Elettroshock - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sull'elettroshock o terapia elettroconvulsivante (TEC), tecnica terapeutica usata in psichiatria che consiste nell'induzione di convulsioni nel paziente mediante passaggio di una corrente elettrica attraverso il cervello. L'effettiva utilità e opportunità di questa tecnica è tutt'oggi molto dibattuta; in ogni caso, con l'introduzione degli psicofarmaci, questo genere di trattamento è andato sempre più diminuendo.
Come scrive Umberto Galimberti, l'elettroshock "è una terapia caratterizzata dal passaggio per breve durata (da 0,1 a 0,8 secondi) di corrente elettrica alternata con un voltaggio compreso tra i 110 e i 140 volt, mediante due elettrodi posti simmetricamente sulla cute delle regioni frontotemporali (elettroshock bilaterale) oppure mediante un elettrodo al vertice della teca cranica e uno in regione temporale (elettroshock unilaterale). L'impiego di questa terapia, che è andato scemando per le critiche sulla liceità circa l'uso di uno strumento meccanico per curare disturbi psichici, per l'indeterminatezza delle sue modalità d'azione e per i suoi effetti a lunga scadenza, trova indicazioni per le depressioni endogene dove si registra il massimo di efficacia, per gli arresti psicomotori e per i casi di schizofrenia catatonica. Le controindicazioni fanno riferimento ai danni miocardici, alle vasculopatie cerebrali e ai disturbi a carico della memoria specie per i fatti più recenti". [Dizionario di psicologia, 1992].
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla schizofrenia, gli psicofarmaci, la lobotomia e la camicia di forza. [I link sono in fondo alla pagina].
Praticare l'elettroshock è come dare un pugno a una radio rotta.
(Franco Basaglia)
Elettroshock
© Aforismario

Io ero venuto qua per fare l'elettroshock, però è mancata la corrente. 
Woody Allen, in Io e Annie, 1977

In casi di ricovero volontario, è bene valutare con attenzione le opzioni disponibili e controllare se le strutture sono adeguate al caso specifico. Questa fase di raccolta delle informazioni è fondamentale per non trovarsi di fronte a brutte sorprese. Per esempio, esistono case di cura che usano ancora l’elettroshock e bisogna domandarsi se è davvero questa la tecnica terapeutica che si cerca o se non è meglio rivolgersi a un’altra struttura.
Vittorino Andreoli, I segreti della mente, 2013

L'elettroshock [...] mi riduce alla disperazione, porta via la mia memoria, annichilisce la mia mente e il mio cuore, mi trasforma in qualcuno che è assente e che conosce di essere assente, e si vede per settimane ad inseguire il suo essere, come un uomo morto a fianco di uno vivo che non è più se stesso, ma che insiste che l'uomo morto sia presente anche se non può più rientrare in esso. Dopo l'ultima serie rimasi attraverso i mesi di agosto e settembre assolutamente incapace di lavorare e pensare, percependo di essere vivo.
Antonin Artaud, Lettere, XX sec.

Attualmente "terapia" vuol dire farmacologia, elettroshock, insulina e tutte quelle tecniche psicoterapiche che non vanno oltre la manipolazione del malato: al fondo, tutte tecniche che si muovono all'interno del linguaggio del potere.
Franco Basaglia, Conferenze brasiliane, 1979 (a cura di Franca Ongaro Basaglia e Maria Grazia Giannichedda, 2000

Tutto il contenuto del sapere medico è orientato al controllo e alla repressione del malato. Non si cura il malato come soggettività, ma si cura il suo ritorno nel circuito produttivo. A questo punto dobbiamo mettere in discussione tutto, il sapere psichiatrico, la psicoanalisi, la cura farmacologica, l'elettroshock, l'insulina, la neurochirurgia, insomma, tutti quei metodi e mezzi che i medici hanno usato fino a oggi per affrontare il problema della malattia mentale.
Franco Basaglia, ibidem

Praticare l'elettroshock è come dare un pugno a una radio rotta.
Franco Basaglia, citato su L'Espresso, 1984

In due tavolette babilonesi si prescrive di curare il pazzo con il rogo, o seppellendolo vivo. Manicomio e elettroshock diventano di colpo rimedi pietosi.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Elettrochoc perché / guarda come sei / un altro choc / per quello che non sarai / Elettrochoc perché / non impari mai  / un altro choc / per quello che non farai / Elettrochoc perché / tu non parli più / un altro choc / se agli altri non vai giù.
Matia Bazar, Elettrochoc, 1983

Il manicomio non è correzionale. Ognuno che vi entra vi porta i suoi valori sostanziali e ve li conserva gelosamente. Così ho fatto io, a dispetto di tutti i vituperi e di tutti gli elettroshock.
Alda Merini, L’altra verità, 1997

In quel manicomio esistevano gli orrori degli elettroshock. Ogni tanto ci assiepavano dentro una stanza e ci facevano quelle orribili “fatture”. Io le chiamo fatture perché non servivano che ad abbrutire il nostro spirito e le nostre menti.
Alda Merini, L’altra verità, 1997

La stanzetta degli elettroshock era una stanzetta quanto mai angusta e terribile; e più terribile ancora era l’anticamera, dove ci preparavano per il triste evento. Ci facevano una premorfina, e poi ci davano del curaro, perché gli arti non prendessero ad agitarsi in modo sproporzionato durante la scarica elettrica. L’attesa era angosciosa. Molte piangevano. Qualcuna orinava per terra. Una volta arrivai a prendere la caposala per la gola, a nome di tutte le mie compagne. Il risultato fu che fui sottoposta all'elettroshock per prima, e senza anestesia preliminare, di modo che sentii ogni cosa. E ancora ne conservo l’atroce ricordo.
Alda Merini, L’altra verità, 1997

Eravamo giunti all'accettazione del nostro genere di vita. Forse gli psichiatri ci avevano messo, senza volerlo, in diretto contatto con la divina provvidenza perché avevamo imparato a considerare tutto ciò che ci veniva dato come un dono del cielo, elettroshock compresi.
Alda Merini, L’altra verità, 1997

Non so come funziona l'elettricità. Tutto quello che so è che mi calma.
[I don't know how electricity works. All I know is that it calms me].
Emo Philips (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Rifiuterei la terapia dell'elettroshock anche quando con essa si potesse sottrarre, cosa possibile, un paziente ad un conflitto interiore. Lo si potrebbe colpire alla testa così che non sia più capace di risposte emozionali, e ne sia interrotta la negativa influenza delle esperienze vissute; ma, nell'andare incontro in questo modo ad un destino, che è sempre compito, e ha sempre senso, noi veniamo meno alle ragioni etiche della vita. Dove mai si giungerebbe? Anche se la cosa fosse di aiuto, non tutto ciò che aiuta è consentito. Solo una riflessione senza fine sul destino, che non è malattia, e non è oggetto della medicina, ci fa resistere a un tale imperialismo medico.
Kurt Schneider, Einleitung zu einem Gespräch über Schocktherapie, in Der Nervenarzt, 1947

La psichiatria istituzionale, abbia essa luogo in un ospedale psichiatrico o in una scuola, è forse la tecnica più raffinata fra quelle elaborate finora. per scacciare l’anima fuori dall'uomo. Si dice spesso che un uomo che sia malato mentale abbia perso la propria mente. La cura che gli offre la psichiatria istituzionale consiste nel rendergli la sua mente − vuota. Il paziente psichiatrico internato in ospedale perseguitato dallo spettro del trattamento mediante elettroshock, e il bambino tormentato dai test psicologici e dalla minaccia di odiosi etichettamenti psichiatrici, sono esposti alla stessa influenza
disumanizzante.
Thomas Szasz, Disumanizzazione dell’uomo, 1970

Non possiamo più negare che, fin dall'inizio, la psichiatria si è sempre occupata del compito di controllare il comportamento umano − prima soltanto mediante il ricovero psichiatrico coatto, poi anche mediante tutta una serie di altre misure come la costrizione fisica, i sedativi chimici, l’elettroshock, la psicochirurgia, i tranquillanti, e, recentemente, la terapia ambientale e di gruppo.
Thomas Szasz, Disumanizzazione dell’uomo, 1970

Con i progressi moderni nella tecnologia della violenza psichiatrica, i manicomi hanno sostituito le manette con gli elettroshock, e le camicie di forza con i tranquillanti.
Thomas Szasz, I manipolatori della pazzia, 1970

Boy, stupid boy / Don't sit at the table / Until you're able to / Toy, broken toy / Shout shout / You're inside out / If you don't know Electric co. / If you don't know Electric co. / Red, running red / Play for real / The toy could feel /  A hole in your head /  You go in shock / You're spoon-fed / If you don't know Electric co. 
Ragazzo, stupido ragazzo / non sederti al tavolo / finché non ne sei capace. / Giocattolo, giocattolo rotto / grida, grida, sei rivoltato / se non conosci / la Compagnia Elettrica / se non conosci / la Compagnia Elettrica / Rosso, diventi rosso / giochi sul serio / parli e senti / ti tieni la testa / non griderai / ancora implori / se non conosci / la Compagnia Elettrica.
U2, The Electric Co, 1980

− Il mio analista dice che ho bisogno di "caos creativo"!
− Il mio dice che a me servono limiti.
− Il mio dice che mi serve un elettroshock da illuminare Las Vegas!
Bobbie, Roger e Joanna, in La donna perfetta, 2004

− Siamo arrivati alla disperazione con questi ragazzi. La autorizzo a fare tutto quello che è necessario: droghe, lavaggio del cervello, elettroshock!
− Prima preferirei farci due chiacchiere.
Hal e Dr. Kennedy, in Malcolm, 2000-2006

Note
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