Barbie - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sulla Barbie, bambolina della Mattel commercializzata dal 1959, e oggi la più venduta al mondo. Contrariamente alla maggior parte delle bambole dell'epoca, che rappresentavano neonati, la Barbie rappresenta una donna adulta.
Come si legge su Wikipedia: "Una delle critiche più frequenti mosse contro la bambola è quella di promuovere una immagine della donna anatomicamente poco realistica, con il rischio conseguente che le bambine aspirino ad avere quel tipo di corpo e portarle all'anoressia. Per tale motivo dal 1997, il corpo della Barbie è stato modellato affinché abbia un bacino più ampio". Nel corso degli anni il termine «Barbie» ha spesso assunto il significato dispregiativo di "ragazza di bell'aspetto ma priva di spessore e sostanzialmente stupida".
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulle bambole, i giocattoli e il gioco.
Barbie incarna la femminilità ideale, muta e sigillata. (Loredana Lipperini)
Barbie
© Aforismario

C'è una differenza basilare tra gli uomini e le donne: le donne vogliono la sicurezza e la prevedibilità, gli uomini desiderano l'eccitazione, il pericolo, l'imprevedibile. Da bambina, la brava ragazza giocava con Barbie e Ken; è cresciuta con il sogno di "vivere per sempre felice e contenta". I bambini non volevano avere niente a che fare con Ken, si identificavano con figure eccitanti che vivevano pericolosamente, come Batman, Superman o l'Uomo Ragno.
Sherry Argov, Falli soffrire, 2002

L'uomo che paga tutti i conti non solo vi dice cosa potete comprare, ma finisce con l'imporre anche quello che vi deve e non vi deve piacere. Non domanderà più la vostra opinione, dirà lui che opinione dovete avere. Vi tratterà come una Barbie, su cui esercita il pieno controllo.
Sherry Argov, Falli soffrire, 2002

Barbie non replica pedissequamente le funzioni di un qualsiasi, ingenuo, giocattoluccio di legno o di gomma. Non si limita a consentire l'innocente simulazione di attività per «allenare alla vita aumentando ogni capacità di superare gli ostacoli o di far fronte alle difficoltà». Ogni volta che una bambina si mette ai fornelli con Barbie, in lei trova anche un ineludibile riferimento: con il suo aspetto inequivocabilmente adulto e con gli accessori in miniatura di cui ben presto viene dotata, Barbie non può non essere, oltre che una bambola come tutte le altre da accudire e vezzeggiare, soprattutto un modello, in cucina come in qualsiasi altro luogo. La bambina che sveste e riveste Barbie, pettinandone i fluenti capelli di nylon, gioca con quello che, inevitabilmente, sta diventando il proprio archetipo femminile.
Nicoletta Bazzano, La donna perfetta: Storia di Barbie, 2008

L'unica donna con cui avevo avuto un contatto fisico fino ad allora era la Barbie di mia sorella. Per questo ero convinto che le donne non avessero organi sessuali.
Caparezza, Saghe mentali, 2008

Se a Dio non piacesse il sesso ci avrebbe fatto come la Barbie e Big Jim.
Giobbe Covatta, Sesso? Fai da te!, 1996

La Barbie. È questo un colossale imbroglio americano: una bambola rifornita di grandi zizze, cosce lunghe, ma totale mancanza di pipilla. Essa è stata messa in commercio appositamente per confondervi ulteriormente le idee già confuse, così che passerete anni e anni a chiedervi se le donne sotto le mutande siano fatte in quel modo o come invece è descritto sulle porte del gabinetto!
Giobbe Covatta, Sesso? Fai da te!, 1996

Il vuoto pneumatico continua a regnare supremo. Il mondo è infestato da gente che assomiglia a Barbie e Ken. Sono tanti, troppi. Sono una massa di gente indistinta. Senza personalità né dignità, plasmabili come pupazzetti di plastilina. Non sono persone ma servi del consumismo, figli del nostro tempo, sfornati a stock. Spero che un giorno si abbatta su di loro l'Angelo dell'Apocalisse e metta fine alle loro inutili esistenze. 'È giunta la vostra ora. Avete fatto tendenza, parlato di gossip, ammirato i Vip. E adesso la spada calerà su di voi. Anche questa volta avete i nomi in lista, ma non per entrare in un locale trendy'. Già lo vedo l'Angelo sorridere crudele e felice, mentre le Barbie e i Ken si accasciano sotto i suoi occhi.
Volfango De Biasi, Come tu mi vuoi, 2007

«Life in plastic is fantastic» lasciamola cantare agli Aqua e facciamo fare le Barbie Girl a chi non ha nient'altro che questo.
Eliselle, 101 modi per diventare bella, milionaria e stronza, 2010

Mi sono messa a pensare a quanto sia difficile voler bene a Barbie così com'è adesso. È così rigida, con tutta quella plastica. Non ispira nessuna tenerezza. Non riesce nemmeno ad abbracciarti. Tu devi darti da fare per lei: devi adorarla, vestirla, comprarle delle cose. Lei vuole tutto. È avida e bisognosa. È così che ti inducono a spendere altri soldi. Non è colpa di Barbie, sapete; lei non ha scelta. Tante persone la controllano, dal primo stampo in plastica fino all'ultimo accessorio. Per molti versi è persino meno libera di me. Lei non è in grado di andarsene.
Eve Ensler, Io sono Emozione, 2011

Barbie non è quella che credete. È molto più in gamba di come la lasciano essere. Ha enormi poteri ed è una specie di genio. Ci sono più di un miliardo di Barbie nel mondo. Pensate se le liberassimo. Pensate se prendessero vita in ogni paesino, città, camera da letto, discarica e casa da sogno. Pensate se invece di rifarsi il trucco rifacessero il mondo. Pensate se cominciassero a dire ciò che sentono davvero. Facciamole parlare.
Eve Ensler, Io sono Emozione, 2011

La bellezza, il fascino, la prestanza fisica di Barbie non sono solo prerequisiti industriali, ma una forma sentimentale, una scaturigine passionale che si sostanzia nell'approccio ludico all'esistenza e che suscita un decisivo senso di imitazione da parte delle bambine che giocano ad essere grandi e delle donne adulte che bramano il corpo, il seno e, soprattutto, le gambe, il sedere privi di cellulite e di inestetismi della bambola americana.
Ivo Germano, Barbie: il fascino irresistibile di una bambola leggendaria, 2000

Barbie grazie alla sua innocenza consente di vivere fra le nuvole, senza regole e infinitamente in viaggio verso il desiderio.
Ivo Germano, ibidem

Barbie è simbolo dell'incanto affettivo, amica del quotidiano capace di trasportare i suoi interlocutori in un mondo di sogno dove poter fuggire dalla pazza folla, dalla realtà troppo pesante e dalla spietata omologazione del tempo scandito dal giorno dopo giorno. Attimo fuggente, alito di gioco, cuore che batte per chi si diverte con «lei»: questa è Barbie, vale a dire la sola e unica alternativa esistenziale alla serietà della vita.
Ivo Germano, Barbie: il fascino irresistibile di una bambola leggendaria, 2000

Barbie è stata uno strumento per insegnare alle donne dalle spalle larghe, dalle gambe corte e dal corpo massiccio, alle donne reali di tutto il mondo, a disprezzare il loro corpo come noi disprezziamo il nostro, così da indurle a spendere quel denaro che potrebbe essere impiegato per acquistare libri o computer o biciclette in prodotti "di bellezza", fabbricati a basso costo e venduti in confezioni costose.
Germaine Greer (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Cosa c'è che non va, in Barbie? Perché la maggior parte delle scrittrici, per esempio, esprime il proprio odio nei suoi confronti in poesie e racconti brevi? A turbare, non è tanto quella seduttività precoce quanto negata, il suo essere sexy come un'adulta e asessuata come un giocattolo: Barbie è un ibrido, nasce da un incrocio fra le bambole di carta con un guardaroba da ritagliare e un sex-toy. Esibisce due seni da capogiro, ma che servono solo per sostenere a dovere le scollature, perché sono finti, levigati, privi di capezzoli. Rappresenta la donna secondo un concetto maschile: priva di quelle parti "segrete e terribili" che tanto indignavano, secoli fa, pensatori e padri della Chiesa. Incarna la femminilità ideale, muta e sigillata.
Loredana Lipperini, Ancora dalla parte delle bambine, 2007

Barbie. Quarantuno anni e non sentirli. Barbie ha cinque anni più di me e io sembro sua bisnonna. Quale sarà mai il segreto della sua forma inossidabile? Ve lo dico io. Non si è mai sposata. E dire che quel rincoglionito di Ken le vuole bene, è dalla prima asilo che le sbava dietro.
Luciana Littizzetto, Sola come un gambo di sedano, 2001

Quelli della Mattel [...] la Barbie, possono farla restare fidanzata per cinquant'anni con un uomo che dentro i pantaloni non ha assolutamente niente.
Luciana Littizzetto, Madama Sbatterflay, 2012

Lo sanno tutti che le Barbie nascono già con l’artrite e che per loro piegare il ginocchio è un’impresa.
Luciana Littizzetto, Madama Sbatterflay, 2012

Hanno ideato una nuova Barbie. Sai che la Barbie è da sempre multitasking... c’è la Barbie Maestra, la Barbie Infermiera, la Barbie Architetta. Bene. Adesso hanno scagliato sul mercato la Barbie Madonna. Ma non Madonna Ciccone. Proprio Madonna Madonna santissima, con tanto di velo azzurro. L’unica Barbie vergine tra l’altro.
Luciana Littizzetto, L'incredibile Urka, 2014

A me quando ero piccola è sempre toccato il tarocco. Invece della Barbie avevo Tania, invece di Cicciobello avevo Poldina. Poldina non faceva niente. Non piangeva, non aveva la bua, non faceva pipì. D’altronde era fatta di stoffa, e di plastica aveva soltanto testa e piedi.
Luciana Littizzetto, La bella addormentata in quel posto, 2016

È uscita l’ultima novità. La Lammily. Una specie di Barbie, però racchia. La Barbie cessa. La Barbie cozza… In pratica una bambola che invece di essere fichissima, perfetta, tipo Belén ma di plastica, con le gambe lunghe come la Salerno-Reggio Calabria e i capelli della Panicucci prima maniera, è urfida. Ha il baricentro basso, i fianchi svasati, le cosce da terzino dell’Atalanta e le ginocchia a bocce di pétanque. In più ha la cellulite, le smagliature, le cicatrici e i brufoli adesivi che puoi appiccicarglieli addosso. [...] Questa bambola servirà a far capire ai bambini che il mondo è fatto anche e soprattutto di imperfezioni. Ma lo sappiamo! E lo sanno anche loro purtroppo. Ogni giorno si
sciroppano in TV dolore a mestolate, tragedie del mare, disastri cosmici. Invece il mondo della fantasia è il mondo della fantasia, deve godere di una certa immunità… Lasciamo che il principe sia azzurro e la Barbie figa. Se no è uno schifo già dall'inizio.
Luciana Littizzetto, La bella addormentata in quel posto, 2016

Mia sorella è stata inondata di Barbie per tutta l'infanzia. Credeva di essere deforme perché i suoi talloni toccavano terra.
Daniele Luttazzi (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario - cfr. citazione di Rita Rudner)

Ancora oggi, nonostante tutto, i genitori hanno la tendenza ad incoraggiare di più i bambini delle bambine stimolando la loro creatività e il loro ingegno. Quando si tratta di fare un regalo a un bimbo, per esempio, si opta per le macchine, i soldatini, i playmobil. Una bimba, invece, deve spesso accontentarsi di bambole e bambolotti, Barbie e Trollz. I bambini sono spinti a cimentarsi nelle costruzioni, a giocare alla guerra, a immaginarsi medici o ingegneri. Le bambine imparano ad accudire i bambolotti, a cucinare, a fare la spesa e a essere delle brave donne di casa. E poi ci si meraviglia che, da grande, una donna esiti a prendere la parola in pubblico od a esprimere opinioni diverse da quelle del marito!
Michela Marzano, Sii bella e stai zitta, 2010

Ero ancora piccola, ma avevo capito che, se avessi voluto farcela, avrei non solo dovuto essere brava a scuola, ma anche giocare con le Barbie. D'altronde, tutte le bambine giocavano con le Barbie. C'erano anche i bambolotti tradizionali che piangevano quando perdevano il ciuccio. Ma Barbie era tutta un'altra cosa. La principessa rosa di Mattel ci faceva sognare e ci permetteva di visualizzare le figure mitiche che ci accompagnavano durante l'infanzia: da Cenerentola alla Bella addormentata nel bosco, le eroine delle fiabe avevano ormai un volto e un corpo ben preciso. Magrissime, bellissime, elegantissime, tutte seducevano il loro Big Jim che, di fronte a tanta bellezza, non poteva che amarle alla follia.
Michela Marzano, Sii bella e stai zitta, 2010

Negli anni Settanta siamo cresciute confrontandoci con due tipi di messaggi: da un lato, dovevamo impegnarci a scuola e studiare come i nostri compagni, perché ormai non c'era più alcuna differenza, e le ragazze, come i ragazzi, avevano il diritto e il dovere di diventare autonome ed indipendenti; dall'altro, circondate dalle Barbie, dovevamo capire che, per riuscire nella vita, non bastava essere «brave»: dovevamo anche essere belle.
Michela Marzano, Sii bella e stai zitta, 2010

Barbie era la nostra icona. Il suo successo dipendeva dal suo corpo perfetto, indipendentemente dal mestiere e dall'età. Barbie era sempre impeccabile e sublime. Barbie era sempre eterosessuale e sposata. Barbie era sempre felice e vincente. La vita rappresentata nel mondo delle Barbie era, dunque, mitica e irraggiungibile. Le bambine della mia generazione sono cresciute con la convinzione che tutto fosse possibile e che bastasse «volere» per «potere». Barbie ci riusciva; perché non dovevamo riuscirci anche noi? In fondo, bisognava solo imparare a «controllarsi»: controllare il corpo, controllare le emozioni, controllare i bisogni.
Michela Marzano, Sii bella e stai zitta, 2010

Prendiamo la Barbie. Una bambola che nuda costerà sulle 20.000 lire. Però la Barbie vuole il vestito da sposa, la Barbie vuole i trucchi, vuole la roulotte e il camper, vuole la piscina... il problema non è comprarla, è mantenerla!
Giorgio Panariello (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Mio figlio è gay. Avrei dovuto intuirlo. Quand’era bambino, mio marito gli ha regalato il gioco “Il Piccolo Falegname” e lui ci ha costruito la casa della Barbie…
Viviana Porro (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Condanna dei vescovi per la Barbie vestita da Madonna. Non avrà il marchio CEI.
Andrea Rastelli (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Uno spartiacque epocale nel processo di autoconsapevolezza delle bambine, ma che ne ha anticipato anche tutta la croce. Prima, nel gioco delle bambine, c'era solo il copione materno da interpretare. Da Barbie in poi si è svelato tutto il potenziale della seduzione, della donna protagonista col suo faccino e il suo culetto, ma anche con la sua intelligenza e il suo ruolo nella società: non più Barbie bagnina, ma Barbie ambasciatrice o Barbie presidente degli Stati Uniti, sempre più vicina alla donna contemporanea, costretta ad essere, faticosamente, da 10 e lode in tutto.
Lidia Ravera, su Corriere della Sera, 2011

Preliminari d’amore. Le ragazze crescono sviluppando il loro senso di proprietà: bambolotti e casette. I ragazzi: automobiline e, più avanti, riviste con formose pin-up. Crescendo, le ragazze s’intratterranno spigliatamente nelle auto dei loro ragazzi sognando di poterli rinchiudere nelle loro casette come Barbie con Big Jim. E i ragazzi esaudiranno il sogno delle loro ragazze nel far nascere bambocci, fantasticando di evadere con delle pin-up.
Guido Rojetti, L'amore è un terno (che ti lascia) secco, 2014

Gli uomini sono sicuri di sé perché crescono identificandosi con i supereroi. Le donne hanno una cattiva immagine di sé perché crescono identificandosi con Barbie.
Rita Rudner [1]

Barbie mi ha rovinato la vita! È un'immagine davvero negativa per le donne. Per molto tempo ho pensato di essere deformata perché i miei talloni toccavano per terra.
Rita Rudner [1]

La mitica Barbie compie oggi cinquant'anni e ha ancora il corpo della Hunziker. Al contrario di molte donne, che quando compiono cinquant'anni hanno il corpo del Gabibbo.
Dario Vergassola, Un annetto buono, 2009

Barbie ha cinquant’anni: adesso la Mattel dovrà venirsene fuori con la Barbie Divorziata, la Barbie in Crisi di Mezza Età. Gli accessori saranno la casa di Ken, l’auto di Ken e la barca di Ken.
Grace White [1]

Se Barbie è davvero così popolare, perché gli amici bisogna comprarglieli?
[If Barbie is so popular, why do you have to buy her friends?].
Steven Wright [1]

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Bambole - Giocattoli - Giocare

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