Estraneità - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sull'estraneità e sul sentirsi estraneo a un gruppo di persone, a una società, a un determinato ambiante, ecc. Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sull'alienazione, l'anonimato e gli estranei. [I link sono in fondo alla pagina].
L'estraneità non è solo una manifestazione psicopatologica, ma è una
possibilità originaria della condizione umana dell'esistenza.
(Eugenio Borgna)
Estraneità
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L’esperienza del disagio psichico si concretizza in una sensazione di mal d’essere, di estraneità rispetto alla propria esistenza abituale (in termini colloquiali si potrebbe dire che «ci si sente come un pesce fuor d’acqua»). Questa sensazione è transitoria, limitata nel tempo cronologico, ma si inscrive nella memoria ed è lì che può perdurare: esce dal tempo cronologico e permane nella dimensione del tempo psicologico.
Vittorino Andreoli, I segreti della mente, 2013

L'estraneità non è solo una manifestazione psicopatologica che si osserva sia nel circolo formale schizofrenico, sia nel circolo formale depressivo, ma è una possibilità originaria della condizione umana dell'esistenza.
Eugenio Borgna, I conflitti del conoscere, 1988

Nella condizione di estraneità non si appartiene più al mondo della vita; si è in una distanza irreale ed enigmatica che toglie consistenza alle realtà cosali e personali immerse in una spirale di negazioni e di dissolvenze.
Eugenio Borgna, I conflitti del conoscere, 1988

Ci sentiamo estranei a un uomo molto superbo; o molto dotto; o molto alto; o molto vecchio. Forse la parete e la barriera non stanno negli altri. Cerchiamo pretesti per giustificare la nostra estraneità nei riguardi del resto del mondo.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

La curiosa impressione di estraneità che porta con sé il ricordo di un periodo per noi doloroso, da molto tempo dimenticato e che ritroviamo ora assolutamente privo di importanza.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d'avere: l'estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t'aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
Italo Calvino, Le città invisibili, 1972

Ecco l'estraneità: accorgersi che il mondo è "denso", intravedere fino a che punto una pietra sia estranea e per noi irriducibile, con quale intensità la natura, un paesaggio possano sottrarsi a noi. Nel fondo di ogni bellezza sta qualche cosa di inumano, ed ecco che le colline, la dolcezza del cielo, il profilo degli alberi perdono, nello stesso momento, il senso illusorio di cui noi li rivestivamo, piú distanti ormai che un paradiso perduto. L'ostilità primitiva del mondo risale verso noi, attraverso i millenni.
Albert Camus, Il mito di Sisifo, 1942

Lo stesso sentimento di estraneità, di gioco inutile, ovunque io vada: fingo di interessarmi a ciò che mi è indifferente, mi dimeno per automatismo o per carità, senza essere mai partecipe, senza essere mai da nessuna parte. Ciò che mi attira è altrove, e questo altrove non so cosa sia.
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

Le cose oggi sono giunte a tal punto che effettivamente deve sorgere un senso di estraneità e una nausea pel mondo che abbiamo d'intorno e che si affaccia la tentazione non solo di «rompere la penna» ma anche di lasciare, in un distacco assoluto, che i processi in corso abbiano libera via, augurandosi perfino che essi si accelerino per poter sorridere sarcasticamente, quando il ciclo si chiuderà.
Julius Evola, su Il Conciliatore, 1963

Un uomo che non partecipa alla vita della comunità, che si estranea, è un morto che cammina. Ci sono tante persone, anche giovani, che tirano a campare.
Dario Fo (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

A differenza di tutti gli esseri che popolano la terra, l'uomo pensa, e ogni pensiero gli racconta la sua totale estraneità alla terra. 
Umberto Galimberti, La terra senza il male, 1984

Chi proviene da altro luogo, a quelli del luogo appare strano, non familiare, incomprensibile. Allo stesso modo il luogo che lo straniero si trova ad abitare è per lui estraneo e perciò carico di solitudine. Angoscia e nostalgia della patria sono parte del destino dello straniero che, non conoscendo le strade del paese estraneo, girovaga sperduto. Se poi impara a conoscerle troppo bene, allora dimentica di essere straniero e si perde in un senso più radicale perché, soccombendo alla familiarità di quel mondo non suo, diventa estraneo alla propria origine. Nell'alienazione da sé l’angoscia sparisce, ma incomincia la tragedia dello straniero che, dimenticando la sua estraneità, dimentica anche la sua identità.
Umberto Galimberti, Gli equivoci dell'anima, 1987

Guai a imboccare, per convenienza o per debolezza, una scelta che non è la nostra, guai a essere stranieri nella propria vita. La forza d'animo, che è poi la forza del sentimento, ci difende da questa estraneità, ci fa sentire a casa, presso di noi. Qui è la salute. Una sorta di coincidenza di noi con noi stessi, che ci evita tutti quegli "altrove" della vita che non ci appartengono e che spesso imbocchiamo perché altri, da cui pensiamo dipenda la nostra vita, semplicemente ce lo chiedono, e noi non sappiamo dire di no.
Umberto Galimberti, L'ospite inquietante, 2007

La mia anima fa domande al mio cuore, ma io rimango sconosciuto, sommerso da un silenzio spaventoso. I miei pensieri sono estranei al mio corpo e, davanti allo specchio, vedo sul mio volto qualcosa che la mia anima non scorge e trovo nei miei occhi quel che il mio io più profondo non vi trova.
Kahlil Gibran, Segreti del cuore, 1947 (postumo)

Ho viaggiato in Oriente e in Occidente, e infine sono tornato, poiché mi sono sentito un estraneo in ogni luogo... Spesso ci sentiamo estranei a noi stessi!
Kahlil Gibran, Segreti del cuore, 1947 (postumo)

La realtà in cui viviamo oggi non è forse crudele come quella creata dai nazisti ma certi suoi meccanismi hanno leggi di fondo molto simili che offuscano l'individualità dell'uomo e lo portano a rifiutare obblighi e responsabilità verso il destino degli altri. E una realtà sempre più dominata dall'aggressività, dall'estraneità, dall'incitamento all'odio e alla paura; dove il fanatismo e il fondamentalismo sembrano farsi più forti ogni giorno mentre altre forze perdono la speranza di un cambiamento.
David Grossman, su la Repubblica, 2007

L’estraneità impedisce di guardare ciò che è estraneo, la familiarità, non consente di riconoscere ciò che è familiare.
Hugo von Hofmannsthal, Il libro degli amici, 1922

Solo l'estraneità è universale.
Julia Kristeva, Nations without Nationalism, 1993

Un uomo che si riveste di un atteggiamento a lui estraneo diverge da sé stesso quando ritorna nei panni di quello che gli è proprio, come una maschera diverge da un volto.
Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688

Solo l'estraneità crea il fascino ma non solo la familiarità lo distrugge.
Roberto Morpurgo, Pregiudizi della libertà, 2006

L'amore vuole risparmiare all'altro, al quale si consacra, ogni senso di estraneità, conseguentemente è tutto un fingere e un assimilarsi, un continuo ingannare e recitare la commedia di un'eguaglianza che in verità non esiste.
Friedrich Nietzsche, Aurora, 1881

Ritengo, a volte, che sia tutto falso, e che il tempo non sia che una cornice dove inserire ciò che gli è estraneo.
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

Il déjà vu non trasmette quel senso di familiarità che è tipico del ricordo vero, ma si associa piuttosto a un senso di estraneità e di vaghezza, all'impressione che la realtà sia un sogno: il déjà vu rivela infatti molti punti di contatto con il sentimento di depersonalizzazione, che trae origine dall'impressione di percepire se stessi in modo incompleto e imperfetto.
Marco Piccolino, Neuroscienze controverse, 2008

Infelice colui che non può stringere al cuore una persona senza sentirsi infastidito dall'aroma dell'anima estranea.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Nell'amore si scontrano due estraneità, due contrari, due mondi fra i quali non esistono e non potranno mai esistere quei ponti che ci collegano con ciò che ci è affine, omogeneo, familiare.
Lou Andreas Salomé, La materia erotica., a cura di Jutta Prasse, 1979

È sempre meglio tendersi freddamente la mano sopra il profondo abisso di un'eterna estraneità piuttosto che abbracciarsi commossi sopra i gorghi ingannevoli della comprensione.
Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927

Cosa malinconica la fusione di due corpi estranei, o quasi. Piacere sommario, misto d'inquietudine e di sospetti. L'antico pudore rinasce e rende incerti e goffi anche i più rotti alle galanterie se la grande ondata dell'amore non arriva a rendere puri e sani tutti gli atti e i più segreti e vivi, della carne infiammata.
Ardengo Soffici, La giostra dei sensi, 1920 

Quando non ci si sente del tutto a proprio agio nel mondo, ma come estranei anche in casa propria; quando non ci s’intende – non ci si può intendere – con gli altri pur parlando la stessa lingua; quando si disprezza sopra ogni cosa proprio ciò su cui la maggioranza pone maggior valore; quando ciò che ci circonda ci appare brutto o imbruttito dalla presenza e dall'intervento umano; quando, insomma, i cosiddetti propri simili sembrano appartenere a una specie avversa, diversa dalla propria, e ci si riconosce soltanto raramente con qualche altro essere sperduto nello spazio o nel tempo, non resta che il disgusto – unica vera passione a tenerci ancora legati a questo malo mondo.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Sono uomo: nulla di ciò che è umano mi è estraneo.
Publio Terenzio Afro, Il punitore di sé stesso, 163 a.e.c.

La diversità non è reazione alla norma, ma estraneità ad essa.
Cesare Viviani, Il sogno dell'interpretazione, 1989

Si può valutare assai bene l'estraneità del genio in questo mondo dalle domande sciocche che gli vengono rivolte.
Richard Wagner, Il libro bruno, 1865/82

Là dove una vita non ha più confini netti e le identità non sono più precise e stabili, […] là dove i pronomi plurali "noi" e "loro" non hanno più un referente stabile, l'estraneità è universale.
Michael Walzer, Sulla tolleranza, 1997

L’uomo occidentale non è sicuro di sé anche se è assistito dal linguaggio, dalla cultura, dalle relazioni sociali, dal potere della scienza e da protesi tecnologiche sempre più sofisticate e potenti, delle quali si serve per ampliare l’ambito della sua esperienza e migliorare la qualità della sua vita. E con lo sviluppo della “modernità” e del “benessere” sembra aumentare anche un senso di estraneità al mondo, di diffidenza verso il prossimo, di crescente insicurezza collettiva.
Danilo Zolo, Sulla paura, 2011

Note
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