Lucien Arréat - Aforismi, massime e riflessioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Lucien Arréat (Pertuis 1841- Parigi 1922), scrittore e filosofo francese. Tra le sue opere ricordiamo: Une éducation intellectuelle (1877), Journal d'un philosophe (1887) e La morale dans le drame (1889). I seguenti aforismi di Lucien Arréat sono tratti dalla raccolta Réflexions et maximes (1911) e sono stati tradotti dal francese a cura di Aforismario.
Non si educa un bambino con il proprio sapere,
ma con il proprio carattere. (Lucien Arréat)
Riflessioni e massime
Réflexions et maximes, 1911
[Traduzione dal francese di Aforismario]

A forza di complicarci la vita, non sappiamo più godere della vita.

Chiedere alla vita ciò che essa non ci può dare; dimenticare che il domani arriva sempre: due modi di preparare la propria infelicità. 

Ciò che conta nel fervore dell'adolescenza, non è l'oggetto dell'emozione, ma l'emozione stessa.

Ciò che è un difetto nel pensiero può anche essere una qualità nell'azione.

Comincia con lo stimare gli uomini cui ti rivolgi, ci sarà sempre tempo per disprezzarli.

Conta sulla pietà che viene dalla ragione, ciò che viene dal sentimento è più variabile.

"Dio non ha fatto tutti i poveri", dice un proverbio. − Sì, ma ha fatto tutti gli imbecilli. 

Divorziare è più facile che discutere.

È davvero un gran temerario colui che riposa sulla propria costante fortuna.

È inutile lamentarci dei tempi in cui viviamo, dato che non possiamo uscirne.

Gli esseri, l'essere: quali dispute tra un plurale e un singolare!

Gli unici punti comuni a tutti gli uomini: la nascita e la morte.

I grandi uomini cominciano a vivere quando muoiono.
[Les grands hommes commencent à vivre quand ils meurent].

I nostri odi possono rivelare il sé più profondo meglio dei nostri amori.
[Nos haines révèlent peut-être le moi profond mieux que nos amours].

I nostri pensieri dolorosi sono come le mosche: li si scaccia, ma tornano indietro.

Il vanitoso ha sete di lodi; l'orgoglioso, di dominio.

In politica, non ci sono persone più desiderose di avanzare di quelle che non sanno dove stanno andando.

Individuo o popoli, l'importante è combattere e non essere sconfitti.

Il coraggio è una moneta d'argento, il sangue freddo una moneta d'oro.
[Le courage est une monnaie d'argent, le sang-froid une monnaie d'or].

L'emozione mi fa pensare; ma disturba continuamente il mio pensiero.

L'intuizione è la visione anticipata di una verità: ipotesi per lo scienziato, sogno per il poeta.

La bellezza risiede nella forma; la grazia nel movimento, il fascino nell'espressione.
[La beauté réside dans la forme; la grâce dans les mouvements, le charme dans l'expression].

La carezza di una persona cara, il contatto con qualcosa di morbido, culla il nostro dolore meglio di tutti i ragionamenti del mondo. 

La collera è una debolezza che umilia, quando non è un errore che ci dispiace.

La malinconia dei giovani è desiderio della felicità; quella dei vecchi ne è il rimpianto. 

La peggiore ignoranza è ignorare le proprie capacità.

La peggiore ignoranza è quella che deriva da un po' di conoscenza.

La peggiore miseria è che ci si consola della morte di coloro che si sono amati.

La vita del cuore sta tra questi due momenti: aspettare, ricordare.

La vita vale quello che ne facciamo.

Le religioni sono l'espressione della miseria umana: questa è la loro più grande verità, e la loro forza.

Meglio morire piuttosto che vivere nel dolore.

Niente dura: una verità che dimentichiamo facilmente.

Niente urla la noia dell'uomo come i suoi piaceri.

Non è il proiettile che uccide, è il destino.

"Non lo so". Una frase che gli imbecilli non conoscono.

Non si educa un bambino con il proprio sapere, ma con il proprio carattere.
[On ne fait pas l'éducation d'un enfant avec le savoir qu'on a, mais avec son caractère].

Non tutti i viventi meritano la loro fama, né tutti i morti il loro oblio.

Pane e giustizia, questo è il primo bisogno della gente.
[Du pain et de la justice, voilà le premier besoin du peuple].

Primum vivere o primum philosophari? Io risponderei volentieri che vivere e filosofare sono la medesima cosa.  

Quando l'uomo si confronta con l'animale, o lo calunnia o si vanta.

Rimanere ingenui è, più di quanto si creda, un segno di forza.

Se nella repubblica delle piante ci fosse il suffragio universale, le ortiche esilierebbero le rose e i gigli.

Sì, no: il modo di dire queste due parole esprime tutto un carattere.
[Oui, non: la façon de dire ces deux mots exprime tout un caractère].

Troppa saggezza, a volte, impedisce di fare grandi cose.

Tutti gli uomini sono mortali: nessuno lo contesta, ma tutti, per sé stessi, non ci credono.
[Tous les hommes sont mortels: nul ne le conteste, mais chacun, pour soi-même, n'y croit pas].

Note
  1. Le citazioni di Lucien Arréat riportate in questa pagina sono state tradotte dal francese a cura di Aforismario.
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Paul BourgetMaurice Donnay - Marcel Jouhandeau

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