Susan Sontag - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Susan Sontag (New York 1933-2004), scrittrice statunitense. I seguenti pensieri di Susan Sontag sono tratti dai saggi: Contro l'interpretazione (Against Interpretation, 1966), Sulla fotografia (On Photography, 1977), Malattia come metafora (Illness as Metaphor, 1977), e dai diari e taccuini pubblicati postumi.
Susan Sontag
Contro l'interpretazione
Against Interpretation, 1966

L'interpretazione è la vendetta dell'intelligenza sull'arte.

Il massimo della bellezza in un uomo virile è qualcosa di femminile; il massimo della bellezza in una donna è qualcosa di maschile.
[What is the most beautiful in virile men is something feminine; what is most beautiful in feminine women is something masculine].

Sulla fotografia
Realtà e immagine nella nostra società
On Photography, 1977 - Selezione Aforismario

La fotografia è un'arte elegiaca, un'arte crepuscolare. Quasi tutti i suoi soggetti, per il solo fatto di essere fotografati, sono tinti di pathos.
[Photography is an elegiac art, a twilight art. Most subjects photographed are, just by virtue of being photographed, touched with pathos].

Da quando sono state inventate le macchine fotografiche, esiste nel mondo un particolare eroismo: l'eroismo della visione.

Fotografare significa appropriarsi della cosa che si fotografa. Significa stabile con il mondo una relaziona particolare che dà una sensazione di conoscenza, e quindi di potere.

La nostra è un'epoca nostalgica e i fotografi sono promotori attivi della nostalgia. 

Il pittore costruisce, il fotografo rivela. 

Fotografare significa attribuire importanza. Non esiste probabilmente soggetto che non si possa rendere bello; non si può inoltre eliminare la tendenza, insita in tutte le fotografie, ad attribuire valore ai loro soggetti.

Fare una fotografia significa partecipare della mortalità di un'altra persona (o di un'altra cosa) ed è proprio isolando un determinato movimento che tutte le fotografie attestano l’inesorabile azione dissolvente del tempo.

Il carattere contingente delle fotografie conferma che tutto è caduco.

Insegnandoci un nuovo codice visivo, le fotografie alterano e ampliano le nostre nozioni di ciò che val la pena guardare e di ciò che abbiamo il diritto di osservare. Sono una grammatica e, cosa ancor più importante, un'etica della visione.

La conseguenza più grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero, come antologia di immagini; nelle fotografie l’immagine è anche un oggetto, leggero, poco costoso, facile da portarsi appresso, da accumulare, da conservare.

Le fotografie sono forse i più misteriosi tra gli oggetti che formano, dandogli spessore, quell'ambiente che noi definiamo moderno. Esse sono in realtà esperienza catturata, e la macchina fotografica è l'arma ideale di una consapevolezza di tipo acquisitivo.

Non è del tutto sbagliato dire che non esistono brutte fotografie, ma solo foto meno interessanti, meno rivelanti, meno misteriose.

Una fotografia è insieme una pseudopresenza e l'indicazione di un'assenza. 

Tra la difesa della fotografia come mezzo superiore per esprimere se stessi e l'elogio della fotografia come modo superiore di porre se stessi al servizio della realtà, c'è meno differenza di quanto non paia. Hanno in comune il presupposto che la fotografia offra un sistema unico di rivelazioni: che ci mostri la realtà come non l'avevamo mai vista.

La noia non è che il contrario della fascinazione: entrambe dipendono dall'essere al di fuori piuttosto che dentro una situazione, e l'una conduce all'altra.
Il cancro: la malattia che non bussa prima di entrare. (Susan Sontag)
Malattia come metafora
Illness as Metaphor, 1977 - Selezione Aforismario

Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno dello star bene e in quello dello star male. Preferiremmo tutti servirci soltanto del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino di quell'altro paese.

La malattia è il lato notturno della vita.

La depressione è la melanconia senza il suo fascino.

Il cancro: la malattia che non bussa prima di entrare.

Il cancro è una malattia che colpisce, punitivamente, ogni persona in quanto individuo. Nessuno che si prenda il colera o il tifo domanda: «Perché proprio a me? » Ma «Perché proprio a me? » (il che significa «Non è giusto») è la domanda di molti quando scoprono di avere il cancro.

Il cancro è una gravidanza demoniaca.

Qualunque malattia che sia considerata misteriosa e temuta in modo sufficientemente intenso, sarà sentita come moralmente, se non letteralmente, contagiosa. Per questo a un numero sorprendentemente alto di persone malate di cancro accade di essere evitate da parenti e amici e di diventare oggetto di misure per sfuggire al contagio da parte dei membri della propria famiglia, quasi che il cancro fosse una malattia infettiva come la tbc.

Una battuta spiritosa che si sente spesso negli ospedali per cancerosi, in bocca sia ai medici sia ai pazienti, è: «La cura è peggio della malattia»).

Tutte le bugie che si dicono ai malati di cancro, e che essi stessi dicono, indicano quanto sia diventato difficile per le società industriali avanzate adattarsi alla morte. Dal momento che la morte è oggi ritenuta un evento oltraggiosamente insensato, la malattia che viene largamente considerata sinonimo della morte è sentita come qualcosa che bisogna nascondere.

L'AIDS e le sue metafore
AIDS and Its Metaphors, 1988

Non è la sofferenza in quanto tale che è più profondamente temuta, ma la sofferenza che degrada.
Fa male amare. È come accettare di farsi scorticare sapendo che
in qualunque momento l'altra persona può andarsene via con la tua pelle.
(Susan Sontag)
Diari e taccuini
Reborn: Journals and Notebooks, 1947/63 (postumo) - Selezione Aforismario

Fa male amare. È come accettare di farsi scorticare sapendo che in qualunque momento l'altra persona può andarsene via con la tua pelle.
[It hurts to love. It's like giving yourself to be flayed and knowing that at any moment the other person may just walk off with your skin].

La paura di invecchiare viene nel momento in cui si riconosce di non vivere la vita che si desidera. Equivale alla sensazione di abusare del presente.

Arte = un modo per entrare in contatto con la propria follia.

La vita ideale: fare solo cose indispensabili.

Il difetto più grande: la mancanza di generosità.

Non si impara con l'esperienza − perché la sostanza delle cose cambia continuamente

Le uniche persone che dovrebbero interessarsi all'arte (o alle varie arti) sono quelle che la praticano - o lo hanno fatto- o aspirano a farlo. L'idea di un "pubblico" è completamente sbagliata. Il pubblico di un artista è fatto dai suoi pari.

Il crimine più grande: giudicare.

Scrivere. È corruttore scrivere con l'intento di moralizzare, di elevare i principi morali degli altri.

Un testo appena dattiloscritto, nel momento stesso in cui è finito, comincia a puzzare. È un corpo morto - deve essere seppellito - imbalsamato, a caratteri di stampa. Corro a impostare il dattiloscritto, non appena è finito, anche se sono le quattro del mattino.

Fonte sconosciuta
Selezione Aforismario

L'amore muore perché la sua nascita è stata un errore.

La mia biblioteca è un archivio di desideri.

La mia idea di scrittore: qualcuno interessato a tutto.

La vita è un film; la morte è una fotografia.

Nella valle del dolore, dispiega le tue ali.

Non solo il fascismo (e una militarizzazione del potere) è il destino più probabile di tutte le società comuniste – specialmente quando le loro popolazioni sono indotte a ribellarsi – ma il comunismo in se stesso è una variante, la più efficace, del fascismo. Un fascismo dal volto umano.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Clarissa Pinkola EstésErica JongAnaïs Nin

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