Curzio Malaparte - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Curzio Malaparte, nome d'arte di Kurt Erich Suckert (Prato 1898 - Roma 1957), scrittore, poeta e giornalista italiano. Adottò lo pseudonimo "Malaparte" come umoristica paronomasia del nome "Bonaparte". Leo Longanesi, con un certo sarcasmo, ha detto di Curzio Malaparte: "È così egocentrico che se va a un matrimonio vorrebbe essere la sposa, a un funerale il morto". La maggior parte delle seguenti citazioni di Curzio Malaparte sono tratte dai libri: La rivolta dei santi maledetti (1921), Il battibecco (1949), La pelle (1949), Maledetti toscani (1956).
Curzio Malaparte
La rivolta dei santi maledetti
1921

L'Italia, dove il diritto è nato, è fra i paesi più incivili del mondo: vi manca, cioè, il senso del diritto.

La morte è senza mistero, come la vita.

Quando un popolo individualista come il nostro perde la fiducia in sé stesso e nelle istituzioni che lo reggono, l'immoralità diventa una forma di viver civile e la mediocrità invade la cosa pubblica.

Don Camaleo
1928

Gli italiani amano più le rivoluzioni che i rivoluzionari, e più i galantuomini tenuti in sospetto dagli zelatori, che quelli in odore di santità.  

Sangue
1937

Nella vita d'ogni uomo non v'è nulla di più segreto e di più misterioso dell'innocenza e della castità dell'infanzia. 

Un bordello ci vuole, in una città per bene: come ci vuole il Municipio, il Tribunale, le carceri, l'ospedale, il cimitero, e il Monte di Pietà.  

Diario di uno straniero a Parigi
1947

Mi si biasimi pure, ma io sono un uomo e amo la guerra. Non ho l'ipocrisia di dire: "Non amo la guerra". Io l'amo, come ogni uomo ben nato, sano, coraggioso, forte, ama la guerra, come ogni uomo che non è contento degli uomini, né dei loro misfatti.

Il battibecco
1949 - Selezione Aforismario

La legge in Italia è come l'onore delle puttane.

La libertà di un popolo si misura principalmente dal grado di libertà degli scrittori.

L'epigramma è una pistola corta, e ammazza più sicuramente di un archibugio.
Quando un popolo individualista come il nostro perde la fiducia in sé stesso
e nelle istituzioni che lo reggono, l'immoralità diventa una forma di viver
civile e la mediocrità invade la cosa pubblica. (Curzio Malaparte)
La pelle
1949 - Selezione Aforismario

La nostra pelle, questa maledetta pelle. Voi non immaginate neppure di che cosa sia capace un uomo, di quali eroismi e di quali infamie sia capace, per salvar la pelle. Questa, questa schifosa pelle.

La pelle umana è una cosa brutta. Guardate. È una cosa schifosa. E pensare che il mondo è pieno di eroi pronti a sacrificare la propria vita per una cosa simile!

Di sicuro, di tangibile, d'innegabile, non c'è che la pelle. È la sola cosa che possediamo. Che è cosa nostra. La cosa più mortale che sia al mondo.

È la civiltà moderna, questa civiltà senza Dio, che obbliga gli uomini a dare una tale importanza alla propria pelle. Non c'è che la pelle che conta, ormai.

La nostra vera patria è la nostra pelle.

Oggi si soffre e si fa soffrire, si uccide e si muore, si compiono cose meravigliose e cose orrende, non già per salvare la propria anima, ma per salvare la propria pelle. Si crede di lottare e di soffrire per la propria anima, ma in realtà si lotta e si soffre per la propria pelle, soltanto per la propria pelle. Tutto il resto non conta.

Sono i vinti che governano il mondo. 

È certo assai più difficile perdere una guerra che vincerla. A vincere una guerra tutti son buoni, non tutti son capaci di perderla. 

La fame umana ha una voce meravigliosamente dolce e pura. Non v'è nulla di umano nella voce della fame.  

Lo sanno tutti che razza di egoisti sono i morti. 

Gli organi genitali hanno sempre avuto una grande importanza nella vita dei popoli latini, e specialmente nella vita del popolo italiano. 

La vera bandiera italiana non è il tricolore, ma il sesso, il sesso maschile.

Mangerei la terra, masticherei i sassi, ingoierei lo sterco, tradirei mia madre, pur di aiutare un uomo, o un animale, a non soffrire.

Solo l'anima è immortale, ahimè! Ma che cosa conta l'anima, ormai? Non c'è che la pelle che conta. Tutto è fatto di pelle umana. Anche le bandiere degli eserciti son fatte di pelle umana. Non ci si batte più per l'onore, per la libertà, per la giustizia. Ci si batte per la pelle, per questa schifosa pelle.

Voglio bene agli americani perché sono buoni cristiani, sinceramente cristiani. Perché credono che Cristo sia sempre dalla parte di coloro che hanno ragione. Perché credono che è una colpa grave aver torto, che è una cosa immorale aver torto. Perché credono che essi soli son galantuomini, e che tutti i popoli d'Europa sono, più o meno, disonesti. Perché credono che un popolo vinto è un popolo di colpevoli, che la sconfitta è una condanna morale, è un atto di giustizia divina.

Il Cristo proibito
1951

Finché tu soffri per te, per la tua fame, per la miseria tua, della tua donna e dei tuoi figli. Finché ti avvilisci e ti rassegni allora tutto va bene. Sei un buon padre di famiglia, un buon cittadino. Ma appena tu soffri per la fame degli altri, per la miseria dei figli degli altri, per l'umiliazione degli altri uomini allora sei un uomo pericoloso, un nemico della società.
Maggior fortuna sarebbe, se in Italia ci fossero più toscani e meno italiani.
Poiché l'Italia ha bisogno di gente che le faccia onore. (Curzio Malaparte)
Maledetti toscani
1956 - Selezione Aforismario

A nessuno piace esser tradito da un amico, anche perché ciascuno sa che tradire un amico è il più grande e invidiabile dei piaceri, e perciò il primo a invidiarti questo piacere è l'amico che tu tradisci.

All'uomo piace più tradir gli amici che i nemici, essendo il tradimento fatto agli amici più vero di quello fatto ai nemici.

Che tutti gli italiani siano intelligenti, ma che i toscani siano di gran lunga più intelligenti di tutti gli altri italiani, è cosa che tutti sanno, ma che pochi vogliono ammettere.

È giustizia riconoscere che l'Italia, senza la Toscana, non sarebbe che un pezzo d'Europa.

Gran fortuna per tutti, in Italia, che i toscani siano uomini intelligenti, e perciò liberi. E maggior fortuna sarebbe, se in Italia ci fossero più toscani e meno italiani. Poiché l'Italia ha bisogno di gente che le faccia onore: come le fanno onore i toscani col solo fatto di essere intelligenti e liberi.

Il peggior tradimento che si possa fare a un uomo è ammazzarlo, sia pure lealmente.

I toscani han l'abitudine di non salutare mai per primi nessuno, nemmeno in Paradiso. E questo, anche Dio lo sa. Vedrai che ti saluterà lui, per primo.

La libertà è un fatto dell'intelligenza: ed è quella che dipende da questa, non l'intelligenza dalla libertà.  

Nel concetto dei toscani, chi non è un uomo libero è un uomo grullo. 

Noi toscani siamo la cattiva coscienza d'Italia.

Non c'è nulla da guadagnare in un'Italia come questa, che si fida più della maschera che del viso, e perciò ha in odio i toscani, che son tutto viso dalla testa ai piedi.

Può darsi che i toscani abbiano torto, ma la schiavitù è sempre, ai loro occhi, una forma d'imbecillità: intelligenza e libertà essendo, in Toscana, sinonimi.

Quanti guai si sarebbero risparmiati, se Mussolini, invece di parlare dal balcone di Palazzo Venezia, avesse parlato dal terrazzino di Palazzo Vecchio.

Tutti son buoni a far gli eroi con la pelle degli altri.

Vi sono uomini e popoli che soffrono di non essere amati: son quelli che han natura femminile.

Mamma Marcia
1959 (postumo)

La morale effeminata è la morale dei deboli.

Interviste e scritti vari
Selezione Aforismario

I vinti sono buoni e generosi. I vincitori cattivi ed egoisti. Preferisco i vinti: ma non potrei adattarmi alla condizione di vinto.

L'attuale romanzo italiano rispecchia l'attuale conformismo anti-fascista del popolo italiano, come ieri rispecchiava il conformismo fascista e […] rivela lo sforzo degli scrittori di conquistarsi una libertà formale e contenutistica in contrasto col loro inguaribile conformismo personale morale e intellettuale.

L'esperienza insegna che la peggior forma di patriottismo è quella di chiudere gli occhi davanti alla realtà, e di spalancare la bocca in inni e in ipocriti elogi, che a null'altro servono se non a nascondere a sé e agli altri i mali vivi e reali.

Non sarà mai ripetuto abbastanza che una cosa è l'Italia, altra cosa è lo Stato italiano, e che tanto è cosa meravigliosa l'Italia, quanto è misera cosa lo Stato italiano.

Penso che se fossi vissuto in una società più virile e in mezzo a un popolo più virile sarei forse potuto diventare un uomo nel vero senso della parola. Ma se dovessi definirmi con una sola parola direi che, nonostante tutto, sono un uomo.

Vi sono due modi di amare il proprio Paese: quello di dire apertamente la verità sui mali, le miserie, le vergogne di cui soffriamo, e quello di nascondere la realtà sotto il mantello dell'ipocrisia, negando piaghe, miserie, e vergogne […] Tra i due modi, preferisco il primo.

Libro di Curzio Malaparte consigliato
La pelle 
Curatore C. Guagni; G. Pinotti 
Editore Adelphi, 2010 

Una terribile peste dilaga a Napoli dal giorno in cui, nell'ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l'anima. Trasformata in un inferno di abiezione, la città offre visioni di un osceno, straziante orrore... La peste – è questa l’indicibile verità – è nella mano pietosa e fraterna dei liberatori, nella loro incapacità di scorgere le forze misteriose e oscure che a Napoli governano gli uomini e i fatti della vita, nella loro convinzione che un popolo vinto non possa che essere un popolo di colpevoli. Null'altro rimane allora se non la lotta per salvare la pelle: non l’anima, come un tempo, o l’onore, la libertà, la giustizia, ma la «schifosa pelle».

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Luciano BianciardiPiero Chiara - Giorgio Manganelli

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