Federigo Tozzi - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Federigo Tozzi (Siena 1883 - Roma 1920), scrittore italiano. Come si legge su Wikipedia, Federigo Tozzi, "per lungo tempo misconosciuto, è stato rivalutato solo molti anni dopo la sua scomparsa ed è ormai considerato uno dei più importanti narratori italiani del Novecento, oggetto di un'attenzione critica sempre crescente". Federigo Tozzi lasciò le sue opere per lo più inedite oppure disperse tra giornali e riviste: spettò al figlio Glauco il riordinamento del materiale che fu, in parte, pubblicato postumo.
Federigo Tozzi
Bestie
1917

Che chiarità tranquille per queste campagne, che si mettono stese per stare più comode! Che silenzii là dall'orizzonte e dentro di me!

Leggerò, forse, fino a stasera; ma il libro non lo chiuderò; resterà aperto tutta la notte e troverò i sogni su le pagine come se fossero figure.

Ecco la sera, quando le cose della stanza diventano pugnali che affondano nella mia anima; maniche che mi attendono. Qualche altra volta mi erano sembrate – libri, tavoli, sedie, tagliacarte, cuscini, lampade, pareti – poemi immensi. Mai, in nessun modo, sono riuscito ad essere indipendente dinanzi a loro.

Con gli occhi chiusi
1919

Andava verso la città sovra la quale si raccoglieva una dolcezza d'azzurro, tra le colline l'una più soave dell'altra. Quella bellezza meravigliosa l'umiliava.

Vi sono esseri che non chiedono nulla a nessuno e rinunziano a tutto; e, non essendo rispettati come gli altri, pare che di loro se ne possa fare quel che si vuole.

Il podere
1921 (postumo)

Anche gli avvocati, con noi poveri, si comportano come tutti gli altri.

Barche capovolte
1911-1981 (postumo)

Le più grandi leggi sono indefinibili; si intravedono soltanto come orizzonti di quiete, come una promessa lontana di felicità.

Molte volte la vita è simile a una grande violenza. Tutte le ombre, anche le più lontane, stanno sopra a noi; e la nostra anima diviene silenziosa per le orme del meriggio che cominciano a scintillare. E tutte le cose vengono incontro a noi, come una marea.

Nessuno comprende che molta parte della bellezza è bontà.

Talvolta sento la mia anima piena di occhi chiusi.

Talvolta le cose morte agiscono sopra la nostra volontà; e noi collochiamo la vita in una strada che è fuori delle nostre forze.

Talvolta, vogliamo essere indifferenti al bene che riceviamo d'alcuno. Anzi, accettiamo i suoi doni con una ironia crescente, che dissimuliamo molto bene. L'assiduità del donatore ci attedia, e non gli perdoniamo quando egli si dimentica di noi.

Vi sono cose in noi che divengono sempre maggiori e più insistenti, e finiscono con l'avere tutta la nostra attenzione attiva. Molte volte la vita è come un velo immenso che copra a metà la nostra anima. Che cosa avviene sopra quel velo?
La tolleranza è indifferenza: chi crede vuole che gli altri credano.
(Federigo Tozzi)
Novale
Diario, 1925

A volte, anzi spesso, la sincerità non piace alle donne, perché essa ha la disgrazia di essere troppo rude.

Io sono d’un temperamento nervosissimo, eccitabile fino all'eccesso; capace di piangere (io che sono ateo) dentro una chiesa, di tremare al suono d’una musica, d’avere illusioni e allucinazioni.

La donna, per me, nuota dentro un infinito d’idealità da cui malamente posso togliere il mio spirito. E pure dalla donna non ho avuto che amarezze.

Il bisogno d’amare è innato in me; bisogno strano, amaro, infelice. Una donna non mi farà mai contento. Siccome io l’amo secondo i suoi meriti e sento l’amoroso dovere di ricompensarla in più, quanto più ella accresce il suo affetto tanto più io accresco il mio, già superiore, e quindi avrò sempre quel senso di dispiacere che proviamo quando si crede di non essere amati bastantemente. Questo è il mio supplizio di Tantalo...

Non tutti i giorni della mia vita hanno il riso della giovinezza e la gioia di un cuore soddisfatto.

Ho bisogno d’illusioni.

La donna che mi ama non mi piace tanto quanto quella che scorgo di lontano soffusa dietro il velame desiderato dello ignoto.

Tutto è stato per me un passare tra la vita per giungere a completare la mia anima.

Una volta gli angeli scendevano volentieri dai loro troni lucenti per consolare gli uomini, ma ora, ohimè, la sola leggenda ci rimane per rimpiangerli.

Scritti vari
Selezione Aforismario

Come i figli assomigliano i padri, e la carne nasce medesima dalla carne, così l'anime dalle anime.

Diamo fuoco alle logge.

Reazionari, invochiamo e propugnamo a viso aperto, contro i figuri demagogici la necessità del boia; cattolici, mentre le monarchie vacillano, difendiamo la Chiesa. La tolleranza è indifferenza: chi crede vuole che gli altri credano.

L'uomo che cerca Dio esalta la propria individualità; perché cercare Dio significa spingere l'anima fin dove le è concesso di arrivare; e più in là non è possibile. E io non temo nessuno, all'infuori di Dio che è in me.

Noi dopo avere ansimato, in una notte afosa, per viottoli serpeggianti che sboccavan su precipizi e in paludi, abbiamo ritrovato la Via, la Verità e la Vita. Per questo ci arroghiamo il diritto di rampognare gli erranti.

Quando l'uomo respinge Dio, diventa servo delle passioni, tiranneggiato dalla bestia interna, affumicato dall'ignoranza, pazzo.

Vi sono dolcezze che fanno male quanto il dolore.

Voglio lasciare inalterati, così come sono e si presentano in una qualunque porzione di realtà guardata, tutti gli elementi della vita.

Tu mi possiedi mille volte di più che se noi vivessimo insieme. L'ombra tua invade la mia anima di voluttà.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Italo Svevo

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