Ghiacciaio - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sul ghiacciaio, accumulo naturale di ghiaccio a struttura stratificata, dovuto alla trasformazione della neve. che si verifica per effetto della pressione della massa nevosa sovrastante e grazie alle ripetute azioni di gelo e disgelo.
Marcello Manzoni spiega molto bene come avviene la formazione di un ghiacciaio: "Nel clima polare la neve cade, si accumula, viene sepolta da altra neve fresca, e comincia a trasformarsi con il tempo e la profondità. Quasi tutto il volume della neve fresca è occupato dall'aria. Gli eleganti cristalli esagonali si posano gli uni sugli altri in esili architetture traforate di bassissima densità, attorno a 0,06 (il 6% della densità dell'acqua). Ma la loro fragilità non resiste a lungo alla pressione del contatto reciproco e al passaggio dell'aria, e le molecole d'acqua si riorganizzano e si addensano attorno ai nuclei dei cristalli. In breve tempo la neve ricristallizza in granuli rotondeggianti, dai quali l'aria viene ridotta e espulsa gradualmente. Col tempo la neve diventa nevato o firn, un tipo di neve vecchia ed indurita composta da granuli compatti, la cui densità aumenta a 0,4, a 10-20 m sotto la superficie, a 0,8 a molte decine di metri di profondità, dove un po' di aria può ancora circolare fra gli interstizi. I cristalli, da 1-2 mm di diametro alla superficie del suolo, crescono fino a 30 mm alla profondità di 10 metri, e fino a 100 mm a 100 metri. A partire da questa profondità gli interstizi si richiudono e l'aria è isolata in bolle sempre più minuscole. Quando raggiunge la densità di 0,83 il nevato opaco si trasforma in ghiaccio". [La natura dell'Antartide, 2006].
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sugli iceberg, il ghiaccio, la montagna e la neve. [I link sono in fondo alla pagina].
Il ghiacciaio è la neve degli inverni lontani, è un ricordo d’inverno
che non vuole essere dimenticato. (Paolo Cognetti)
Ghiacciai
© Aforismario

Più di due terzi del nostro pianeta sono coperti di acqua allo stato liquido, e più di un ventesimo da ghiaccio. Noi chiamiamo Terra la nostra dimora nel cosmo, ma Acqua sarebbe un nome più appropriato.
Philip Ball, H2O. Una biografia dell'acqua, 1999

Per arrivare sulla vetta della montagna talvolta dobbiamo lottare con i venti gelidi che provengono dai ghiacciai, altre volte con le piogge incessanti, ma bisogna proseguire il cammino, altrimenti non vedremo mai la luce dell’alba.
Romano Battaglia, Sabbia, 2007

Ho commesso il peggiore dei peccati / che un uomo possa commettere. Non sono stato / felice. Che i ghiacciai dell'oblio / possano travolgermi e disperdermi, senza pietà.
Jorge Luis Borges, Il rimorso, Poesie, XX sec.

Si sale su una baleniera diretta al Polo Nord inciampando e sbuffando come quando prendi l’autobus in ritardo. Comincia il viaggio. Più che ghiaccio non vedi – un pinguino, un orso bianco, una foca su un album che ti sei portato da casa, gli stessi che vedresti in uno zoo o da nessun’altra parte. Ghiaccio chiama ghiaccio, tutto qui il viaggio polare? Finché un bel giorno cominci a interpretare le ramature sui lastroni galleggianti e, interpretandolo, lo intraprendi. Puoi fare la decifrazione del ghiaccio anche in pantofole davanti al televisore, ma se tiri dei sermenti per non andare a sbattere contro un iceberg è meglio – come la vita: non indispensabile, ma meglio di niente.
Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, 1988

Nell'antartico, bianco sconfinato cimitero, / il bianco sogghigna nei suoi monumenti di ghiaccio / il pensiero del nulla si spalanca nella profondità lattea del cielo.
Vinicio Capossela, La bianchezza della balena, 2011

Il ghiacciaio, [...] è la memoria degli inverni passati che la montagna custodisce per noi. Sopra una certa altezza ne trattiene il ricordo, e se vogliamo sapere di un inverno lontano è lassù che dobbiamo andare.
Paolo Cognetti, Le otto montagne, 2016

L’estate cancella i ricordi proprio come scioglie la neve, ma il ghiacciaio è la neve degli inverni lontani, è un ricordo d’inverno che non vuole essere dimenticato.
Paolo Cognetti, Le otto montagne, 2016

Non si va da soli sul ghiacciaio.
Paolo Cognetti, ibidem

Si chiama quota delle nevi perenni, [...]. È dove l’estate non riesce a sciogliere tutta la neve che cade d’inverno. Una parte resiste fino all'autunno, e poi viene seppellita dalla neve dell’inverno successivo. Allora è salva. Là sotto piano piano si trasforma in ghiaccio. Diventa uno strato di crescita del ghiacciaio, proprio come gli anelli degli alberi, e noi contandoli possiamo sapere quanti anni ha. Solo che un ghiacciaio non se ne sta là fermo in cima alla montagna. Si muove. Per tutto il tempo non fa che scivolare giù.
Paolo Cognetti, Le otto montagne, 2016

Il ghiacciaio è pesante, e la roccia su cui è appoggiato è molto liscia. Così va giù. Lentamente, ma senza fermarsi mai. Scivola giù per la montagna finché raggiunge una quota dove fa troppo caldo per lui. Quella si chiama quota di fusione.
Paolo Cognetti, Le otto montagne, 2016

Vedeva il Monte Rosa sopra la linea dei campi e fin da piccolo gli avevano spiegato che lassù nasceva l’acqua: l’acqua da bere, l’acqua dei fiumi, l’acqua per allagare le risaie, tutta l’acqua che usavano veniva da lì; e finché il ghiaccio continuava a splendere all'orizzonte non ci sarebbero stati problemi di siccità.
Paolo Cognetti, Le otto montagne, 2016

In fondo alla valle, le vette dell’Himalaya. Allora vidi cos'erano state le montagne all'alba del mondo. Montagne acuminate, taglienti, come appena scolpite dalla creazione, ancora non levigate dal tempo. Le loro nevi illuminavano la valle da sei o settemila metri d’altezza. Le cascate precipitavano dagli strapiombi e incidevano le pareti di roccia, staccavano dai pendii frane di terra rossastra che finivano ribollendo nel fiume. In alto, indifferenti a quel tumulto, i ghiacciai sorvegliavano ogni cosa.
Paolo Cognetti, Le otto montagne, 2016

Il ghiaccio era qui, il ghiaccio era là, il ghiaccio | era tutto all'intorno: scricchiolava e muggiva, | ruggiva ed urlava. come i rumori che si odono | in una sincope. 
Samuel Taylor Coleridge, La ballata del vecchio marinaio, 1798

I ghiacciai sono essere viventi, in quanto la loro materia si rinnova con un processo periodico in una forma quasi permanente.
René Daumal, Il Monte Analogo, 1952

La vita [del ghiacciaio] è ritmata dalle stagioni. D'inverno dorme e in primavera si risveglia, con scoppi e scricchiolii.
René Daumal, Il Monte Analogo, 1952

Vi sono persino dei ghiacciai che si riproducono secondo dei processi che non sono certo più primitivi di quelli degli esseri unicellulari, sia per congiunzione e fusione, sia per scissione, che dà origine a quelli che si chiamano i ghiacciai rigenerati.
René Daumal, Il Monte Analogo, 1952

Il ghiacciaio è un essere organizzato: con una testa che è il suo nevaio, con cui bruca la neve e ingoia dei frammenti di roccia, testa ben divisa dal resto del corpo dalla crepaccia terminale; poi un enorme ventre, in cui si compie la trasformazione della neve in ghiaccio, ventre inciso da profondi crepacci e da solchi, canali escretori dell'acqua superflua; e nella sua parte inferiore rigetta, sotto forma di morena, i rifiuti del proprio nutrimento.
René Daumal, Il Monte Analogo, 1952

Voialtri scienziati che a ragione cercate, per esempio nello studio dei virus cristallizzabili, le forme di trasmissione dal fisico al chimico e dal chimico al biologico, dovreste trarre parecchi insegnamenti dall'osservazione dei ghiacciai. Forse la natura ha fatto qui un primo tentativo di realizzare degli esseri viventi con procedimenti esclusivamente fisici.
René Daumal, Il Monte Analogo, 1952

In alta montagna non c'è posto per il fantastico, perché la realtà vi è di per se stessa meravigliosa, più di qualsiasi cosa l'uomo possa immaginare. È possibile fantasticare di gnomi, giganti, idre, catoblepi tali da rivaleggiare in potenza e mistero con un ghiacciaio, con il più piccolo ghiacciaio?
René Daumal, Il Monte Analogo, 1952

Uno sguardo all'immensa quantità di ghiaccio e di neve sulle Alpi può tranquillizzare lo spettatore circa la durata del Rodano, del Reno, del Po e del Danubio.
Jean André Delue, XIX sec. [1]

L'alpenstock. È il bordone dei moderni pellegrini dello sport. I santuari della loro religione turistica sono l'alte cime. Essi s'arrampicano sulle rocce, si bilanciano sui precipizi, sdrucciolano sui ghiacciai e sfidano il freddo e la tormenta per toccare la vetta più alta e per raccontare, se ritornano, d'averla toccata. Quando muoiono, precipitati in un burrone, sepolti dalla neve o intirizziti dal gelo, non rappresentano [...] che i martiri della loro stupidità e vanità.
Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, Dizionario dell'omo salvatico, 1923

La fuga nel paesaggio è sospetta. I ghiacciai sono troppo grandi, perché vi si riesca a pensare quanto sono piccoli gli uomini. Ma gli uomini sono sufficientemente piccoli perché in mezzo a loro si riesca a pensare quanto sono grandi i ghiacciai. Bisogna usare gli uomini per questo e non i ghiacciai per quell'altro fine. Ma il solitario, che ha bisogno dei ghiacciai, per pensare ai ghiacciai, ha, rispetto agli esseri comunitari, che in mezzo agli uomini pensano agli uomini, soltanto una grandezza in più, che non è sua. I ghiacciai ci sono già. Bisogna invece prima crearli là dove non ci sono, perché ci sono gli uomini.
Karl Kraus, Di notte, 1918

Ogni corpo di ghiaccio naturale che sopravvive oltre l'anno è un ghiacciaio. Per persistere a lungo attraverso le inevitabili perdite, un ghiacciaio deve avere un'alimentazione adeguata, continua e non effimera. Allora diventa stabile, continua a fluire, e risponde col suo corpo, estendendolo o contraendolo, all'aumento o alla diminuzione dell'apporto della materia prima. Il ghiacciaio si alimenta di neve, ne ricava una riserva di ghiaccio, lo trasporta per tutta la sua lunghezza, ed infine perde la massa in eccesso.
Marcello Manzoni, La natura dell'Antartide, 2006

I ghiacciai, cuore bianco del pianeta.
Michela Mazzali, su La Stampa, 2013

La riduzione dei ghiacciai rappresenta uno dei segnali naturali di cambiamento climatico più evidenti e spettacolari, sulle Alpi come sulle ali re catene montuose glacializzate del mondo. Non a caso, quando si vuole portare l'argomento del riscaldamento globale all'attenzione del grande pubblico, i confronti fotografici tra la situazione odierna e quella di un secolo fa sono sempre di grande efficacia, e suscitano curiosità, stupore e preoccupazione più di tante parole.
Luca Mercalli, Che tempo che farà, 2009

Ghiacciai in ritiro, termometri del clima.
Luca Mercalli, ibidem

Ogni anno, specialmente d'estate, i media si occupano dei ghiacciai in ritiro, dell'ambiente d'alta montagna che cambia velocemente, di laghi effimeri, frane, alpinisti in difficoltà su percorsi d'alta quota repentinamente modificati dalla deglaciazione e così via. Fenomeni nuovi a scala secolare.
Luca Mercalli, Che tempo che farà, 2009

I ghiacciai sono il termometro naturale del pianeta: dalle grandi calotte polari alle Alpi si stanno riducendo ovunque e segnalano il problema del surriscaldamento globale.
Luca Mercalli, a Scala Mercalli, su Rai Tre, 2015

Il ghiacciaio [...] somiglia a una gigantesca onda bianca gelata all'improvviso.
Stephen O’Shea, Le Alpi, 2017

Che la montagna sia meno inquinata del mare lo dimostra il fatto che sui ghiacciai è difficilissimo trovare delfini morti.
Valerio Peretti (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La prima promessa dell'estate non è forse nei dolci riflessi della superficie dei laghi di montagna di cui si sia appena rotto il ghiaccio? Liquidi occhi della natura, azzurri o scuri o perfino color nocciola, profondi o bassi, limpidi o torbidi, tutti verdi vicino alla sponda, il colore della loro iride.
Henry David Thoreau (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: IcebergGhiaccio - Montagna - Neve 

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