Ulivo - Aforismi, frasi e proverbi sugli Uliveti

Raccolta di aforismi, frasi e proverbi sugli uliveti e sull'olivo (o ulivo), albero originario dell'Asia Minore diffuso in tutta la regione mediterranea, utilizzato sin dall'antichità per i suoi frutti, le olive, da cui si estrae l'olio d'oliva. L'ulivo è un albero sempreverde a crescita lenta che in condizioni favorevoli può diventare secolare. La pianta dell’olivo è considerata simbolo di pace e definita "benedetta" sia per le sue qualità benefiche rappresentate dalle olive e dall'olio, sia per il suo riferimento religioso al ramo d’ulivo che viene distribuito la mattina della Domenica delle Palme (precedente alla Pasqua) e che i fedeli portano in processione per ricordare l’arrivo di Cristo a Gerusalemme, portato in trionfo dai discepoli con in mano rami di palma e ramoscelli d'olivo. L’olivo benedetto viene poi portato nelle case e posto nelle stanze come benedizione e simbolo di pace e quindi rinnovato di anno in anno.
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Gli dèi prima o poi scompaiono, i templi prima o poi si svuotano e crollano,
ma gli ulivi restano vivi e danno frutti. (Enzo Bianchi)
Ulivo
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Gli dèi prima o poi scompaiono, i templi prima o poi si svuotano e crollano, ma gli ulivi restano vivi e danno frutti.
Enzo Bianchi, su Twitter, 2016

In principio era l'oleastro, poi in seguito l'albero venne addomesticato e reso pian piano fruibile e prezioso per la bontà e versatilità d'impiego dei suoi frutti, le olive. L'olivo, dunque, è un albero antico, dai lunghi trascorsi, visto che a caratterizzare inizialmente il paesaggio era appunto l'oleastro, arbusto nel quale dominava l'elemento selvatico e primigenio. La pianta dell'olivo, invece, è la piena e concreta espressione della consolidata civiltà dell'uomo.
Luigi Caricato, A tavola e in cucina con le olive, 2007

È l'interdetto sacro che protegge la natura, non la buona educazione, non la legge civile. Se l'ulivo è sacro a un Dio, l'ulivo non sarà tagliato.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Nulla è più bello, più vero della vita. / Prendila sul serio / ma sul serio a tal punto / che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi / non perché restino ai tuoi figli / ma perché non crederai alla morte / pur temendola, / e la vita peserà di più sulla bilancia.
Nazim Hikmet, Alla vita, 1947

Amore è piantare un ulivo. Coprire di paglia la terra, ripararlo dal freddo. E sognare un giorno di vederci arrampicare tuo figlio.
Monica Lazzari (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

L’ulivo comincia a spegnersi da dentro. Per questo il suo tronco si svuota e si contorce su se stesso in perenne movimento. E più muore dentro più è maestoso fuori. Io la dignità la racconto così.
Monica Lazzari, ibidem

Cielo azzurro / Campo giallo / Monte azzurro / Campo giallo / Per la pianura deserta / Sta camminando un ulivo / Un solo / Ulivo.
Federico Garcia Lorca, Poesie, XX sec.

La croce e l'ulivo sono le uniche insegne che non fanno paura: come non fanno paura le mani innocenti dei fanciulli e del Signore.
Primo Mazzolari (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La settimana santa comincia con l'ulivo e finisce col legno.
Primo Mazzolari, ibidem

Nessun uomo può dire di non essere stato crocifisso almeno una volta a quel ramo di ulivo che è la donna. Ma è veramente un ramo, la donna, o invece un grande torchio, sotto i piedi del quale l'uomo viene mestamente disgiunto da se stesso?
Alda Merini, La pazza della porta accanto, 1995

Non c'c albero più contorto dell'ulivo; pare essere l'immagine di una sofferenza atroce, interiore, silenziosa e profonda. Ma da quell'albero proviene l'olio, la sostanza più balsamica che per secoli nella civiltà mediterranea e servita per curare le ferite, illuminare le case, ungere i Re. medicina per tutte le malattie, alimento prezioso e condimento per il cibo quotidiano.
Giorgio Miscia, I giorni della Salvezza, 2010

Accanto al frusciare / del cereale, tra le onde / del vento sull'avena, / l’ulivo / dal volume argentato, / stirpe austera, / nel suo ritorto / cuore terrestre: / le gracili / ulive / lucidate / dalle dita / che fecero / la colomba / e la chiocciola / marina: / verdi, / innumerevoli, / purissimi / picciuoli / della natura, / e lì / negli assolati uliveti, / dove soltanto / cielo azzurro con cicale / e terra dura esistono, / lì il prodigio, / la capsula perfetta dell’uliva / che riempie il fogliame con le sue costellazioni: / più tardi i recipienti, / il miracolo, / l’olio.
Pablo Neruda, Ode all'olio, in Odi elementari, 1954

Io amo / le patrie dell’olio, / gli uliveti / di Chacabuco in Cile, / al mattino / le piume di platino forestali / contro la rugosa cordigliera, / ad Anacapri, là su, / nella luce tirrena, / la disperazione degli ulivi, / e nella carta d’Europa, / la Spagna, / cesta nera di olive / spolverata di fiori d’arancio / come da una ventata marina.
Pablo Neruda, Ode all'olio, in Odi elementari, 1954

A’ piedi dell’odio che, alfine, / solo è con le proprie rovine, / piantiamo l’ulivo! / l’ulivo che a gli uomini appresti / la bacca ch’è cibo e ch’è luce, / gremita, che alcuna ne resti / pel tordo sassello; / l’ulivo che ombreggi d’un glauco / pallore la rupe già truce, / dov’erri la pecora, e rauco / la chiami l’agnello; / l’ulivo che dia le vermene / pel figlio dell’uomo, che viene / sul mite asinello.
Giovanni Pascoli, La canzone dell'ulivo, in  Canti di Castelvecchio, 1907

Qui radichi e cresca! Non vuole, / per crescere, ch’aria, che sole, / che tempo, l’ulivo! / Nei massi le barbe, e nel cielo / le piccole foglie d’argento! / Serbate a più gracile stelo / più soffici zolle! / Tra i massi s’avvinchia, e non cede, / se i massi non cedono, al vento. / Lì, soffre, ma cresce, nè chiede / più ciò che non volle.
Giovanni Pascoli, ibidem

Per sè, c’è chi semina i biondi / solleciti grani cui copra / la neve del verno e cui mondi / lo zefiro estivo. / Per sé, c’è chi pianta l’alloro / che presto l’ombreggi e che sopra / lui regni, al sussurro canoro / del labile rivo. / Non male. Noi mèsse pei figli, / noi, ombra pei figli de’ figli, / piantiamo l’ulivo!
Giovanni Pascoli, ibidem

Voi, alberi sùbiti, date / pur ombra a chi pianta ed innesta; / voi, frutto; e le brevi fiammate / col rombo seguace!/ Tu, placido e pallido ulivo, / non dare a noi nulla; ma resta! / ma cresci, sicuro e tardivo, / nel tempo che tace! / ma nutri il lumino soletto / che, dopo, ci brilli sul letto / dell’ultima pace!
Giovanni Pascoli, La canzone dell'ulivo, in  Canti di Castelvecchio, 1907

Non ti sei mai chiesto perché un attimo, simile a tanti del passato, debba farti d'un tratto felice, felice come un dio? Tu guardavi l'ulivo, l'ulivo sul viottolo che hai percorso ogni giorno per anni, e viene il giorno che il fastidio ti lascia e tu carezzi il vecchio tronco con lo sguardo, quasi fosse un amico ritrovato e ti dicesse proprio la sola parola che il tuo cuore attendeva. Altre volte è l'occhiata di un passante qualunque. Altre volte la pioggia che insiste da giorni. O lo strido strepitoso di un uccello. O una nube che diresti di aver già veduto. Per un attimo il tempo si ferma, e la cosa banale te la senti nel cuore come se il prima e il dopo non esistessero più. Non ti sei chiesto il suo perché?
Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò, 1947

Se per tutte le piante aria e sole sono la base per un facile benessere, ancora di più per l'ulivo è di vitale e primaria necessità. È praticamente impossibile riuscire ad avere piante sane e fruttifere in un fitto, denso e folto impianto.
Paolo Pejrone, La pazienza del giardiniere, 2009

Gli ulivi sono facili al trasloco: se in buono stato e sani sopportano le più sadiche pratiche di espianto e le più dure situazioni di trasporto, tanto da esser qualche volta vittime del loro stesso successo trasformandosi in zimbelli generosi e maltrattati da un vivaismo cinico e predatorio.
Paolo Pejrone, La pazienza del giardiniere, 2009

Ettari ed ettari di terreno piantati a ulivo sono stati impietosamente spianati alcuni anni fa, si sono tagliate centinaia di migliaia di alberi, si sono estirpate dal suolo profondo, o ve le hanno lasciate a marcire, le vecchie radici che, per generazioni e generazioni, avevano dato luce alle candele e sapore alla minestra. Per ogni pianta di ulivo sradicata la Comunità Europea ha pagato un premio ai proprietari delle terre, per lo più grandi latifondisti, e oggi, in luogo dei misteriosi e vagamente inquietanti uliveti del mio tempo di bambino e adolescente, in luogo dei tronchi contorti, coperti di muschi e licheni, bucherellati di anfratti dove andavano a rintanarsi le lucertole, in luogo dei baldacchini di rami carichi di olive nere e di uccelli, quel che si presenta alla vista è un enorme, un monotono, un interminabile campo di granturco ibrido, tutto della stessa altezza, forse con lo stesso numero di foglie nelle spighe, e un domani forse con la stessa disposizione e lo stesso numero di pannocchie, e ciascuna pannocchia forse con lo stesso numero di chicchi.
José Saramago, Le piccole memorie, 2006

L'olivo è lo specchio dell'alba.
Ramón Gómez de la Serna, Greguerías, 1917/60

La vita è così vera / che sembra impossibile doverla lasciare / la vita è così grande / che quando sarai sul punto di morire, / pianterai un ulivo, / convinto ancora di vederlo fiorire.
Roberto Vecchioni, Sogna, ragazzo, sogna, 1999

Anche visto da vicino, l'ulivo ha un colore / che sembra venire da lontano. Forse per questo / ha riportato la colomba l'ulivo, albero che cresce / di un pallore ultraterreno, che non si offusca né si secca mai, / e la cui sete profonda, oltre ogni eccesso, / insegna che il sud non è il paradiso.
Richard Wilbur, Poesie, XX sec.

Noè fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo; ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell'arca, perché c'era ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell'arca. Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra.
Genesi, Antico Testamento, VI-V sec a.e.c.

Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornerai indietro a ripassare i rami: saranno per il forestiero, per l'orfano e per la vedova.
Deuteronomio, Antico Testamento, VI-V sec a.e.c.

Proverbi sugli Ulivi e gli Uliveti
  • Agli ulivi, un pazzo sopra, e un savio sotto.
  • Castagno per i nipoti, olivo per i figli e vite per me.
  • Chi ara l’oliveto domanda il frutto, chi lo letama l’ottiene, chi lo pota lo costringe a far bene.
  • Chi bacchia con la mazza l’oliva ammazza.
  • Chi bacchia l’olivo non deve restar vivo.
  • Chi per coglier le olive usa il bastone merita d’essere bastonato.
  • Chi vuole ingannare il suo vicino, ponga l'ulivo grosso e il fico piccolino.
  • Fammi povero di rami e ti farò ricco d’olio.
  • L’olivo arde da morto e da vivo.
  • L’olivo benedetto arde verde e secco.
  • L’olivo benedetto riporta la pace sotto il tetto.
  • L’olivo benedetto vuol trovar pulito e netto.
  • L’olivo vuole sette esse: sole, solo, suolo, sasso, scasso, scure, stabbio.
  • L’oliveto sta sul sasso e domanda solo grasso.
  • Nell'oliveto non si deve seder di luglio.
  • Noce del nonno, olivo del padre e vite mia.
  • Olivi e cavalli non voglion bastone.
  • Olivo e fico trattali da nemico.
  • Piantami sul sasso e tienimi grasso.
  • Quando l’olivo è ben potato dev'essere attraversato da un cappello.
  • Quanto più ciondola, più ugne.
  • Toglimi foglia e ti darò oliva.
  • Ventilato sotto, spogliato sopra se vuoi che dalle spese ti copra.
L'aliə quannə cchiù ppennə, cchiù rennə.
[L'olivo quanto più pende, più rende].
Proverbio pugliese

Quànne l'auuì fiorìsce ad abbrìle le cuègghie a varrìle.
[Quando l'ulivo fiorisce in aprile, le olive si raccolgono a barili].
Proverbio pugliese

U uàrrue d'auuì cìnghe cose vole: larghe, pète, remmàte, accètte e ssole.
[L'albero d'ulivo pretende cinque cose: largo, pietra, letame, ascia e sole].
Proverbio pugliese

Note
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