Umberto Cerroni - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Umberto Cerroni (Lodi 1926 - Roma 2007), giurista e saggista italiano. Dal 1976, Umberto Cerroni ha insegnato per più di venti anni Scienza della politica nella Facoltà di Sociologia dell'Università "La Sapienza" di Roma.
La Verità è quello che cerchi quando ancora non sai cosa sia, ma sai che c'è.
(Umberto Cerroni)
Carte della crisi
Taccuino politico filosofico
© Editori Riuniti, 1978 - Selezione Aforismario

Il meccanismo della crisi è unico. Non si risana l'economia senza risanare lo Stato. Non si risana lo Stato senza risanare l'economia. Infatti da anni non si risana né l'economia né lo Stato. Il miracolo economico è stato, evidentemente, anche un miracolo politico.

Se la società borghese è, come la definì Carlyle, l'anarchia più un poliziotto, la società comunista, che ne è la critica storica operativa, dovrebbe essere definibile come l'organizzazione senza poliziotti.

Bisogna tollerare tutti, salvo gli intolleranti.

Ha scritto Popper "Io congetturo che l'origine della vita e l'origine dei problemi coincide". La congettura è certamente esatta. Si tratta però di decidere un fondamentale corollario: se i problemi nascono con la vita, significa forse che la vita è soltanto un problema.

Il governo tende a divenire un puro mediatore del sottogoverno. Estromettendo la logica politica che vorrebbe il primato dei corpi deliberativi e rappresentativi, il governo resta esso stesso prigioniero di ciò che dovrebbe dirigere. Spossessato il popolo di funzioni di intervento e partecipazione, resta poi spossessato anche il parlamento. Ma spossessato il parlamento, resta poi spossessato anche il governo!

La democrazia partecipata può trarre vantaggio dal decentramento, ma non vi si può esaurire. Non si tratta infatti soltanto (né tanto) di decentrare il vecchio apparato statale, ma di battere il verticismo manageriale del nuovo Stato interventista clientelare feudalizzato.

La magistratura non può essere indipendente dalla sovranità popolare. Deve essere indipendente dall'esecutivo. La sua organizzazione non deve perciò essere castale, ma collegiale e aperta: democratica. I giudici debbono fare buone sentenze, non sentenze buone per la carriera.

Il pensiero borghese non può concepire proprietà senza lavoro, ma può concepire lavoro senza proprietà. ma forse proprio l'idea che ogni proprietà derivi da lavoro può legittimare l'altra idea che non tutti i lavori conducano alla proprietà.

Diceva Marx che sarebbe più giusto far l'esame di calzolaio che non l'esame di impiegato statale. Come che sia, il cittadino dovrebbe poter controllare il lavoro del pubblico funzionario come quello del calzolaio. Che senso ha, altrimenti, l'intestazione delle sentenze « In nome del popolo italiano»? Non significherà «Invece del popolo italiano»?

La logica dei corpi separati tocca il culmine nei corpi segreti. Essendo cosi separati da risultare segreti, essi possono bellamente sovvertire le funzioni per le quali si invoca la separazione fino al segreto. Il servizio di spionaggio è la verità rivelata della divisione dei poteri.

Si ha la sensazione che uno dei compiti essenziali dei servizi di sicurezza tenda a divenire quello di creare l'insicurezza per giustificare la propria esistenza. L'organo sviluppa la funzione.

Non ho mai capito perché il preside di una facoltà universitaria può essere eletto direttamente dai suoi colleghi professori, mentre il preside di un liceo deve passare un esame. Evidentemente si considera più difficile governare gli studenti liceali che gli studenti universitari.

Ha detto Ionesco che "non c'è avvenimento catastrofico in questo mondo che liberi dalla noia". Ma, quel che è peggio − nel mondo moderno − si è che spesso è proprio la noia che spinge verso avvenimenti catastrofici.

Che cosa fanno oggi i filosofi?
© Bompiani, 1982

La Verità è quello che cerchi quando ancora non sai cosa sia, ma sai che c'è.

Il pensiero politico italiano
© Newton Compton, 1995

Il dibattito attorno ai caratteri differenziali della identità italiana ha spesso sottolineato le anomalie della formazione storica e civile dell'Italia e degli italiani. Naturalmente, l'Italia presenta caratteristiche specifiche e gli italiani caratteri propri, ma ciò non significa affatto che le une e gli altri siano dati di natura non riconducibili a processi storici generali comuni agli altri paesi dell'Occidente europeo. Del resto, anche chi sottolinea la peculiarità della nazione e dello Stato italiano, e quindi anche della identità «antropologica» degli italiani, lo fa appunto rapportandole per differentiam ai caratteri delle altre nazioni occidentali.

Il ruolo svolto dalla Chiesa cattolica nella storia e nella cultura degli italiani è stato generalmente valutato sotto profili fortemente ideologizzati. È stato sottolineato principalmente il ruolo spirituale svolto dalla Chiesa nella ispirazione della cultura e dell'arte italiana. Minore rilievo ha l'analisi del ruolo politico-istituzionale che la Chiesa ha svolto. Del tutto trascurato, in particolare, è il ruolo svolto dallo Stato della Chiesa, unico caso di potere temporale in Occidente. 

Machiavelli è il primo grande pensatore politico italiano completamente e definitivamente affrancato da ogni dipendenza culturale dalla teologia e dalla cultura cattolica: è anche il primo pensatore politico europeo interamente laico, che non fa più ricorso alle sacre scritture, cui si riferiranno ancora Hobbes e Locke.

La democrazia italiana è oggi chiamata a stimolare soprattutto la crescita della cultura in uno Stato di recente formazione politica e in un paese che amministra una parte essenziale dei beni culturali del mondo e fa da cerniera fra l'Occidente e l'Oriente. Le grandi tradizioni intellettuali italiane consentono di sperare in una definitiva stabilizzazione della democrazia e in un contributo ulteriore all'unificazione europea e al sistema democratico internazionale.

Libro di Umberto Cerroni
Carte della crisi
Taccuino politico filosofico (1975-1977)
Editore: Editori Riuniti, 1978

Parfois je pense et parfois je suis (Valéry). Forse è questa una specifica caratteristica dell'intellettuale moderno, che riflette nel suo stesso carattere la struttura lacerata della nostra società. Nella spinta alterna a pensare e a vivere, infatti, c'è assai più della coesistenza dei due tipici atteggiamenti dell'uomo fissati da Jung, introversione e estroversione. V'è, piuttosto, la latente percezione della unilateralità del pensare e della insufficienza dell'essere in un mondo che pressantemente domanda alla ragione la verifica della vita e alla vita una dignità di ragione. Per questo la riflessione intellettuale plana nella vita sociale e politica fino alle profondità esistenziali che il filosofo tradizionale disprezzava. E per questo, sempre di più, la quotidianità si addensa di problemi intellettuali che rimandano continuamente verso le sponde della ragione non solo le nostre debolezze pratiche, ma persino le nostre pratiche soddisfazioni. Evasione non è soltanto una vita intellettuale disancorata, ma anche una vita pratica ferma nella bonaccia.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Piergiorgio Bellocchio - Alberto Asor RosaSergio Ricossa

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