Émile Durkheim - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Émile Durkheim (Épinal 1858 - Parigi 1917), sociologo, antropologo e storico delle religioni francese. le seguenti riflessioni di Émile Durkheim sono tratte da: La divisione del lavoro sociale (De la division du travail social, 1893), Il suicidio (Le Suicide, 1897), Le forme elementari della vita religiosa (Les formes élémentaires de la vie religieuse, 1912), La sociologia e l'educazione (Education et Sociologie, 1922).
Émile Durkheim
La divisione del lavoro sociale
De la division du travail social, 1893 - Selezione Aforismario

Mentre le funzioni economiche un tempo rappresentavano solo una parte secondaria, esse ora stanno al primo posto. Di fronte a loro vediamo arretrare sempre più le funzioni militari, amministrative, religiose.

Se esiste una verità che la storia ha reso indubbia, questa è proprio l'estensione sempre minore della porzione di vita sociale che la religione ricopre. In origine essa si estendeva su tutto; tutto ciò che era sociale era religioso; i due termini erano sinonimi. In seguito, a poco a poco, le funzioni politiche, economiche, scientifiche si sono rese indipendenti dalla funzione religiosa, costituendosi a parte e assumendo un carattere temporale sempre più accentuato. Dio – per così dire – che in principio era presente a tutte le relazioni umane, si ritira progressivamente da esse; abbandona il mondo agli uomini e alle loro controversie.

Non si dovrebbe dire che un atto offende la coscienza comune perché è criminale, ma che è criminale perché offende la coscienza comune.
[Il ne faut pas dire qu'un acte froisse la conscience commune parce qu'il est criminel, mais qu'il est criminel parce qu'il froisse la conscience commune].

La scienza non è altro che la coscienza portata al suo punto più alto di chiarezza
[La science n'est autre chose que la conscience portée à son plus haut point de clarté].

Le passioni umane si fermano solo dinanzi a una potenza morale che rispettino. Se manca una qualsiasi autorità di questo tipo, la legge del più forte regna e, latente o acuto, lo stato di guerra è necessariamente cronico.

Il suicidio
Le Suicide. Étude de sociologie, 1897 - Selezione Aforismario

Si chiama suicidio ogni caso di morte che risulti direttamente o indirettamente da un atto positivo o negativo compiuto dalla stessa vittima pienamente consapevole di produrre questo risultato. Il tentativo di suicidio è l'atto così definito ma arrestato prima che ne risulti la morte.

Nell'accezione comune, il suicidio è, prima di tutto, l'atto di disperazione di un uomo che non ci tiene più a vivere.

Benché in generale, ci si rappresenti il suicidio come un'azione positiva e violenta che implichi un certo dispiegamento di forza muscolare, può darsi che un atteggiamento puramente negativo o una semplice astensione abbiano la stessa conseguenza. Ci si può uccidere tanto rifiutando di nutrirsi quanto distruggendosi col ferro o col fuoco.

L'iconoclasta che, per conquistare le palme del martirio, commette un delitto di lesa maestà che sa essere capitale e che muore per mano del boia, è autore della propria fine come se si fosse inferto lui stesso il colpo mortale.

Un uomo che si esponga consapevolmente per altri, ma senza che il risultato mortale sia sicuro, non è di certo un suicida, anche nel caso che soccomba, come non lo è l'imprudente che scherzi con la morte pur cercando di evitarla o l'apatico che, non tenendo seriamente a nulla, non si dia pena di curare la sua salute e la comprometta per negligenza. E, tuttavia, questi diversi modi di agire non si distinguono radicalmente dai suicidi propriamente detti. Derivano da stati d'animo analoghi. Poiché comportano uguali rischi mortali, non ignorati dall'agente che non si arresta alla prospettiva di tali rischi; unica differenza è che le probabilità di morte sono minime.

Quello che è comune a tutte le forme possibili di questa suprema rinuncia è che l'atto che la consacra viene compiuto con cognizione di causa; la vittima, al momento di agire, sa ciò che deriverà dalla sua condotta, qualunque sia la ragione che l'ha indotta ad agire cosi.

Ci sono due tipi di cause extrasociali cui si può attribuire a priori un'influenza sul tasso dei suicidi: sono le disposizioni organico-psichiche e la natura dell'ambiente fisico.

Quel che sappiamo dell'intelligenza animale non ci consente di attribuire alle bestie una preraffigurazione della loro morte né soprattutto dei mezzi atti a produrla. È vero che si vedono animali che rifiutano di entrare nei locali dove altri sono stati uccisi, come se presentissero la loro sorte. Ma, in realtà, l'odore del sangue basta a determinare quel moto istintivo di indietreggiamento.

La realtà sociale non è abbastanza semplice ed è ancora troppo poco conosciuta perché la si possa anticipare dettagliatamente. Soltanto il contatto diretto con le cose può dare agli insegnamenti della scienza quella precisione che non hanno.
Non si dovrebbe dire che un atto offende la coscienza comune
perché è criminale, ma che è criminale perché offende
la coscienza comune. (Émile Durkheim)
L'educazione morale
L'éducation morale, 1903

Affinché la carità possa essere praticata, è necessario che alcuni accettino di non farla, o non siano in grado di farla.

Le forme elementari della vita religiosa
Les formes élémentaires de la vie religieuse, 1912 - Selezione Aforismario

La religione non è soltanto un sistema di idee, è innanzitutto un sistema di forze.
[La religion n'est pas seulement un système d'idées, elle est avant tout un système de forces].

Tra Dio e la Società bisogna scegliere. 

La società è per i suoi membri ciò che Dio è per i suoi fedeli.

La sociologia e l'educazione
Education et Sociologie, 1922

La scienza comincia non appena la conoscenza, qualunque essa sia, viene ricercata per essa stessa.

L'autorità morale è la qualità principale dell'educatore.
[L'autorité morale est la qualité maîtresse de l'éducateur].

La riflessione è, per eccellenza, la forza antagonista della routine, e la routine è l'ostacolo al necessario progresso.
[Le réflexion est, par excellence, la force antagoniste de la routine, et la routine est l'obstacle aux progrès nécessaires].

Fonte sconosciuta
Selezione Aforismario

In economia politica come in morale, la parte riservata all'investigazione scientifica è quanto mai ristretta; preponderante, invece, quella dell'arte.

L'individuo si sottomette alla società e quest'atto di sottomissione è la condizione della sua liberazione. Per l'uomo la libertà consiste nella liberazione da forze fisiche cieche e irriflessive; egli ottiene ciò opponendo a queste la grande e intelligente forza della società, sotto la cui protezione si rifugia. Ponendosi sotto l'ala della società egli si trova, in un certo senso, a dipendere da essa. Ma si tratta di una dipendenza liberatoria.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Gustave Le BonHippolyte Taine

Nessun commento: