Fisiognomica - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sulla fisiognomica (o fisiognomonica, dal greco physis "natura" e gnosis "conoscenza"), disciplina pseudoscientifica che si propone di dedurre i caratteri psicologici e morali di una persona dal suo aspetto fisico, soprattutto dai lineamenti e dalle espressioni del volto. 
Come osserva Guido Morselli: "Il caso del freudismo, cioè di una dottrina medica che ha avuto echi importanti e persino sproporzionati, in campo letterario e filosofico, non è affatto nuovo come si potrebbe credere. C’è l’illustre precedente della frenologia e della fisionomica, che un secolo e mezzo fa raggiunsero una fama universale dando luogo a una vera e propria «moda» (come oggi la psicanalisi), I rispettivi iniziatori, Gall e Lavater, in qualche modo riuscirono a interessare seriamente e profondamente i rappresentanti della cultura contemporanea, dividendoli in fautori e avversari. Basta pensare che il grande Hegel sentì il bisogno di criticare la costruzione del Gall, il frenologo, nientemeno che nella austera Fenomenologia, una delle opere più densamente speculative che annoveri la storia della filosofia occidentale. Dunque, popolarità e prestigio enormi di. queste dottrine (di cui oggi non si parla che storicamente), in un’epoca nella quale, da notarsi, non esistevano i tramiti divulgativi dei «mass media». [Diario, 1938-1973].
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Nei tratti del nostro volto è scolpito il ritratto della nostra anima.
(Thomas Browne)
Fisiognomica
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È possibile inferire il carattere dalle sembianze, se si dà per assodato che il corpo e l'anima vengono cambiati assieme da influenze naturali: dico 'naturali' perché se forse, apprendendo la musica, un uomo fa qualche cambiamento alla sua anima, questa non è una di quelle influenze che sono per noi naturali; piuttosto faccio riferimento a passioni e desideri quando parlo di emozioni naturali. Se quindi questo è accettato e anche il fatto che per ogni cambiamento c'è un segno corrispondente, e possiamo affermare l'influenza e il segno adeguati ad ogni specie di animale, saremmo in grado di inferire il carattere dalle sembianze.
Aristotele,Analitici primi, IV sec. a.e.c.

Fisiognomica. Arte di determinare il carattere di un'altra persona esaminando le somiglianze e le differenze fra il suo volto e il nostro, che naturalmente rappresenta il modello di ogni eccellenza.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Il senso dell'intuitivo è la fisiognomica del sensibile.
Roberto Bazlen, Note senza testo, 1970 (postumo)

Nei tratti del nostro volto è scolpito il ritratto della nostra anima.
Thomas Browne, Religio Medici, 1642

Poiché il sopracciglio spesso dice il vero, poiché occhi e nasi hanno la lingua, e l'aspetto proclama il cuore e le inclinazioni basta l'osservazione ad istruirti sui fondamenti della fisiognomica....
Thomas Browne, Christian Morals, 1716 (postumo)

Spesso osserviamo che persone con tratti simili compiono azioni simili. Su questo si basa la fisiognomica.
Thomas Browne, Christian Morals, 1716 (postumo)

“L'apparenza inganna” [...]. Giungo allo Stabilimento di bagni di Regoledo. Mi seggo a tavola rotonda. Non conosco neppure di nome nessuno. Mi metto a pensare fra me stesso chi siano i vari miei commensali. Descrizioni diverse. Uno di faccia mi sembra un mercante di candele, un altro un falegname, un altro un piccolo d'osteria, un quarto un assassino ecc. ecc.; quella donna poi è sicuramente una meretrice; quell'uomo là in fondo, non c'è dubbio, è un ciabattino: pare ancora di vedergli il segno dello spago sulla fronte intorno ai capelli ecc. Ragioni scientifiche e sentimentali di tali supposizioni. Terminato il pranzo mi informo dei nomi dei miei diagnosticati. Tutti conti, marchesi e banchieri. L'apparente puttana è una dama di compagnia di una regina, il ciabattino è un principe ecc. Rinunzio a fare il fisiognomonista.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

A teatro, lo spettacolo che mi ha, sempre, interessato di più… sono gli spettatori. La platea e specialmente i palchi mi rappresentano altrettante vetrine, dove veggo esposta - in vive stampe - la merce umana. L'attenzione, per quanto poca, che ogni spettatore presta al palcoscenico, gli conferisce una transitoria immobilità, indispensabile a me, come a fotografo, per coglierne la fisionomia. E lì osservo che tutti gli uomini politici sono brutti e aggrondati, e così gli uomini d'affari. Vestiti di fustagno e incontrati in un bosco, si potrebbero pigliare per grassatori. La fisionomia burocratica pende invece al cretino. Vedo le belle donne e quelle che si credono belle, ecc. ecc.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

La fisiognomica è un tipo di osservazione, grazie alla quale dalle caratteristiche del corpo rileviamo anche le qualità dell'animo.[...] Se [gli occhi] saranno piuttosto grandi e con uno sguardo un po' umido, mostreranno un grande spirito, un'anima eccelsa e capace di grandissime cose, ma anche l'iracondo, l'amante del vino e il superbo senza misura: così dicono che fosse Alessandro il Macedone. [...] Se vedrai un naso pieno, solido e tozzo, come quello dei leoni e dei molossi, lo considererai segno di forza e arroganza. [...] La fronte quadrata, che ha la lunghezza quanto l'altezza, è indice evidentissimo di prudenza, saggezza, intelligenza, animo splendido.
Pomponio Gaurico, De Sculptura, 1504

Già gli antichi avevano intuito che esiste un rapporto molto stretto tra l’aspetto visivo, esteriore di una persona e il suo modo di essere interno: tra il dentro e il fuori. I greci scolpivano le statue degli dei o degli eroi con tratti bellissimi, perché ritenevano che un’anima bella potesse abitare solo in un corpo bello e non potesse esprimersi che attraverso lineamenti del volto altrettanto belli, ma soprattutto armonici.
Anna Guglielmi, Il linguaggio segreto del corpo, 2007

Come ci sono talenti parziali, così ci sono anche fisionomie parziali, in cui si riflettono astuzia, furbizia, intelletto ecc, ma non il generale. Esse invitano alla caricatura, mentre i volti generali, se così posso definirli, non possono essere deformati. Si pensi a Alessandro, Cesare, Napoleone, Goethe, Raffaello, e anche Richelieu le cui teste sono riconoscibili su pipe e tazze come sui quadri dei grandi maestri.
Friedrich Hebbel, Diari, 1835/63 (postumo 1885/87)

Quanto le disposizioni naturali siano influite dalle circostanze accidentali, assuefazioni ec. si può anche rilevare osservando le fisionomie. Le quali benché senza dubbio denotano certe e determinate disposizioni e qualità dell’animo, e i gradi loro; e nondimeno vediamo quanto di rado corrispondano al carattere effettivo degl’individui. Che se ciò è meno raro ancora di quel che dovrebbe, viene da questo che l’influenza delle assuefazioni sull'uomo è tanta, che stante la naturale corrispondenza fra l’interno e l’esterno, le assuefazioni che determinano il carattere dell’uomo, arrivano bene spesso a modificare la fisonomia quanto è possibile, e darle talvolta un’aria e significazione tutta diversa o contraria a quella che aveva naturalmente. Del resto quante persone le cui fisionomie indicano deciso talento, vivacità, bontà, ec. ec. sono sciocche, melense, scellerate, e viceversa!
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

C’è gente con un viso così grasso che può ridere sotto il grasso, al punto che neppure il più grande mago della fisiognomica si accorgerebbe di nulla, mentre noi poveri allampanati, con l’aria a fior di pelle, parliamo sempre un linguaggio con il quale non si può mentire.
Georg Lichtenberg, Aforismi, 1766/99 (postumo 1902/08)

Vedere il futuro è anche fisiognomica.
Georg Lichtenberg, ibidem

La fisiognomica affogherà nel suo stesso grasso. Le regole si accumuleranno e quelle chiare inganneranno così spesso...
Georg Lichtenberg, ibidem

Se la fisiognomica diventerà quello che si aspetta Lavater, si impiccheranno i bambini prima che abbiano compiuto delle azioni degne di forca. Ogni anno, dunque, ci sarà una nuova specie di cresima: un autodafé fisiognomico.
Georg Lichtenberg, Aforismi, 1766/99 (postumo 1902/08)

Di fatto in un viso che non sia troppo ben formato può esserci una certa aria di probità e di lealtà. Come, al contrario, ho letto talvolta fra due begli occhi indizi di una natura maligna e pericolosa.
Michel de Montaigne, Saggi, 1580/88

Si mentisce, sì, con la lingua, ma con il ghigno che si fa in quel momento si dice pur sempre la verità così nasce il fisionomista.
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

Sono dell'opinione che la fisiognomica non possa andare con sicurezza oltre l'enunciazione di alcune regole affatto generali, come per esempio queste: sulla fronte e negli occhi si può leggere il carattere intellettuale, nella bocca e nella metà inferiore del volto il carattere etico, le manifestazioni della volontà; - fronte e occhio si chiariscono a vicenda, ciascuna delle due cose, vista senza l'altra, è comprensibile solo a metà: - il genio non è mai senza una fronte alta, spaziosa, ben curvata; ma questa va spesso senza quello; - da un aspetto intelligente si può concludere all'intelligenza tanto più sicuramente, quanto più brutto è il viso, e da un aspetto stupido alla stupidaggine tanto più sicuramente, quanto più bello è il viso; perché la bellezza, come adeguatezza al tipo dell'umanità, porta già in sé e per sé anche l'espressione della chiarezza intellettuale, mentre la bruttezza opera al contrario.
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819

Disturbante è l'applicazione della ragione alla comprensione della fisionomia; essa deve avvenire immediatamente per mezzo dell'intelletto: l'espressione, il significato dei lineamenti si possono solo sentire, si dice, cioè appunto non rientra nei concetti astratti.
Arthur Schopenhauer, ibidem

Nella vita comune, ognuno osserva con attenzione la fisionomia di ogni individuo che gli si presenta, cercando di riconoscere anticipatamente e in segreto, il suo essere morale e intellettuale dai tratti del viso. Tutto questo non avverrebbe, se, come asseriscono certe persone stolte, l'aspetto dell'uomo non avesse significato, poiché, come affermano, l'anima sarebbe una cosa e il corpo un'altra cosa, e starebbe all'anima, come l'abito sta al corpo stesso.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Ogni volto umano è un geroglifico che si lascia decifrare, e il cui alfabeto ognuno porta in sé già pronto.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Tutti quanti partono tacitamente dal principio fondamentale, che ognuno sia come ci sembra a giudicarlo dal suo aspetto esterno: questo principio è effettivamente giusto; però la difficoltà sta nel saperlo adoperare, questa capacità è in parte innata, in parte dev'essere conquistata, mediante l'esperienza: ma nessuno riesce a portare questo sapere alla perfezione; perfino il più abile in questo campo commette ancora errori. Tuttavia, il viso non mentisce − checché ne dica Figaro − invece siamo noi che vi leggiamo ciò che non vi è.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Quando un individuo è solo e rimane abbandonato a sé stesso navigando nel liquido dei propri pensieri e delle proprie sensazioni, - soltanto allora è sé stesso in modo completo. In quel momento uno sguardo fisiognomico, profondamente penetrante, può afferrare l'intero suo essere in una volta sola, in linea generale. Poiché sul suo viso, per se stesso, è impresso il tono fondamentale di tutti i suoi pensieri e di tutte le sue aspirazioni, l'arrét irrevocable di ciò che egli deve essere e che sente di essere pienamente soltanto quando è solo.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Se non altro per questo, la fisiognomica è un mezzo essenziale per la conoscenza degli uomini; poiché la fisionomia, nel senso più stretto, è l'unico campo, nel quale i loro artifici simulatori non arrivano; quegli artifici, infatti, toccano solo l'elemento patognomico, la mimica. Appunto perciò raccomando di considerare ogni persona, quando si trova sola, e abbandonata a se stessa, e prima di aver parlato con essa; in parte, perché soltanto allora si ha davanti a sé, pura e non mischiata con altri elementi, l'essenza fisiognomica, mentre durante la conversazione subentra immediatamente l'elemento patognomico e l'individuo allora mette in opera le arti di simulazione che ha imparato; in parte perché ogni relazione personale, anche la più fuggevole, ci rende parziali e percib intorbida soggettivamente il nostro giudizio.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Per l'osservatore sagace, la fisionomia è quasi sempre il ritratto del carattere.
Louis-Philippe de Ségur, Pensieri e massime, 1823

Note
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