Charles Darwin - Frasi da "L’origine delle specie"

Selezione delle migliori citazioni e delle frasi più interessanti di Charles Darwin (Shrewsbury 1809 - Londra 1882), naturalista, biologo e geologo britannico. Charles Darwin è celebre per aver formulato la teoria dell'evoluzione, secondo la quale le specie animali e vegetali derivano dalla trasformazione di organismi viventi più semplici esistiti in epoche passate. La teoria dell'evoluzione fu pubblicata nel 1859 nella sua opera: L’origine delle specie (The Origin of Species). 
La maggior parte delle seguenti citazioni di Charles Darwin sono tratte da: Viaggio di un naturalista intorno al mondo (The Voyage of the Beagle, 1839), L'origine delle specie (The Origin of Species, 1859), L'origine dell'uomo e la selezione sessuale (The Descent of Man, and Selection in Relation to Sex, 1871), L'espressione delle emozioni negli animali e nell'uomo (The Expression of Emotions in Man and Animals, 1872), Autobiografia (Autobiography of Charles Darwin, 1887).
Charles Darwin
Viaggio di un naturalista intorno al mondo
The Voyage of the Beagle, 1839 - Selezione Aforismario

È stato detto che l’amore della caccia è una gioia inerente all'uomo, un avanzo di una passione istintiva. Se ciò è vero, son certo che il piacere di vivere all'aria aperta, col cielo per tetto e il terreno per mensa, è parte dello stesso sentimento; è il selvaggio che ritorna ai suoi usi nativi e barbari.

Quale differenza può fare il clima nel godimento della vita! Quanto diverse sono le sensazioni che si provano quando si hanno sott'occhio nere montagne ravvolte per metà di nuvole, e quando si vedono altre catene di monti attraverso la luce azzurra di una bella giornata! Per un po’ di tempo le prime possono parere sublimi; le altre sono tutte giocondità e vita felice.

L'origine delle specie
per mezzo della selezione naturale
The Origin of Species, 1859 - Selezione Aforismario

Quando si riflette sul problema dell'origine delle specie, considerando i mutui rapporti d'affinità degli esseri organizzati, le loro relazioni embrionali, la loro distribuzione geografica, la successione geologica e altri fatti analoghi, si può concludere che ogni specie non è stata creata indipendentemente dalle altre, bensì discende, come le varietà, da altre specie.

Siccome gli individui d'ogni specie che nascono sono di numero assai maggiore di quelli che possono vivere, e perciò deve rinnovarsi la lotta fra i medesimi per l'esistenza, ne segue che se qualche essere varia anche leggermente, in un modo a lui profittevole, sotto circostanze di vita complesse e spesso variabili, egli avrà maggior probabilità di durata e quindi potrà essere eletto naturalmente. Inoltre, secondo le severe leggi dell'eredità, tale varietà eletta tenderà continuamente a propagare la sua forma nuova e modificata. 

Sono pienamente convinto che le specie non sono immutabili; ma che tutte quelle che appartengono a ciò che chiamasi lo stesso genere, sono la posterità diretta di qualche altra specie generalmente estinta.

Poiché nascono molti più individui di ogni specie di quanti possono sopravvivere e poiché, di conseguenza, vi è una ricorrente lotta per la vita, ne segue che qualsiasi essere che varia in modo per lui vantaggioso in condizioni di vita complesse e talvolta mutevoli avrà una maggiore possibilità di sopravvivere e dunque di essere selezionato naturalmente

Generalmente gli esseri organici sono tanto meravigliosamente adatti alle loro condizioni di esistenza da sembrare improbabile che ogni parte di essi sia stata improvvisamente formata nella sua intera perfezione, come una macchina complicata non potrebbe essere stata inventata dall'uomo con tutti i suoi perfezionamenti.

Dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, nasce la cosa più alta che si possa immaginare: la produzione degli animali più elevati. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue molte capacità, che inizialmente fu data a poche forme o ad una sola e che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve, partendo da inizi così semplici, fino a creare infinite forme estremamente belle e meravigliose.

Dove si formarono molte specie di un genere per mezzo della variazione, vuol dire che le circostanze hanno favorito la variabilità; e se ne può dedurre con fondamento che in generale esse continueranno ancora ad essere loro favorevoli.

Ogni variazione, per piccola che sia e da qualsiasi cagione provenga, purché sia in qualche parte vantaggiosa all'individuo di una specie, contribuirà nelle sue relazioni infinitamente complesse cogli altri esseri organizzati e colle fisiche condizioni della vita alla conservazione di quest'individuo, e in generale si trasmetterà alla sua discendenza.

Fra i molti individui d'ogni specie che nascono periodicamente, pochi soltanto rimangono in vita. Io chiamo selezione naturale il principio, per il quale così conservasi ogni leggera variazione, quando sia utile.

Noi vediamo l'aspetto della natura brillare di prosperità, e vi ravvisiamo una sovrabbondanza di nutrimento; noi dimentichiamo che la maggior parte di tanti uccelli che cantano intorno a noi, vivono solo d'insetti o di sementi, e per conseguenza distruggono continuamente altri esseri viventi.

Nascendo un numero d'individui superiore a quello che può vivere, deve certamente esistere una seria lotta per l'esistenza, sia fra gli individui della medesima specie, sia fra quelli di specie diverse, oppure contro le condizioni fisiche della vita.

Nell'acqua dolce noi troviamo [...] parecchie delle forme più anormali conosciute, come l'ornitorinco e la lepidosirena, i quali servono, a guisa dei fossili, a riunire in certo modo alcuni ordini che ora sono
profondamente separati nella scala naturale. Queste forme anormali possono chiamarsi fossili viventi; esse giunsero fino a noi per aver dimorato in un'area ristretta e per essere state esposte a una concorrenza meno severa.

Qualunque sia la causa di ogni piccola differenza nella discendenza rispetto ai progenitori - e deve esserci una causa per ognuna di esse -, è l’accumulazione costante, mediante la selezione naturale, di tali differenze, quando siano vantaggiose per l’individuo, a dare origine a tutte le più importanti modificazioni di struttura che mettono in grado gli innumerevoli esseri viventi di lottare tra loro e consentono ai meglio adattati di sopravvivere

È sempre assai difficile il ricordare che l'accrescimento di ogni essere vivente è costantemente impedito da circostanze nocive impercettibili, e che queste stesse circostanze sconosciute sono bastevoli a produrre la rarità e a cagionare da ultimo la estinzione. Questa legge è sì male interpretata, che spesso si è notato con stupore come sì grandi mostri, quali sono il mastodonte e i più antichi dinosauri, rimanessero estinti; quasi che la forza del corpo assicurasse la vittoria nella lotta per la vita. La grande statura dovrebbe al contrario determinare in certi casi la distruzione più rapida delle specie, in quanto che richiede una maggiore quantità di nutrimento.

La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico
The Variation of Animals and Plants under Domestication, 1868

Anche se non mi sono mai dedicato molto al pensiero dell'esistenza di un Dio personale fino a un periodo considerevolmente tardo della mia vita, voglio qui esporre le conclusioni vaghe alle quali sono stato portato. Il vecchio argomento di una natura ideata, così come fornito da Paley, che prima mi sembrava così conclusivo, fallisce, ora che la legge della selezione naturale è stata scoperta. Non si può più sostenere che, per esempio, la bella cerniera di una conchiglia bivalve deve essere stata fatta da un essere intelligente, come la cerniera di una porta da parte dell'uomo. Non sembra esserci più progettazione nella variabilità degli esseri organici, e nell'azione della selezione naturale, che nella direzione dove il vento soffia.
L'uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una
creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo
discendente degli animali. (Charles Darwin)
L'origine dell'uomo e la selezione sessuale
The Descent of Man, and Selection in Relation to Sex, 1871 - Selezione Aforismario

Gli animali inferiori sentono evidentemente come l'uomo il piacere e il dolore, la felicità e l'infelicità. La felicità è molto chiaramente espressa dai giovani animali, come i cagnolini, i gattini, gli agnelli, quando si trastullano fra loro come i nostri bambini.

L'uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali.

L'amore per tutte le creature viventi è il più nobile attributo dell'uomo.

Sono pochi quelli che vorranno negare che gli animali non siano forniti di un certo potere di ragionare. Si possono vedere costantemente animali che si fermano, deliberano e risolvono. È un fatto significativo che, quanto più un naturalista studia le abitudini di un dato animale, tanto più dà spazio alla ragione e meno al semplice istinto.

Una gran parte delle emozioni più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può aver veduto quanta gelosia dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto a un'altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle scimmie. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati.

È noto l’amore del cane per il suo padrone; e tutti sanno che nell'agonia della morte egli accarezza il padrone; e ognuno può aver sentito dire che il cane che soffre mentre viene sottoposto a qualche vivisezione lecca la mano dell’operatore; quest’uomo, a meno di avere un cuore di pietra, deve provare rimorso fino all'ultima ora della sua vita.

Gli animali sociali si rendono fra loro scambievoli servigi: i cavalli si morsicchiano, e le vacche si leccano le une le altre in ogni punto ove sentono prurito o pizzicore: le scimmie si liberano scambievolmente dagli esterni parassiti.

Tutti gli animali sentono la meraviglia, e molti mostrano curiosità. Talvolta quest'ultima facoltà reca loro danno, come quando il cacciatore si atteggia buffamente e li attira in tal modo.

Il più umile organismo è qualche cosa di molto più elevato che non la polvere inorganica che ci sta sotto i piedi; e nessuno fornito di mente imparziale può studiare una qualche creatura vivente per quanto umile essa sia, senza rimanere preso da entusiasmo per la sua meravigliosa struttura e le sue proprietà.

La simpatia, oltre i confini umani, che vuol dire l'umanità verso le bestie, sembra essere fra gli acquisti morali più tardivi. Non sembra che i selvaggi la provino tranne che per quegli animali che prediligono. [...] Questa virtù, una delle più nobili di cui l'uomo sia fornito, sembra derivare per incidente da ciò che le nostre simpatie facendosi più tenere e più espansive e diffuse, vengono a riversarsi su tutti gli esseri senzienti. Appena questa virtù viene onorata e praticata da alcuni uomini, si diffonde mercé l'istruzione e l'esempio ai giovani, ed eventualmente tende a radicarsi nella pubblica opinione.

Dobbiamo riconoscere, per quanto mi sembra, che l'uomo con tutte le sue nobili prerogative, colla simpatia che sente per gli esseri più degradati, colla benevolenza che estende non solo agli altri uomini, ma anche verso la più umile delle creature viventi, col suo intelletto quasi divino che ha penetrato nei movimenti e nella costituzione del sistema solare – con tutte queste alte forze – l'Uomo conserva ancora nella sua corporale impalcatura lo stampo indelebile della sua bassa origine.

L'espressione delle emozioni negli animali e nell'uomo
The Expression of Emotions in Man and Animals, 1872

Si sa che qualche volta l'elefante indiano piange. Sir E. Tennent, descrivendo quelli veduti da lui catturati e imprigionati a Ceylan, si esprime così: «Alcuni si mantenevano immobili, accosciati sul suolo, senza manifestare il proprio dolore altrimenti che per mezzo di lacrime le quali bagnavano loro gli occhi e sgorgavano incessanti». E parlando d'un altro elefante: «Quando fu vinto e legato, mostrò estremo dolore; la violenza diede luogo a una completa prostrazione, ed esso piombò a terra, mandando grida soffocate e colla faccia bagnata di lacrime». Al Giardino zoologico, il custode degli elefanti indiani m'ha positivamente asserito d'aver visto molte volte cascar delle lacrime sulla faccia della vecchia femmina, allorché la si separava dal suo piccino.
Chi osa sprecare un'ora del proprio tempo
non ha ancora scoperto il valore della vita. (Charles Darwin)
Autobiografia
 Autobiography of Charles Darwin, 1887 (postuma) - Selezione Aforismario

Fin dalla prima giovinezza ho concepito un vivo desiderio di capire o di spiegare tutto ciò che osservavo, cioè di raggruppare tutti i fatti sotto leggi generali.

Chi osa sprecare un'ora del proprio tempo non ha ancora scoperto il valore della vita.
[A man who dares to waste one hour of time has not discovered the value of life].

Il mistero del principio dell'Universo è insolubile per noi.

L'incredulità si insinuò nel mio spirito, e finì per diventare totale. Il suo sviluppo fu tanto lento che non ne soffersi, e da allora non ho mai più avuto un dubbio sull'esattezza della mia conclusione. In realtà non posso capire perché ci dovremmo augurare che le promesse del cristianesimo si avverino: perché in tal caso, secondo le parole del Vangelo, gli uomini senza fede, come mio padre, mio fratello, e quasi tutti i miei amici più cari sarebbero puniti per l'eternità. E questa è un'odiosa dottrina.

Non posso capire perché ci dovremmo augurare che le promesse del cristianesimo si avverino: perché in tal caso, secondo le parole del Vangelo, gli uomini senza fede come mio padre, mio fratello, e quasi tutti i miei amici più cari, sarebbero puniti per l'eternità. E questa è un'odiosa dottrina.

Non dobbiamo trascurare la probabilità che il costante inculcare la credenza in Dio nelle menti dei bambini possa produrre un effetto così forte e duraturo sui loro cervelli non ancora completamente sviluppati, da diventare per loro tanto difficile sbarazzarsene, quanto per una scimmia disfarsi della sua istintiva paura o ripugnanza del serpente.

Corrispondenza
I lavoratori più forti che io abbia visto, i minatori, del Cile, non vivono che di verdure e di leguminose.

Non riesco a persuadermi che un Dio benefico e onnipotente abbia volutamente creato gli icneumonidi con l'espressa intenzione che essi si nutrano entro il corpo vivente dei bruchi.

Nelle mie fluttuazioni più estreme, non sono mai stato un ateo nel senso di negare l'esistenza di un Dio. Ritengo generalmente (e sempre di più invecchiando), ma non sempre, che agnostico corrisponderebbe alla definizione più corretta della mia condizione intellettuale.

Potrei dire che l'impossibilità di concepire che quest'universo grandioso e meraviglioso, con i nostri sé coscienti, sia scaturito dal caso, a me pare l'argomento principe a favore dell'esistenza di Dio; ma sebbene questo sia un argomento di valore effettivo, io non sono mai stato in grado di decidermi. Sono consapevole che se si ammette una causa prima, la mente brama ancora di sapere da dove questa è venuta, come si è generata.
Non è la specie più forte a sopravvivere, e nemmeno quella più intelligente,
ma la specie più predisposta al cambiamento.(Charles Darwin?)
Fonte sconosciuta
Selezione Aforismario

Il più alto livello possibile nella cultura morale è quando riconosciamo che dovremmo controllare i nostri pensieri.

Il progresso del senso morale non sarà compiuto fino a quando non estenderemo la nostra compassione ai popoli di tutte le razze, poi alle persone prive d'intelligenza, agli storpi, agli individui che non hanno un ruolo ben definito nella società. E infine ai membri di tutte le specie.

Qualsiasi osservazione deve confermare o confutare un'opinione precedente, se vuole essere di qualche utilità.

Colui che comprende il babbuino farebbe di più per la Metafisica di quello che fa Locke.

Un essere potente e sapiente come un dio, che ha potuto creare l'universo, appare al nostro spirito limitato onnipotente e onnisciente, e offende la nostra comprensione l'idea che la sua benevolenza non debba essere illimitata, poiché quale beneficio potrebbe avere la sofferenza di milioni di animali inferiori per un tempo quasi infinito?

Frasi attribuite
Non è la specie più forte a sopravvivere, e nemmeno quella più intelligente, ma la specie più predisposta al cambiamento.
[ It is not the strongest of the species that survives, nor the most intelligent that survives. It is the one that is most adaptable to change]. [Vedi "Citazioni errate" su Aforismario].

Libro di Charles Darwin consigliato
L'origine delle specie
Selezione naturale e lotta per l'esistenza
Traduttore L. Fratini
Editore Bollati Boringhieri, 1967

Dal punto di vista strettamente biologico, dopo Darwin una classificazione delle specie alla maniera arcaica, bisognosa dell'ipotesi creazionistica, non può più essere accolta. Tutto questo è indipendente dalla "plausibilità" delle tesi darwiniane. La ragione più importante è che con Darwin si ebbero per la prima volta gli schemi per unificare i vari campi della "storia naturale" sulla base di un'ipotesi suscettibile di infiniti perfezionamenti. L'evoluzionismo darwiniano, cioè la considerazione storica della natura, è un acquisto irreversibile della cultura, la cui "verità" rimarrebbe intatta anche se tutte le particolari teorie escogitate da Darwin per giustificare la sua intuizione centrale risultassero infondate o false.

Note
  1. Charles Darwin, Autobiografia (1809-1882), Einaudi, 2006
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Konrad LorenzDanilo Mainardi - Peter Singer

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