Geoffrey Chaucer - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Geoffrey Chaucer (Londra ca. 1343-1400), scrittore, poeta, cantante e diplomatico inglese, noto soprattutto per il suo capolavoro, pervenutoci incompleto: I racconti di Canterbury (The Canterbury Tales, 1386-1400).
Geoffrey Chaucer
I racconti di Canterbury
The Canterbury Tales, 1386-1400 (postumo e incompleto 1478)

L'amore è la legge più grande che possa mai toccare a un uomo su questa terra, e per amore s'infrangono ogni giorno dappertutto le leggi e i giuramenti più assoluti.

I più gran dotti non sono gli uomini più saggi. 

Guadagni chi può, poiché tutto è da vendere.

L'ubriachezza è una vera sepoltura dello spirito dell'uomo, e del suo discernimento.

L'umiltà di cuore è di quattro specie: una è quando l'uomo si considera un nulla di fronte a Dio del cielo; l'altra, quando non disprezza nessun altro uomo; la terza è quando non si preoccupa anche se altri non lo tiene in nessun conto; la quarta è quando non gli dispiace umiliarsi. Anche l'umiltà di parola sta in quattro cose: nel parlar moderato, nella semplicità di parola, quando ciò che si dice con le labbra corrisponda a ciò che si pensa dentro il cuore, e infine quando si lodino le qualità d'un altro senza sminuirle. Anche l'umiltà di opere è in quattro modi: il primo è quando si pongano gli altri prima di sé; il secondo sta nello scegliere sempre il posto più basso, il terzo nell'accettare lietamente un buon consiglio; il quarto è di rallegrarsi sempre per la decisione dei propri superiori, di chi cioè sta più alto di grado.

Le parole devono corrispondere ai fatti.

O beato e prezioso vincolo del matrimonio, tu sei così, pieno di gioia e di virtù, così encomiabile e meritorio, che qualsiasi uomo che valga almeno un porro dovrebbe, per terra in ginocchio tutta la vita, ringraziare Iddio d'avergli mandato una moglie, o altrimenti pregare Iddio di mandargliene una che gli campi fino al termine dei suoi giorni.

Cos'è mai questo mondo! Che cosa può volere l'uomo? Ora è felice col suo amore, ed ora eccolo nella fredda tomba, solo, senza nessuno.

Guardate come il fuoco di pochi tizzoni, quasi morti sotto la cenere, si riaccenda appena siano toccati dallo zolfo: appunto così si riaccende l'ira, appena è toccata dalla superbia che si nasconde nel cuore dell'uomo. Perché il fuoco non può certamente nascere da nulla, a meno che non sia già dall'inizio per natura in qualcosa, come dall'inizio il fuoco nella selce che s'estrae con l'acciaio. E come la superbia è spesso motivo d'ira, così il rancore ne fa da nutrice e da custode.

Nella vita non bisogna essere troppo curiosi né dei segreti di Dio né di quelli della propria moglie.

Ogni cosa deve per forza perire. E chi determina tutto ciò se non Giove sovrano, principio e causa di tutte le cose, che tutto trasforma secondo il suo volere da cui tutto in effetti deriva? Non c'è creatura al mondo che possa opporsi a questo. Allora tanto vale far di necessità virtù, e accettare volentieri ciò che comunque non si può evitare e che prima o poi spetta a tutti. Pazzo è chi si lamenta o crede di potersi ribellare all'inevitabile!

Il saggio teme il suo nemico. 

Per un uomo è più onorevole morire nel fiore della propria integrità, quand'è sicuro di poter lasciare un buon nome e di non aver recato ignominia a sé o all'amico; e l'amico dovrebbe rallegrarsi della sua morte, molto più ora che onorato esala l'ultimo respiro, che non più tardi quando il suo nome sarà reso sbiadito dal tempo e il suo valore dimenticato. Meglio dunque è morire quando migliore è la fama.

Quel che le donne desiderano è poter dominare il loro marito o innamorato ed essere nel comando superiori a lui.

Un marito non deve essere troppo curioso, nella vita, né dei segreti di Dio né di quelli della propria moglie.
[A husband mustn't be curious, for his life, / about God's secrets or about his wife].

Un uomo deve per forza amare, è inutile che si metta a ragionare; non può farne a meno, neanche a costo di rischiare la vita, sia lei vergine, vedova o maritata.
Un marito non deve essere troppo curioso né dei segreti di Dio
né di quelli della propria moglie. (Geoffrey Chaucer)
Foto: Suzanne Cloutier e Orson Welles, Otello, 1952
Ballata del buon consiglio
XIV sec.

La grande pace si trova nelle piccole faccende.

Troilo e Criseide
Troilus and Criseyde, XIV sec.

Guai a chi è solo, perché se cade, non ha alcuno che lo soccorra.

Il parlamento degli uccelli
The Parliament of Fowls, XIV sec.

La natura, il vicario di Dio onnipotente.

La vita è così breve, l'arte così lunga da imparare.

Lo stolto non sa tacere.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Ben JonsonWilliam Shakespeare 

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