Karen Blixen - Le frasi più belle e significative

Selezione delle frasi più belle e delle citazioni più significative di Karen Blixen, pseudonimo di Karen Christentze Dinesen, baronessa von Blixen-Finecke (Rungsted 1885 - Copenaghen 1962), scrittrice e pittrice danese.
Karen Blixen
Sette storie gotiche
Syv fantastiske Fortællinger, 1934

Conosco una cura per tutto: l'acqua salata [...] in un modo o in un altro. Il sudore, le lacrime o il mare.

Ci sono molte vie per giungere alla verità, e il Borgogna è una delle tante.

Che cos'è l'uomo, quando ci pensi, se non una macchina complicata e ingegnosa per trasformare, con sapienza infinita, il rosso vino di Shiraz in orina?

Non dal volto si conosce l'uomo, ma dalla maschera.

La mia Africa
Afrikanske farm, 1937 - Selezione Aforismario

Chi di notte, dormendo, sogna, conosce un genere di felicità ignota nel mondo della veglia: una placida estasi e un riposo del cuore che sono come il miele sulla lingua. Sa anche che la vera bellezza dei sogni è la loro atmosfera di libertà infinita: non la libertà del dittatore che vuole imporre la sua volontà nel mondo, ma la libertà dell'artista privo di volontà, libero dal volere.

Gli europei hanno perso la facoltà di creare miti e dogmi, e, per soddisfare questo bisogno umano, devono ricorrere al retaggio del passato. La mente dell'africano, invece, si muove con facilità e naturalezza per quei sentieri profondi e oscuri.

I bianchi di solito cercano in tutti i modi di proteggersi dall'ignoto e dagli assalti del fato. L'indigeno, invece, considera il destino un amico, perché è nelle sue mani da sempre; per lui, in un certo senso, è la sua casa, l'oscurità familiare della capanna, il calco profondo delle sue radici.

L'Africa, fra tutti i continenti, insegna questo: che Dio e il Diavolo sono uno, la maestà coeterna, non due increati ma un solo increato.

Il piacere del vero sognatore non dipende dalla sostanza del sogno, ma da questo: tutto quello che accade nel sogno non accade solo senza il suo intervento, ma fuori del suo controllo.

In Africa, quando si trova un libro che ci piace, fra l'ammasso di letteratura nefasta che le povere navi sono costrette a portare fin laggiù dall'Europa, lo si legge come ogni scrittore vorrebbe si leggessero i suoi libri: pregando Dio che possa essere fino in fondo bello come al principio.

L'Africa e l'Europa hanno della giustizia due idee diverse, incompatibili fra loro. Per l'africano c'è un solo modo di controbilanciare le catastrofi dell'esistenza: dare qualcosa in cambio.

L'aria, in Africa, ha un significato ignoto in Europa: piena di apparizioni e miraggi, è, in un certo senso, il vero palcoscenico di ogni evento.

La cosa più vicina al sogno, nel mondo della veglia, è la notte in una grande città, dove tutti sono sconosciuti per tutti, o la notte in Africa.

La foresta africana è piena di mistero. Pare di addentrarsi nei meandri di un antico arazzo, scolorito o annerito qua e là dal tempo, ma meravigliosamente ricco di sfumature verdi. Il cielo non si scorge, là dentro, ma i raggi del sole, penetrando fra le foglie, accendono strani giochi di luce. I rampicanti appesi dappertutto e i funghi grigi simili a barbe fluenti, sugli alberi, le danno un'aria segreta.

Quando si riesce a cogliere il ritmo dell'Africa, ci si accorge che è identico in tutta la sua musica.

Quando gli africani parlano della natura di Dio ne parlano come le Mille e una Notte, o come gli ultimi capitoli del libro di Giobbe: è la stessa qualità, il suo infinito potere di immaginazione, che li colpisce.

Amare la donna e la femminilità è proprio del maschio, come amare l'uomo e la virilità è proprio della donna; allo stesso modo la gente del nord è attratta dai paesi e dalle razze del sud.

Ripensando alla mia vita in Africa, la vedo come l'esistenza di chi, da un mondo sempre frettoloso e pieno di chiasso, arriva nel mondo della quiete.
Non dal volto si conosce l'uomo, ma dalla maschera. (Karen Blixen)
Racconti d'inverno
Winter's Tales, 1942

L'uomo e la donna sono due scrigni chiusi a chiave, dei quali uno contiene la chiave dell'altro.

Capricci del destino
Anecdotes of Destiny, 1958

Le perle sono frutto del mistero e dell'avventura: chi segue la carriera di una perla raccoglie tanto materiale da trarne cento favole.

Le perle sono come i lamenti dei poeti: un malanno trasformato in bellezza.

Come può raggiungere l'equilibrio una creatura la quale non voglia rinunciare all'idea della speranza e del rischio?

Chiunque sia nemico degli angeli è nemico di Dio, e chiunque sia nemico di Dio non ha più speranza. Io non ho speranza, e senza speranza non si può volare. Ecco perché non ho pace.

Ombre sull'erba
Shadows on the grass, 1960

Alcuni dicono che il potere di sognare è una prerogativa dell'infanzia e della giovinezza, e che mano a mano che la nostra vista e il nostro udito si indeboliscono la nostra abilità di sognare se ne va con loro. La mia esperienza personale mi insegna che è il contrario.

Due elementi omogenei non potranno mai formare un tutto... Uomo e donna diventano un'unità creativa da un punto di vista sia fisico che spirituale, grazie alla loro diversità. Un bottone e un occhiello sono un'unità, una chiusura; ma di due bottoni non se ne fa nulla.

Ehrengard
1963 (postumo)

Il destino di farsi sedurre è il privilegio della donna, che l'uomo può a ragione invidiarle.

Ci sono donne che regalano la pienezza della propria femminilità in un sorriso, un'occhiata in tralice o un valzer, e altre che la donano nelle loro lacrime.

L'innocente figura di Cupido, l'amore stesso fatto persona, che ignora la passione e ne è immune, è la più fatale delle bambole.

Fonte sconosciuta
Selezione Aforismario

La passione dell’uomo per il mare è esente da egoismi. Egli non può coltivarlo, non può berne l’acqua, muore se vi affonda. Eppure lontano dal mare sente una parte della propria anima morire, dissolversi, come una medusa gettata a riva.

Molte donne affrontano sofferenze pari a uno scorticamento quotidiano per conservare non la giovinezza, ma una sua parvenza, e farebbero qualunque cosa per riavere davvero quella giovinezza che per loro rappresenta il paradiso

Non credo nel male, credo solo nell'orrore. In natura non esiste alcun male, ma soltanto orrore in abbondanza: le epidemie, i flagelli, le formiche, i vermi.

Ogni pena può essere sopportata se la si narra, o se ne fa una storia.

Per essere felici ci vuole coraggio. 

Probabilmente è giusto per gli essere umani vivere come nomadi ed è contro natura avere un focolare sempre nello stesso posto. Ci si sente veramente liberi quando si può camminare dove si vuole attraverso le pianure, raggiungere il fiume al tramonto, montare la tenda, e l'indomani dormire sotto altre piante.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Françoise Sagan

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