Venere - Aforismi, frasi e proverbi

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sulla dea Venere e sul pianeta Venere. In ambito mitologico, Venere è il nome di un’antica divinità romana, assimilata alla dea greca Afrodite, venerata come dea della natura, della fecondità, dell’amore e della bellezza femminile. In astronomia, Venere è il nome del pianeta del sistema solare posto tra Mercurio e la Terra. Venere è visibile dalla Terra al tramonto o prima dell’alba, e a volte è talmente luminoso da sembrare una stella.
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O felice chi si consuma nelle battaglie di Venere! Voglia il cielo
che sia questa la causa della mia morte. (Ovidio - foto: Marte e Venere)
1. Venere
© Aforismario

L’eterna Venere (capriccio, isteria, fantasia) è une delle forme seducenti del diavolo.
Charles Baudelaire, Il mio cuore messo a nudo, 1859/66 (postumo 1887/1908)

Adone. Un bel ragazzo ricordato soprattutto per la sua scarsa cortesia nei confronti di Venere e ingiustamente criticato in questo senso da chi dimentica che ai suoi tempi le dee si trovavano a pochi soldi la dozzina.
Ambrose Bierce, Il dizionario del diavolo, 1911

Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere. Ma quando le loro traiettorie si incrociano sul pianeta Terra scoppia un casino grande come l'universo. 
Dario Cassini, In caso d'amore scappa, 2011

Le donne vengono da Venere e rompono le palle a tutto l'universo
Dario Cassini, In caso d’amore scappa, 2011

Parigi. Un vandalo irrompe nel Louvre e attacca due braccia alla Venere di Milo.
Chevy Chase (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Se starete lungi dall'ozio, e da Venere, starete lontano anche dal letto.
Francesco Chiari, Cento aforismi fisico-medici, 1743

L'amore continua senza Venere, la guerra senza Marte e, se gli dèi non intervengono più negli avvenimenti, non per questo gli avvenimenti sono più comprensibili o meno sconcertanti.
Emil Cioran, Sommario di decomposizione, 1949

Bruciava il suo incenso a Venere nei capelli delle sue amanti, dicendo che questi erano la parte più eterea della donna.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

Se una moglie decisamente brutta al marito sembra tale da poter gareggiare con la stessa Venere, non sarà forse come se fosse bella davvero?
Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia, 1509

Tutti gli uomini sono astronauti: sognano un atterraggio morbido su Venere.
Karl Farkas (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La bellezza deve essere imperfetta. Non a caso Venere è strabica. La perfezione respinge l'uomo, lo intimorisce, lo allontana. Può essere guardata solo a distanza, adorata, ma non toccata.
Massimo Fini, Dizionario erotico, 2000

Armoniosi accenti − dal tuo labbro volavano, e dagli occhi ridenti − traluceano di Venere i disdegni e le paci - la speme, il pianto e i baci.
Ugo Foscolo, A Luigia Pallavicini caduta da cavallo, 1802

La differenza tra la Venere terrestre e quella celeste è che solo la prima ci concede i suoi favori.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Bacco, Cupido e Venere / fanno l’uomo andare in cenere.
Carlo Goldoni, Lucrezia Romana in Costantinopoli, XVIII sec.

Le qualità indispensabili per un'attrice di successo sono: la faccia di Venere, il corpo di Giunone, il cervello di Minerva, la memoria di Pico della Mirandola, la castità di Diana, la grazia di Tersicore. Ma al di là di questo e prima di questo, una pelle di rinoceronte.
Madge Kendal, Autobiografia, 1933

II Medio Evo parla diffusamente di un monte che non è segnato su nessuna carta, e che si chiama Monte di Venere. Ivi la sensualità ha la sua dimora, ivi ha le sue gioie selvagge, poiché essa è un regno, uno stato. In questo regno non abita il linguaggio, né la ponderatezza del pensiero, né il travagliato acquisire della riflessione, ivi risuona soltanto la voce elementare della passione, il gioco dei desideri, il chiasso selvaggio dell'ebbrezza, ivi si gode soltanto in eterno tumulto.
Søren Kierkegaard, Don Giovanni, 1841

Non scarabocchiate riccioli neri sul pube delle Veneri nude. Se l’artista rappresenta la dea senza peli, è perché Venere si radeva la passera.
Pierre Louÿs, Piccolo galateo erotico per fanciulle, 1926

Madre degli Eneadi 1, gioia degli uomini e degli dèi, alna Venere, che sotto gli astri in tacita corsa per il cielo desti la vita nel mare sparso di navi, nelle terre fertili di grano, poiché per opera tua ogni specie di esseri animati è concepita e vede, nascendo, la luce del sole : te, dea, te fuggono i venti, te e il tuo giungere le nubi del cielo, sotto i tuoi passi con mutevole grazia la terra germina fiori soavi, a te ridono le pianure del mare e il cielo rasserenato sfavilla di luce infinita.
Lucrezio, De rerum natura (Sulla natura delle cose), I sec. a.e.c.

Chi riceve la piaga dai dardi di Venere, sia che li saetti un fanciullo di membra femminee, o una donna che spiri da tutto il corpo amore, si protende verso l'essere da cui è ferito, a lui arde di congiunger si, e nel suo corpo gettare l'umore sgorgato dal corpo, perché la muta brama presagisce il piacere.
Lucrezio, De rerum natura (Sulla natura delle cose), I sec. a.e.c.

Evitare d'esser gettati nelle reti d'amore non è così difficile come uscirne una volta irretiti, e districarsi dai tenaci nodi di Venere.
Lucrezio, De rerum natura (Sulla natura delle cose), I sec. a.e.c.

Risolto il mistero della Venere di Milo: lo scultore non era capace di fare le braccia.
Daniele Luttazzi, La guerra civile fredda, 2009

La donna che adoriamo d'amore platonico non è più per noi Laura o Beatrice, ma è la donna, la donna unica e sola che per noi personifica tutte le bellezze, tutte le grazie, tutti gli incanti di Venere e di Eva. 
Paolo Mantegazza, Le estasi umane, 1887

Perché la scultura che può fare una venere, non può fare un pomo?
Arturo Martini, La scultura lingua morta, 1945

Il culto pagano di Venere, lo sento a volte vicinissimo alla mente e al cuore, fonte di un’emozione che
devo chiamar religiosa. Balbetto certi epiteti malnoti di Venere Afrodite, col gusto con cui un credente mormora le litanie d’un santo. Venere Apostrophia (colei che volge il capo, che si allontana); Venere Eleimon (la Misericordiosa); Venere Melàina (la Tenebrosa, che ama il buio); Venere Ambologera (che ritarda la vecchiaia), ecc. Chi dicesse che questa mia è letteratura, m’offenderebbe.
Paolo Milano, Note in margine a una vita assente, 1947/55 (postumo 1991)

Se gli togli bacco, tabacco e venere, cosa gli resta, a un uomo, prima di ridursi in cenere?
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

Venere e Bacco vanno spesso insieme, a quanto dice il proverbio. Ma in me Venere è molto più gagliarda accompagnata alla sobrietà.
Michel de Montaigne, Saggi, 1580/88

Resto più colpito se vedo un bel dipinto di Raffaello che mi rappresenta una donna nuda nel bagno che se vedessi Venere uscire dalle onde. Il fatto è che la pittura ci rappresenta soltanto le bellezze delle donne, senza alcun difetto.
Charles-Louis de Montesquieu, I miei pensieri, 1716/55 (postumo 1899/01)

Quando i Greci volevano implorare la protezione di Venere, lo facevano mediante l’intervento delle cortigiane. Nella guerra persiana, le cortigiane di Corinto si riunirono in assemblea e pregarono per la salvezza della Grecia. Quando il popolo le chiedeva qualche grazia, le prometteva in cambio di portare altre cortigiane al suo tempio. Non ci si deve perciò stupire che quel genere di donne fosse tanto considerato presso i Greci: esercitavano un ruolo nel mondo, avevano Dei e altari.
Charles-Louis de Montesquieu, I miei pensieri, 1716/55 (postumo 1899/01)

C'era ad Atene, si dice, una grande quantità di belle fanciulle. Prassitele le disegnò tutte, l'una dopo l'altra; dopo di che, di tutte quelle bellezze diverse, che avevano ciascuna un loro difetto, fece una bellezza unica, senza difetto, e creò la Venere. Il primo uomo che creò uno strumento musicale e che dette a quest'arte le sue regole e le sue leggi, aveva ascoltato molto tempo prima mormorare le canne e cantare le capinere. Così pure i poeti che conoscono la vita, dopo aver visto molti amori più o meno passeggeri, dopo aver sentito profondamente fino a che grado di esaltazione sublime la passione può elevarsi a momenti, sopprimendo dalla natura umana tutti gli elementi che la degradano, crearono quei nomi misteriosi che passarono di età in età sulle labbra degli uomini: Dafne e Cloe, Ero e Leandro, Piramo e Tisbe. Voler cercare nella vita reale amori simili a quelli, eterni e assoluti, è la stessa cosa che cercare sulla piazza pubblica donne belle come la Venere, o volere che gli usignoli cantino le sinfonie di Beethoven. «La perfezione non esiste, capirla è il trionfo dell'intelligenza umana, desiderarla per possederla è la più pericolosa delle follie.
Alfred de Musset, Le confessioni di un figlio del secolo, 1836

I nostri abiti striminziti sono così assurdi, che l'Antinoo in frac sembrerebbe enorme, come la Venere in vesti moderne: il primo avrebbe l'aria di un fusto dei mercati, agghindato a festa, l'altra d'una pescivendola.
Gérard de Nerval, Piccoli castelli di Boemia, 1853

Felix, quem Veneris certamina mutua rumpunt! Di faciant, leti causa.
[O felice chi si consuma nelle battaglie di Venere! Voglia il cielo che sia questa la causa della mia morte!].
Ovidio, Amores, I sec. a.e.c.

Quando il cuore è colmo d’ogni gioia e non lo stringe dolore alcuno, s’apre per sé solo: Venere in lui s’insinua dolcemente.
Ovidio, Ars amatoria (L'arte amatoria), I sec.

Il piacere di Venere è gratissimo con l’astinenza: così nel freddo piace il sole, nel sole piace l’ombra, l’acqua piace a chi ha sete.
Ovidio, Remedia amoris (Rimedi d'amore), I sec.

Promemoria per alpinisti. La più bella delle scalate è il monte di Venere.
Gino Patroni, La vita è bella e scarso l'avvenir, 1988

Non è più un ardore nascosto nelle mie vene: è Venere in tutta la sua furia, aggrappata alla preda.
Jean Racine, Fedra, 1677

La Venere di Milo è solo una statua di marmo, anche se ha una forma perfetta. La donna è imperfetta, e tuttavia è dotata di vita e di movimento. Mentre la statua, a causa della sua immobilità, sarebbe insopportabile senza una forma perfetta, la donna, a motivo della sua imperfezione, sembrerebbe una brutta statua se fosse priva dell'incanto che le conferisce la vita e il gioco della passione.
Antoine Rivarol, Massime, pensieri e paradossi, 1852 (postumo)

Bacco, tabacco e Venere, ed altri stupefacenti, riducono l'uomo in cenere solo se egli ne usa senza innocenza; combattuto fra la convinzione che essi gli sono nocivi e il rimorso di non potersene astenere.
Umberto Saba, Scorciatoie e raccontini, 1946

Abbandonati da Venere, si cercherà volentieri di rallegrarsi con Bacco.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

In Venere semper certat dolor et gaudium.
[Nell'amore il piacere e il dolore sono sempre in lotta].
Publilio Siro, Sentenze, I sec. a.e.c.

In Venere semper dulcis est dementia.
[In amore sempre dolce è la follia].
Publilio Siro, Sentenze, I sec. a.e.c.

Senza Cerere e senza Bacco, Venere è gelata.
Publio Terenzio Afro, Andria, 166 a.e.c.

Tutti gli animali, asini compresi, fanno quello che Venere comanda, però hanno il buon gusto di non parlarne. L'animale uomo, invece, ci scrive sopra montagne di romanzi. 
Anacleto Verrecchia, Rapsodia viennese, 2003

La vista di una puttana, anche se più bella di Venere, eccita abbastanza poco il desiderio di un uomo: la facilità che avrebbe a soddisfarlo sacrificando soltanto un po' di denaro, gliene toglie quasi sempre la voglia.
Anonimo, La Cauchoise, ou Mémoires d'une courtisane célèbre, 1784

Qualunque cosa ordini Venere, la fatica è soave. 
Anonimo, Cantico goliardico medievale, XIII sec.

2. Pianeta Venere
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Cosa ha a che fare mia figlia con l'astronomia? Le fasi di Venere influiscono in qualche modo sulla curva delle sue chiappe?
Bertolt Brecht, Vita di Galileo, 1938

Ogni volta dopo il tramonto del sole il ragno si faceva avanti e aspettava che spuntasse Venere.
Elias Canetti, Il cuore segreto dell'orologio, 1987

Venere il giorno sta finendo / La rugiada cade silenziosa / su ogni fiore una lacrima si posa / e in te vive il firmamento. / Venere la sera mite / ci avvolge dolce e leggera / ricorda i respiri di un bambino / all'incontro del giorno con la sera / Venere l'ultimo fiore / sulla terra umida sta dormendo / mentre silente goccia la rugiada / e intorno respira il firmamento.
John Clare, Venere, Poesie, XIX sec.

Gli uomini e le donne non sono dello stesso pianeta: come dico io scherzando (ma non troppo), gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere.
John Gray, Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere, 1992

Gli astronauti russi non vogliono andare su Venere. Temono di ritornare con una malattia del luogo.
Marcello Marchesi, Il malloppo, 1971

Una delle stupidaggini teologiche più popolari e diffuse è l’identificazione di Lucifero con il Diavolo. In origine infatti il nome latino Lucifero, così come il nome greco Fosforo, significavano semplicemente «portatore di luce» e indicavano Venere, in quanto Stella del Mattino. Anche la Bibbia usava il termine in questa accezione: ad esempio, nell'Apocalisse Gesù stesso dice «Io sono Lucifero», nel senso di colui che porterà la luce di un nuovo giorno. Ora, a parte il Sole e la Luna, Venere è l’oggetto celeste più brillante insieme a Giove, e dal fatto che non la si vede di notte nacque il mito che fosse stata cacciata dal cielo perché aveva osato sfidare Giove. Isaia alluse a questo mito quando, augurandosi la caduta del re di Babilonia dal trono, parlò metaforicamente di «Lucifero caduto dal cielo». Ma poiché gli Ebrei consideravano Babilonia il regno del peccato e il suo re un pervertito, quel brano fu riletto dai padri della Chiesa come una raffigurazione della cacciata del Diavolo dal Paradiso. E di lì nacque la leggenda di Lucifero come angelo ribelle, divulgata da Dante nella Commedia e da Milton nel Paradiso perduto (1667), a dimostrazione del detto di Borges «la teologia è un ramo della letteratura fantastica».
Piergiorgio Odifreddi, Dizionario della stupidità, 2016

Quando si dà un'occhiata a una stella, guardandola con la coda dell'occhio, con la parte più esterna della retina (la più sensibile alla luce debole), possiamo vedere la stella distintamente, cogliendone adeguatamente la luminosità che si attenua a mano a mano che volgiamo lo sguardo pienamente su di essa. A questo puntο, infatti, l'occhio è investito da un gran numero di raggi luminosi, mentre alla prima occhiata si ha una più raffinata capacità di percezione. La troppa profondità condiziona il pensiero e ci rende perplessi, mentre una osservazione troppo prolungata, troppo concentrata o troppo diretta può fare svanire dal firmamento persino Venere.
Edgar Allan Poe, I delitti della Rue Morgue, 1841

Stella della sera, riporti / quanto disperse l’alba lucente: / porti la pecora, la capra. / Alla madre riporti la figlia.
Saffo, Frammenti, VI sec. a.e.c.

Nel tuo petto, credimi, sono le stelle del tuo destino. Fida in te stesso, la risoluzione è la tua Venere. Il malefico, l'unico che ti nuoce, è il dubbio.
Friedrich Schiller, I Piccolomini, 1798

Non vidi mai splendere così luminosa la stella di Venere, nel cielo senza luna. Nelle brevi uscite, a notte, quando tutte le cime sono addormentate e il castello non dà segno di vita.... unica, folgorante, contro la porta bassa e ferrea del castello, mi balza per gli occhi fin dentro al cuore la stella azzurra, la più bella del cielo, vibrante come una pupilla divina sull'orizzonte sconfinato.
Domenico Tumiati, Tripolitania, 1911

Un giornalista all'astronauta al ritorno da Venere: "C'e' vita lassù?". "Oh, solo il sabato sera!".
Anonimo

Proverbi su Venere
  • Bacco attizza il fuoco e Venere viene al gioco.
  • Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere.
  • Chi non può dormire con Venere dorma con Bacco.
  • Mai si figurò Venere digiuna.
  • Né di Venere né di Marte né ci si sposa né si parte, né si dà principio all'arte. 
  • Venere dorme se Marte veglia, se Marte dorme, Venere veglia. [1]
  • Venere e Bacco parlano senza vergogna.
Sine Cerere et Libero friget Venus.
[Venere langue senza Cerere e Libero].
Detto latino

Venus sine Cerere dormit.
[Venere senza Cerere dorme].
Detto latino

Note
  1. La donna dorme se l’uomo fa il proprio dovere di marito; se non lo fa, la donna non può dormire e medita qualcosa. Quella formata da Venere e Marte è la più celebre coppia, adultera, della mitologia classica, e le due divinità vengono usate come simboli delle funzioni sessuali rispettivamente femminile e maschile. [Carlo Lapucci, Dizionario dei proverbi italiani © Mondadori 2007].
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: MitologiaCupidoDèi - Bellezza Femminile - Astronomia

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