Pierre-Joseph Proudhon - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Pierre-Joseph Proudhon (Besançon 1809 - Parigi 1865), filosofo, sociologo, economista e anarchico francese. Come ha notato Werner Hofmann: "Per meglio capire la dottrina di Pierre Joseph Proudhon è utile sapere che era figlio di un piccolo contadino in rovina, sopraffatto dalle ipoteche accese sul suo terreno. Proudhon stesso lo ha ammesso una volta: «Chissà, se fosse esistita una buona istituzione di credito fondiario, forse sarei rimasto tutta la vita contadino e conservatore»".
Pierre-Joseph Proudhon
Studio di filologia sacra
Etudes de philologie sacrée, 1838

La scienza non ha fatto progressi che dopo aver eliminato Dio.

Che cos'è la proprietà
Qu'est-ce que la propriété? ou Recherche sur le principe du Droit et du Gouvernement, 1840
Selezione Aforismario

Il governo dell'uomo da parte dell'uomo, sotto qualsivoglia nome si mascheri, è oppressione; la più alta perfezione della società si trova nell'unione dell'ordine e dell'anarchia.

La proprietà è furto.
[La propriete c'est le vol].

La distinzione tra banchiere e usuraio è puramente nominale.

La più alta perfezione della società si trova nell'unione dell'ordine e dell'anarchia.

Chiedo di vivere lavorando se no morrò combattendo.

Dal contrasto delle opinioni più stravaganti su delle questioni insolubili, su dei testi che non si capiscono, nacque la teologia, scienza che possiamo definire scienza dell'infinitamente assurdo.

Sulla creazione dell'ordine nell'umanità
De la Création de l’Ordre dans l’Humanité, 1843

L'uomo è destinato a vivere senza la religione, ma la legge morale è eterna ed assoluta. Chi oserebbe oggi attaccare la morale?

Sistema delle contraddizioni economiche
Système des contradictions économiques ou Philosophie de la misère, 1846

Se c'è un essere che prima di noi e più di noi ha meritato l'inferno, bisogna che io lo nomini, è Dio.

Dio è il male.

Le confessioni di un rivoluzionario
Les Confessions d’un révolutionnaire, 1849

L'anarchia è ordine. 
Essere governato significa essere comandato da parte di esseri che
non hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù. (Pierre-Joseph Proudhon)
L'idea generale di rivoluzione nel XIX secolo
Idée générale de la Révolution au XIXe siècle, 1851

Essere governato significa essere guardato a vista, ispezionato, spiato, diretto, legiferato, regolamentato, incasellato, indottrinato, catechizzato, controllato, stimato, valutato, censurato, comandato da parte di esseri che non hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù. [...] Essere governati, significa essere, a ogni operazione, o ogni transazione, a ogni movimento, annotati, registrati, recensiti, tariffati, timbrati, tosati, quotati, patentati, diplomati, autorizzati, ammoniti, impediti, riformati, raddrizzati, corretti. Significa, col pretesto dell'utilità pubblica e in nome dell'interesse generale, essere messi a contribuzione, addestrati, taglieggiati, sfruttati, monopolizzati, concussi, spremuti, mistificati, derubati; poi, alla minima resistenza, alla prima parola di protesta, repressi, multati, vilipesi, braccati, strapazzati, picchiati, disarmati, legati, imprigionati, fucilati, mitragliati, giudicati, condannati, deportati, sacrificati, venduti, traditi e, come se non bastasse, presi in giro, beffati, oltraggiati, disonorati. Ecco il governo, ecco la sua giustizia, ecco la sua morale! E dire che ci sono tra noi dei democratici che pretendono che il governo abbia del buono; dei democratici che sostengono, in nome della Libertà, dell'Eguaglianza, della Fraternità, quest'ignominia.

Manuale dello speculatore di Borsa
Manuel du spéculateur à la Bourse, 1853-1857

La Borsa è il tempio della speculazione, il monumento per eccellenza della società moderna.

La maggior parte delle speculazioni di Borsa che hanno come obiettivo i fondi pubblici o i valori industriali, oggi riposa sia su contingenze più o meno ingegnosamente calcolate, e la cui causa prima è di solito lo Stato; sia su segreti rubati a società o allo Stato stesso; sia, infine, sul favore, l'indiscrezione, la connivenza o la presunta venalità degli amministratori delle società e dei funzionari pubblici. A questo punto, la speculazione non è più un gioco in cui ognuno ha il diritto di fare tutto ciò che la legge non vieta, e di correggere, per quanto la prudenza lo consenta, i capricci del caso; è l'incontro di tutti i crimini e delitti commerciali: ciarlataneria, frode, monopolio, accaparramento, concussione, infedeltà, ricatti, truffe e furti.

Sulla giustizia nella rivoluzione e nella Chiesa
De la justice dans la révolution et dans l'Église, 1858 - Selezione Aforismario

Dio è l'ombra della coscienza proiettata sul campo dell'immaginazione. 
[Dieu est l'ombre de la conscience projetée sur le champ de l'imagination].

La teologia è la scienza dell'infinitamente assurdo. 

La giustizia è umana, completamente umana, nient'altro che umana; è farle torto rapportarla, da vicino o da lontano, a un principio superiore o anteriore all'umanità. 
[La justice est humaine, tout humaine, rien qu'humaine; c'est lui faire tort que de la rapporter, de près ou de loin, à un principe supérieur ou antérieur à l'humanité].

La guerra e la pace
La Guerre et la Paix, 1861

Agire è combattere.
[Agir c'est combattre].

La federazione e l'unità in Italia
La fédération et l'unité en Italie, 1862

Perisca la patria, e che l'umanità sia salva.

I principi dell'arte e il suo scopo sociale
Du principe de l'art et de sa destination sociale, 1865

Qualunque sia la vivezza prima del sentimento, esso non dura. L'impressione è fugace: con l'abitudine, l'ammirazione indebolisce; l'oggetto adorato, diviene volgare, insipido, spiacevole. Le manifestazioni dell'arte sono come fuochi d'artificio, che si ammirano per il tempo di una stella filante, ma che non si andrebbero a vedere tre giorni di seguito, e ai quali molte persone si contrastano di aver assistito una volta sola.
La proprietà è furto. (Pierre-Joseph Proudhon)
Critica della proprietà e dello Stato
1866 - Selezione Aforismario

Il popolo, la società, la massa, può e deve governarsi autonomamente, pensare, agire, muoversi e arrestarsi come un uomo, manifestarsi insomma nella sua individualità fisica, intellettuale e morale, senza l’aiuto di quella specie di sostituti che in passato furono i despoti, adesso sono gli aristocratici, qualche altra volta sono stati i pretesi delegati, devoti o servitori della folla, che noi chiamiamo puramente e semplicemente agitatori del popolo, demagoghi.

L'anarchia è la condizione d’esistenza delle società adulte, così come la gerarchia è la condizione d’esistenza delle società primitive: nelle società umane esiste un incessante progresso dalla gerarchia all'anarchia.

Malgrado il potente fascino della libertà, né la democrazia né l'anarchia si sono mai in alcun luogo costituite nella pienezza e integrità della loro idea.

Nell'associazione, tutti rispondono di tutti: il più piccolo vale quanto il più grande; l’ultimo arrivato ha gli stessi diritti del più anziano. L'associazione cancella tutte le colpe, livella tutte le disuguaglianze: di qui la solidarietà della cialtroneria e dell’incapacità.

Fonte sconosciuta
Selezione Aforismario

"Capitale" in campo politico è sinonimo di "governo". La concezione economica di capitalismo, quella politica di governo e quella teologica di Chiesa sono tre concetti identici, collegati in modi differenti. Attaccare uno solo di loro equivale ad attaccarli tutti. Quello che il capitale fa al lavoro, e lo Stato alla libertà, la Chiesa lo fa allo spirito. Questa trinità di assolutismo è rovinosa nella pratica tanto quanto nella filosofia. I mezzi più efficienti per opprimere il popolo sarebbero simultaneamente sopprimere e schiavizzare il suo corpo, la sua volontà e la sua ragione.

Chi parla di umanità vuol trarvi in inganno.

L'anarchia è una forma di governo o di costituzione nella quale la coscienza pubblica e privata, formata dallo sviluppo della scienza e del diritto, basta da sola a mantenere l'ordine e a garantire tutte le libertà.

Bisogna collaborare con ogni mezzo per scoprire le leggi della società, i modi in cui si realizzano queste leggi e i processi tramite cui siamo capaci di scoprirle; ma, per il buon Dio!, quando avremo demolito tutti i dogmi aprioristici, non pensiamo di indottrinare a nostra volta il popolo

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Michail BakuninPëtr KropotkinHippolyte Taine

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