che ti lascia) secco, 2014

La bramosia di potere rovina il fegato. Firmato: Prometeo.
Alberto Schön, Infallibili errori, 2006

Grazie, o Prometeo, per averci eroicamente donato il fuoco! Però, per Zeus, potevi lasciare agli dei immortali il fumo e i fumatori.
Alberto Schön, Infallibili errori, 2006

In Prometeo è stata personificata in modo peculiare la previdenza umana, il pensiero rivolto al giorno avvenire, che l'uomo ha come vantaggio sull'animale. Appunto perciò Prometeo possiede il dono della profezia: esso significa la capacità della prudente previdenza. Perciò anche egli dona all'uomo l'uso del fuoco, che nessun animale possiede, e pone le fondamenta alle arti della vita. Ma questo privilegio della previdenza l'uomo deve scontarlo con la tortura senza tregua della preoccupazione, che parimenti nessun animale conosce: essa è l'avvoltoio che rode il fegato dell'incatenato Prometeo.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Secondo il mito protagoreo di Prometeo, Zeus, per porre fine alle continue discordie che si venivano a creare tra gli umani tutte le volte che tentavano di organizzarsi in comunità, incaricò Ermes di distribuire a tutti i mortali il “pudore” e la “giustizia”, cioè le due qualità fondanti la “virtù politica”. Ebbene, oggi, immersi come sono nella corruzione, nell'abuso di potere e nello sfrontato privilegio, molti, troppi fra coloro che piú di altri avrebbero dovuto tenere in onore quegli antichi doni divini – “pudore” e “giustizia” –, vi hanno sputato ingratamente sopra, smarrendo il senso dell’uno e dell’altra.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Prometeo, il dio crocifisso per aver amato troppo gli uomini.
Simone Weil, L'ombra e la grazia, 1940/42 (postumo, 1948)

Note
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