Penelope - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni su Penelope, sul rapporto tra Penelope e Ulisse e sulla famosa tela di Penelope. Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa su Ulisse e sulla mitologia.
Penelope non cerca un marito, vuole Ulisse. (Jean-Pierre Vernant)
Penelope
 © Aforismario

Penelope, la donna più sterile: distruggere di notte ciò che si è fatto di giorno (che naturalmente è sempre la stessa cosa) è quanto di più stupido ci sia. Penelope è la donna di casa.
Roberto Bazlen, Note senza testo, 1970 (postumo)

Il marito e la moglie sono simili e dissimili: si contraddicono e si completano. Penelope sogna e Ulisse non sogna: mentre Penelope ci appare come un'anima tragica, Ulisse è toccato dalla tragedia solo quando diventa nell'immaginazione la schiava troiana: mentre Penelope è succube degli dèi, Ulisse coincide con il proprio destino: mentre Penelope vive nell'inconscio, ignorando i propri impulsi segreti, Ulisse trasforma l'inconscio in conscio; entrambi calcolano, diffidano, ingannano, mentono, mettono alla prova. Da questo gioco intricato di somiglianze, dissimiglianze e riflessi, nasce la «concordia» profondissima tra il marito e la moglie.
Pietro Citati, La mente colorata, 2010 

Ti ho atteso come Penelope aspettava Ulisse, come Giulietta aspettava Romeo, come Beatrice aspettava Dante per riscattarlo. Il vuoto della steppa era affollato dei ricordi di te, dei momenti passati insieme, dei luoghi nei quali siamo stati, delle nostre gioie e delle nostre discussioni. Ma quando guardavo indietro, verso le orme dei miei passi, non ti vedevo.
Paulo Coelho, Lo Zahir, 2005

Penelope, a parte la paura di aver perso il marito, aveva anche quella di essere stata tradita. Certo è che quando un uomo non torna più a casa, due sono le ipotesi possibili: o è morto, o si è accasato con un'altra donna.
Luciano De Crescenzo, Nessuno, 1997

Questa della tela di Penelope è una storia davvero eccezionale: potrebbe essere scelta come emblema
di tutte le strategie dilatatorie. La regina, conscia della debolezza del suo paese, si rende conto che l'unico mezzo per impedire ai Proci di prendere il potere è quello di tenerli a bada con la più femminile delle arti: quella del tessere. Nasce così il modo di dire «la tela di Penelope», ovvero l'arte di rimandare una decisione sine die.
Luciano De Crescenzo, Nessuno, 1997

L'uomo è un bambino anche da adulto, mentre la donna è adulta anche da bambina. La donna vive la realtà, l'uomo il sogno, ha bisogno sempre di andar oltre [...]. È Ulisse che oltrepassa le colonne d'Ercole, Penelope resta a casa a tessere la tela.
Massimo Fini, Dizionario erotico, 2000

Quanti trascurano la filosofia per dedicarsi alle altre discipline, sono simili ai Proci, i quali mentre desideravano Penelope, se la intendevano con le sue ancelle.
Gorgia, Frammenti, V sec. a.e.c.

Penelope che aspetta per vent’anni che Ulisse si stufi di bighellonare nel Mediterraneo è il parto di una fantasia egoista.
Massimo Gramellini, Cuori allo specchio, 2008

Penelope e Ulisse sono immagini archetipiche della relazione dell'essere umano con il mondo, una delle incarnazioni più felici dell'opposizione fra entità complementari, e anche un'ottima rappresentazione in chiave simbolica del cerchio protetto dinamico: Penelope è la madre-casa, luogo della certezza e della solidità indistruttibile, del radicamento nella terra (simboleggiata dal letto-albero); Ulisse è il desiderio di affrontare l'ignoto, ma sempre con la nostalgia della casa, del cerchio originario delle certezze. 
Paola Magi, Il pianista che ascolta con le dita, 2011

In ciascuno di noi, Penelope e Ulisse convivono: è attraverso la loro continua dialettica che ogni essere umano si apre una strada nel percorso della vita.
Paola Magi, ibidem

Penelope ama Ulisse perché lo sa coraggioso e pronto a ogni sfida; Ulisse ama Penelope perché sa che, qualsiasi cosa accada, lei sarà sempre là, radice e sostegno della sua vita errabonda.
Paola Magi, Il pianista che ascolta con le dita, 2011

Le donne hanno un occhio attento in ogni occasione, ma quando hanno davanti un uomo, che sia vecchio o giovane, ricco o miserabile, lo attraversano con lo sguardo e ne leggono anche i segreti dell’animo. Le donne sono terribili e Penelope, a dispetto della sua ostentata ingenuità, è più terribile delle altre.
Luigi Malerba, Itaca per sempre, 1997

Ho già resistito all'assedio dei Proci più a lungo di Troia all'assedio degli Achei, ma il tempo ignora le intenzioni, i pensieri e i sentimenti di una donna che non ha le mura e le armi in sua difesa, come Elena. Ho superato senza arrendermi i mesi e gli anni e ho misurato la mia guerra personale con quella lontana che combattevano i Troiani assediati, e spero ancora che un giorno arrivi Ulisse e che inventi un nuovo cavallo per liberarmi.
Luigi Malerba, Itaca per sempre, 1997

Mi era finalmente concesso di comprendere il mito di Penelope, di cui non ero certo la sola vittima: non annientiamo tutti, di notte, il personaggio che componiamo durante il giorno, e viceversa? La moglie di Ulisse stavo al gioco dei Proci e tesseva la tela per tornare a essere, col favore delle tenebre, l'eroina altera della negazione. La luce favoriva la commedia stanca della cortesia, le tenebre lasciavano all'essere umano solo la sua rabbia distruttrice.
Amélie Nothomb, Le catilinarie, 1995

Penelope. Tessere o non tessere?
Gino Patroni, Un giorno da beone, 1969

Quanto alla temperanza di Penelope, migliaia di cornacchie gracchianti la metteranno in ridicolo guardandola dall'alto in basso. Ognuna di loro, infatti, quando muore il marito, rimane vedova non per poco tempo, bensì per nove generazioni di uomini. Di conseguenza, la tua bella Penelope è nove volte inferiore, quanto a temperanza, rispetto a qualsivoglia cornacchia.
Plutarco, Bruta animalia ratione uti, II sec.

Ulisse non era un astuto e valoroso eroe, era un porco. Finiamola una buona volta e diamo il porco a chi è porco, porca miseria! Me lo dite chi glielo aveva detto al signor Ulisse delle mie ciabatte di fare il navigatore, lasciando la moglie e il figlio e restando lontano da casa per tanti anni? E mentre quella poveretta di Penelope, rimasta sola, doveva lottare e soffrire per difendersi dalle insidie dei mille Proci, che cosa faceva il signor Ulisse? Navigava, oh Dio, mi diverte sapere quel che faceva il signor Ulisse... navigava, ma figuriamoci! Tutti siamo capaci di navigare nei frangenti coniugali extra.
Totò (Antonio De Curtis), in L'uomo, la bestia e la virtù, 1953

Tutte le mattine, l'essere Penelope rifa la tela dell'Io disfatta dal sonno - e di cui il sogno ha imbrogliato i fili.
Paul Valéry, Quaderni, 1894/1945 (postumi, 1957/61)

Penelope non cerca un marito, vuole Ulisse.
[Pénélope ne cherche pas un époux, elle veut Ulysse].
Jean-Pierre Vernant, Dans l'oeil du miroir, 1997

Magari fossi Penelope. È vero che ha aspettato, però poi quello che è arrivato a casa era Ulisse. Pensa a come si sarà sentita con lui in casa. Che cosa avrà provato tra le sue braccia. Sicuramente si rendeva conto che lui la stava osservando anche se era di spalle. Magari stava lavando i piatti e lui era a tavola. Avrà sentito il suo sguardo addosso e che la stava amando. Si sarà sentita amata anche da uno sguardo invisibile. Qui invece rischi di aspettare anni e poi ti ritrovi in casa uno che non sa nemmeno riparare un rubinetto o che fa finta di niente e non dice una parola anche quando le cose vanno male. Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti.
Fabio Volo, Il giorno in più, 2007

Note
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